Benvenuto, Ospite
La maggior parte degli organismi che generano malattia, entra nel corpo attraverso le mucose del naso, della bocca, del sistema polmonare o del tratto digestivo, non attraverso una iniezione, è contrario alla natura iniettare organismi nel corpo per provocare la immunità e la vaccinazione porta in sé un enorme potenziale per danneggiare seriamente la vostra salute.

ARGOMENTO: Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo

Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 21/11/2016 17:54 #51084

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Buongiorno a tutti,

la nostra bimba ha 4 anni e mezzo e quando è nata abbiamo deciso di non vaccinarla perchè troppo piccola.
Intorno ai 14 mesi ha iniziato a manifestare convulsioni febbrili che durano ancora oggi anche se i fenomeni stanno diradandosi.
Io e mio marito vorremmo fare una serie di analisi immunologiche per valutare alcuni singoli vaccini.
siamo seguiti da un omeopata che però non si esprime molto sul tema vaccini; dice di non vaccinarla e stop.
Ora, viaggiando spesso ci sono venuti un po' di pensieri e desideriamo tanto tantissimo trovare un medico/immunologo qualcuno a cui affidarci per tutto, soprattutto per valutare il percorso vaccinale. Abitiamo in provincia di milano e mi hanno consigliato la dott.ssa Nannei ma non fanno analisi immunologiche somministrano singoli vaccini e poi danno una terapia omeopatica di supporto al vaccino.
Ci piacerebbe trovare un professionista serio che ci prenda per mano un po' per tutto (es. è una bimba cariericettiva, abbiamo già sistemato 8 piccole carie sui denti da latte, chi mi dice che non sia sintomo di carenza di un qualche minerale etc)?
Inoltre, mentre lo scorso anno, primo anno in comunità, si è ammalata solo due volte, quest'anno nonostante stessa cura omeopatica si è già ammalata 4 volte...e ogni volta siamo in ansia per le convulsioni.

Grazie mille per l'aiuto.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 21/11/2016 20:37 #51086

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Quale prodotto omeopatico prende la piccola? L'omeopata ha valutato se le contro alterazioni sul principio vitale sono quelle previste (che determinano la scomparsa dei sintomi)? Nella fattispecie queste convulsioni? Avrà controllato se il nuovo quadro (carie) è in linea come sintomo accessorio del rimedio dato? (Effetto proving?) ha valutato il vostro apporto alla cura?

L'omeopatia in quanto medicina di stimolazione è incompatibile con i vaccini
Hai provato a sentire un medico che cura con l'omeosinergia?


PS sei la stessa baby del tsh? Se così è, mi spiego la manifestazione sui denti...
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Ultima modifica: 21/11/2016 20:43 da elena.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 21/11/2016 21:25 #51089

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Ciao elena,
si sono la stessa del tsh...ma quanto scritto qui sopra riguarda la mia bimba, non me direttamente.
riguardo alle domande sull'omeopatia, prende engystol, defredil, degrippal e vis heel. Non mi pare proprio che omeopata abbia controllato tutte quelle cose:(
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 21/11/2016 22:06 #51091

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Tu e la tua bimba siete collegate, a livello energetico.
Dunque io nn posso commentare le scelte terapeutiche di un omotossicologo (ma tutti insieme questi rimedi?) sembrerebbe che la tua bimba sia sotto attacco continuo, con virus e batteri a go-go... Ha almeno valutato i singoli rimedi con qualche test o li ha dati da catalogo?

Un omeopata unicista ragiona in modo differente. Un omeopata sinergetico anche.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 21/11/2016 22:21 #51092

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sono stata da omeopata unicista quando era piccolissima ma non aveva risolto gran che. invece lo stesso omeopata con me aveva fatto il miracolo (curato asma con unico rimedio e non prendo più cortisone da anni).
ma qualcuno veramente valido anche per discorso vaccini? cosa ne pensi?
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 21/11/2016 22:30 #51093

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Mi parli di queste convulsioni febbrili? A quanto arriva la febbre? Che altri sintomi manifesta?

(Per Caso ha avuto collassi? )
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 22/11/2016 09:52 #51095

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baby2504

Qualche pensiero informativo:


Il vaccino, in sé, è una cosa buona, ma
quello che lo rovina è l’uso dei conservanti,
ossia quelle aggiunte di additivi che permettono
il mantenimento del vaccino nel tempo e il
mantenimento della sua stabilizzazione.

Fino a qualche tempo fa si usavano stabilizzanti
a base di mercurio,
oggi si usano conservanti a base di alluminio,
ma non cambia niente.

Un bambino nasce più o meno predisposto ad
affrontare le condizioni di vita quotidiana,
e questo varia in funzione di quanto la mamma
gli abbia trasmesso di elementi vitali, quali
metalli / oligoelementi e vitamine.

E sono proprio i metalli / oligoelementi il primo
problema da affrontare.

L’organismo intero è come un grande puzzle, fatto di tantissime tessere.
Ogni tessera va vista come un metallo / oligoelemento.
Là dove e quando dovesse mancare qualche tessera, ciò significa
che c’è carenza di qualche metallo o che manca del tutto.

In tal caso, vaccinando, il mercurio o l’alluminio presenti nello stesso,
vanno a occupare il posto vuoto delle tessere mancanti,
da qui l’innesco di malattie che dipenderanno da caso a caso.
Ma lo stesso discorso è valido per qualunque metallo pesante
dovesse entrare nell'organismo.

Pertanto, la prima cosa da fare per garantire la salute del bambino piccolo,
è quella di garantire una alimentazione capace di apportare, il più possibile,
ogni varietà di minerali / oligoelementi.

Non dispongo di studi o esperienze sulla alimentazione dei neonati,
ma certo è che, appena possibile, bisogna garantire cibi integrali in grande
varietà e assortimento affinché ogni cibo contribuisca a portare la sua
quota di elementi vitali.


Il secondo punto fondamentale è la carenza di vitamina C.
Tutti i casi di morti bianche in culla, sono da imputare a questa carenza,
ma anche la meningite, e così via.

E’ quindi indispensabile garantire al neonato, e poi al bambino,
dosi quotidiane di C.
Sempre considerando che non dispongo di studi specifici sui neonati,
per quanto riguarda la C, appare evidente che va somministrata come supplemento,
appena possibile, a integrazione della migliore alimentazione che si possa attuare.

Mancando la C, o eventuali carenze della stessa, i patogeni innescano le classiche malattie
infantili che però, se la C è abbondante, tutti gli effetti passeranno in modo
lieve e spesso inosservato senza fastidi e conseguenze.

Allora sarà bene, per il caso in discussione, pensare subito a tutto
questo per garantire una crescita sana e la formazione di un organismo forte.


Gli omeopatici, come citato sopra, aiutano le funzioni dell’organismo a superare
le eventuali condizioni di crisi, ma non vanno a risolvere il problema di fondo
semplicemente perché non forniscono né C nè metalli / oligoelementi,
ma semplicemente una frequenza che fa vibrare le cellule nel modo
giusto, finché tale prodotto non si esaurirà nell’organismo, o non
saranno cambiate alcune condizioni di alimentazione.


Per quanto riguarda i metalli / oligoelementi, il primo prodotto
da prendere in considerazione, in assoluto, è il cloruro di magnesio.
Fare dei pediluvi in acqua calda, ogni giorno per 20 minuti,
è la condizione più semplice per ottenere tale assunzione senza alcun
effetto strano.

Si tenga presente che il magnesio partecipa a oltre 700 attività nell’organismo e
se ne aggiungano molte di più come evoluzione della condizione omeostatica a cui partecipa.
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Ringraziano per il messaggio: Liuc33, Marco R., baby2504

Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 22/11/2016 15:40 #51098

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ha convulsioni semplice e in due episodi le ha avute in cluster (6 in una notte e tre un 'altra volta ma a quel tempo eravamo preparati e abbiamo somministrato valium gocce...un incubo su una bimba di 2 anni).
durante la convulsione tutti i quattro arti scattano, occhi fissi o sfarfallano, bocca cianotica. un paio di volte è successo che urlasse prima della convulsione un urlo spaventoso come se avesse visto qualcosa di pauroso.
la temperatura è salita al massimo a 39.6 ma abbiano notato che non incide molto, le ha sviluppate anche con temp. 38.2.
la velocità di salita o discesa della febbre non sembrano incidere, a volte è passata da 37.3 a 39.2 in un ora senza problemi. la scorsa estate cibn febbre stabile a 38,2 ne ha avuta una. le ultime volte ne ha avuta solo una durante tutto il periodo di febbre e non sempre le vengono (ultimi due episodi febbrili senza). non è mai collassata.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 22/11/2016 16:58 #51100

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Ciao, avete fatto gli esami alla bimba per la vitamina D?
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 22/11/2016 17:30 #51101

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no, è anche per questo che vorremmo affidarci a qualcuno che prenda in mano la situazione in toto e fare tutte le analisi del caso.
quando ho comprato la vit D x me ho cmq comprato la vit D x la bimba. E' della now foods e indica 4 gocce al giorno per i bimbi x un totale di 400IU.
che dose dovrei dare alla piccola? ha 4 anni e mezzo peso 16,5 kg.
Grazie mille!
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 22/11/2016 20:05 #51106

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Per caso le hanno mai fatto un EEG? Il valium proprio non lo capisco ! Lo ha consigliato L omotossicologo? Orrore!
Di solito le convulsioni episodiche semplici sono di valore minimo, secondo la medicina ufficiale, e durano con certa frequenza fino ai 5 anni. A cluster anche, ma a questo punto vanno fatti accertamenti.
In virtù di un terreno così, nn mi fiderei a fare vaccini.
Quello che nemmeno capisco è il tipo di rimedi dati dall omotossicologo...
Senza una diagnosi precisa. (Defedril è controindicato in caso di autoimmune x es)
Engystol è consigliato di mescolarlo ( in dosi adeguate a seconda degli anni di età del bimbo) con il sangue del paziente in autoemoterapia. (Ma nn credo che lo avete erogato così.)
E x ogni farmaco vanno sempre controllati gli effetti. Sempre! E valutato come procedere. Infatti a proposito di engystol, c'è un componente il vincetoxicum, assimilabile all aconitum che dà stati di eretismo febbrile congestizio che precede lo stato di infiammazione ma anche ha manifestazioni circolatorie e nervose, con angoscia agitazione mista a paura, congestione cerebrale con vertigini, sistema motorio eccitato, con disturbi convulsivi, ecc.
Forse sarebbe il caso di cambiare omeopata
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Ultima modifica: 22/11/2016 20:08 da elena.
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Ringraziano per il messaggio: Clara, Alernd, baby2504, Frances

Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 22/11/2016 20:47 #51109

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Cara Baby, dal mio punto di vista sarebbe importante avere le analisi per chiarire eventualmente il quadro, e dopo decidere l'integrazione.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 22/11/2016 22:34 #51114

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Che gruppo sanguigno ha la bambina?
Avete mai usato il Serplus (alfalattoalbumina) che sembra sia uno tra i + potenti antiepilettici alternativi?
“Pensate il vero e fate il bene, se potete, agendo in virtù del libero secondo la ragione.” E.Swedenborg
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 22/11/2016 22:43 #51115

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Grazie a tutti X le risposte.
In effetti non sappiamo gruppo sanguigno, non le abbiamo mai fatto analisi e alla nascita non me l'hanno detto. E sui fogli di dimissione non c'è.
Siamo seguiti da neuropsichiatra infantile e ogni anno facciamo eeg sempre nella norma. È stato il neuropsichiatra a prescrivere Valium gocce in caso di cluster. Se dovessi fare delle analisi da quali partire? Cosa chiedo al pediatra di base? Già è una lotta ogni volta che andiamo X il fatto di non averla vaccinata...
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 23/11/2016 11:19 #51132

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ma in che dose la vitamina C? ha 4 anni.
Ho acido ascorbico più magnesio in polvere.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 23/11/2016 13:43 #51134

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Aggiungo qualche commento per approfondire:

lo scenario delle condizioni della bambina appare
precario per una condizione del
sistema immunitario molto deteriorato.

Un sistema immunitario efficiente è sostenuto da una
saturazione dell’organismo data da abbondanza e assortimento
di minerali / oligoelementi,
ed è controllato da una corretta alimentazione varia.

Mancando i minerali e con una alimentazione certamente
basata su alimenti e bevande non corrette,
l’ambiente dei tessuti appare in forte acidosi.
Lo dimostra il fatto che quasi la metà dei denti da latte è
cariata:
frutto di azione degli acidi e mancanza, soprattutto di magnesio,
ma non solo questo.

Ma quando i denti si guastano in quel modo,
i professionisti di un tempo, almeno fino a 100 anni fa,
ci hanno insegnato che era l’inizio dello “scorbuto”
la malattia base di tutte le malattie autoimmuni.
E le convulsioni febbrili lo sono una prima dimostrazione.

Ora, dalla descrizione del caso, la bambina è nata piccola,
e questo fa pensare a possibili complicazioni.

Ma quello che insegna la Medicina Non Convenzionale,
a proposito di gestazione, parto, e problemi del nascituro,
le complicazioni sono correlate a una carenza di magnesio da
parte della mamma e trasmessa anche al nascituro.

Una gestante, con ampia disponibilità di magnesio, ha
un percorso facile, un parto facile, un neonato sano e forte.

Altro problema è correlabile agli ultimi 2 anni, ossia al
periodo post-svezzamento.
Questo dovrebbe essere stato il periodo di inizio del
rinforzo fisiologico della bambina, alimentandola nel modo
più corretto possibile,
ma sembra che ciò non sia avvenuto,
vista la situazione odierna.

Non tutto è perso, naturalmente.
Ora bisogna che la mamma si rimbocchi le maniche,
curi l’alimentazione garantendo cibi integrali, ricchi, prima di
tutto, di minerali, poi garantisca cibi ricchi di vitamine,
prima di tutto la C, e come ultimo le proteine,
con preferenza per quelle vegetali che sono più facilmente digeribili.

Eventuali integratori andranno valutati:
la C sciolta in succo fresco di arancia o succo
naturale di gradimento della bambina,
terapia transdermica del magnesio, come già detto,
verdure fresche di ogni tipo e altre cotte al vapore,
minestroni ricchi di ogni mix di cereali e verdure,
frutta secca mista, frutta di stagione,
evitando tutto ciò che si possa considerare “spazzatura.”

Gli specialisti potranno essere di aiuto, ma mai daranno
prescrizioni di C o di magnesio, né daranno
approfondite informazioni sulla alimentazione,
per cui, tutto questo, resta frutto della comprensione del caso
e del buonsenso della mamma.

Nella condizione attuale, potrebbe essere pericoloso
pensare ai vaccini.

Inoltre, non pensare a pozioni magiche o miracolose,
queste stanno nel praticare con impegno e buonsenso,
quanto riferito sopra.
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Ringraziano per il messaggio: Alernd, LOG, Marco R.

Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 13/12/2016 12:41 #51380

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baby2504 ha scritto:
Buongiorno a tutti,

la nostra bimba ha 4 anni e mezzo e quando è nata abbiamo deciso di non vaccinarla perchè troppo piccola.
Intorno ai 14 mesi ha iniziato a manifestare convulsioni febbrili che durano ancora oggi anche se i fenomeni stanno diradandosi.
Io e mio marito vorremmo fare una serie di analisi immunologiche per valutare alcuni singoli vaccini.
siamo seguiti da un omeopata che però non si esprime molto sul tema vaccini; dice di non vaccinarla e stop.
Ora, viaggiando spesso ci sono venuti un po' di pensieri e desideriamo tanto tantissimo trovare un medico/immunologo qualcuno a cui affidarci per tutto, soprattutto per valutare il percorso vaccinale. Abitiamo in provincia di milano e mi hanno consigliato la dott.ssa Nannei ma non fanno analisi immunologiche somministrano singoli vaccini e poi danno una terapia omeopatica di supporto al vaccino.
Ci piacerebbe trovare un professionista serio che ci prenda per mano un po' per tutto (es. è una bimba cariericettiva, abbiamo già sistemato 8 piccole carie sui denti da latte, chi mi dice che non sia sintomo di carenza di un qualche minerale etc)?
Inoltre, mentre lo scorso anno, primo anno in comunità, si è ammalata solo due volte, quest'anno nonostante stessa cura omeopatica si è già ammalata 4 volte...e ogni volta siamo in ansia per le convulsioni.

Grazie mille per l'aiuto.

Ciao Baby,

qua trovi un elenco degli esami immunologici consigliati prima di effettuare una vaccinazione: www.informasalus.it/it/articoli/test-laboratorio-vaccini.php E' stato redatto dal Dr. Gava, medico, tossicologo e omeopata autore di vari libri in materia di vaccinazioni.

Noi ci troviamo in una situazione per alcuni aspetti simile alla vostra. Per nostro figlio, 3 anni non vaccinato, stiamo valutando la sola inoculazione del vaccino per il tetano, previa indagine immunologica e terapia ortomolecolare di supporto.
Anche lui ha avuto- poco tempo fa - un primo episodio di convulsioni febbrili semplici.
Probabilmente attenderemo il compimento dei 5 anni prima di procedere con l'eventuale vaccinazione, questo perché come sai le convulsioni tendono a scomparire in quella fase di età.
Vi sono infatti varie evidenze sul fatto che i vaccini (soprattutto quelli a virus vivi attenuati) possano innescare episodi di convulsioni febbrili.

Nel frattempo mi sono documentato sulle convulsioni febbrili e ho trovato alcune buone pratiche da seguire per ridurre il numero degli episodi:

- bassi livelli di zinco nei lattanti e bambini sono correlati ad un aumento degli episodi. In base a questo studio: www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26429655 è consigliato somministrare 2mg/kg di zinco solfato per prevenire la ricorrenza di episodi convulsivi.

Noi usiamo questo prodotto per nostro figlio: www.amazon.it/Good-State-Liquid-Ionic-Co...keywords=liquid+zinc

Per dosarlo correttamente in base ai dosaggi usati nello studio devi tenere a mente che il quantitativo elementare (ovvero quello effettivamente utilizzato dall'organismo) contenuto nel zinco solfato è pari al 22% del suo peso. Quindi, nel caso di un bambino che pesa 16 kg sono necessari 7mg di zinco elementare (2mg x 16 = 32 mg di zinco solfato che apportano 7 mg di zinco elementare)

- Acidi grassi Omega 3, secondo questo studio sono indicati nella prevenzione delle convulsioni febbrili, in quanto riducono la sintesi dell'interleuchina IL-1, che è la principale molecola responsabile per la febbre: www.sciencedirect.com/science/article/pii/0306987794900477


- Vitamina C, per la sua azione antivirale, immunostimolante e antifebbrile nutri.com/blog/2012/12/vitamin-c-can-prevent-febrile-seizures/. Come dosi puoi seguire le raccomandazioni del Dr. Klenner (1gr di vit. C per ogni anno di età del bambino) oppure mantenerti su dosaggi più bassi (es 2 gr al giorno suddivisi in tre somministrazioni) , aumentando invece significativamente appena la bambina inizia a manifestare i primi sintomi di malattia o ha febbre.

Infine ti riporto i consigli della dr.ssa Sabine Eck, tratto da un'interessantissimo articolo del suo blog:

"Dall’esperienza pratica attenta sappiamo che le convulsioni avvengono nella stramaggior parte dei casi quando c’è una notevole differenza di temperatura tra il torace e l’addome: testa, torace, braccia e mani bollenti, e al contrario pancia, gambe e piedi ghiacciati; situazione pericolosa soprattutto nel bambini piccoli che va *subito* corretta con adeguate misure. Con questo semplicissimo controllo si abbatte praticamente il rischio delle convulsioni.
Un vecchio detto popolare descrive la salute con queste parole semplici e incisive: “testa fresca-piedi caldi”: infatti durante le malattie abbiamo spesso i due poli invertiti, testa bollente e piedi ghiacciati, e nel bimbo piccolo e predisposto questo può generare appunto una convulsione."


www.sabineeck.com/il-sistema-immunitario...ebbre-seconda-parte/
Codice campagna 11627758 - da inserire in fase di acquisto - per beneficiare di un extra sconto del 5% sul sito www.lifeextensioneurope.it
Ultima modifica: 13/12/2016 12:53 da Alernd.
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Ringraziano per il messaggio: yagoo40, Clara, elena, Marco R., baby2504, Frances

Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 10/01/2017 14:46 #52017

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Grazie Alernd,
la tua risposta è stata utilissima.
ma quindi a tuo figlio somministri sia vit c che omega 3 che zinco o uno dei tre? la nostra piccola prende vitamina c da qualche settimana.
Ma vi fate seguire da un immunologo in particolare?


Grazie ancora.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 11/01/2017 13:53 #52064

  • Ferruccio
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Facciamo qualche chiarimento:

un bambino ha convulsioni, è irrequieto, si agita, è febbricitante, e cose simili,
perchè nel suo organismo sono entrati in azione patogeni che
hanno un diretto rapporto con il sistema nervoso per le convulsioni e simili,
mentre sviluppano febbri negli altri casi.

I patogeni attivi sono un indice di riferiemeto che nell’oerganismo
prevale un pH acido nei tessuti.

Assumere la C, che funge da tampone, significa spostare il pH
verso il 7, valore al quale i patogeni sono inibiti nella
loro funzione aggressiva.

Assumere Magnesio, equivale all’assunzione della C, poichè
il Magnesio funge da antiossidante, inibisce l’attività dei patogeni
soprattutto quando sono a stretto contatto delle cellule.

Tra C e Magnesio c’è una differenza:
la C va assunta ogni giorno, finchè il pH
non sarà tornato al neutro, perchè la C ha una vita breve
nell’organismo, ma bisogna mantenere tale pH con la giusta alimentazione.
Il Magnesio, invece, si disperde meno facilmente e, dopo aver raggiunto
la saturazione nell’organismo, basta assumerne poco come condizione di mantenimento.


Per quanto riguarda gli acidi grassi Omega 3, non corrispondono alla
soluzione del problema della febbre, solamente perchè la fanno regredire,
la febbre è innescata dai patogeni, che poi dipendono dal pH dei tessuti,
ed è lì, sul pH prima di tutto, dove bisogna concentrarsi.

Qualunque disfunzione / malattia, va curata alla radice.
I rimedi aiutano soltanto, ma non possono durare per tutto il futuro,
in attesa che accada qualcosa di magico.
I rimedi non sono la “pozione magica”
sognata dalla maggioranza dei malati.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 11/01/2017 14:03 #52066

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Salve, conosco personalmente molte persone più che soddisfatte con il Serplus del dott. Mainardi.
C'è un gruppo su Facebook dove se ne parla.

Mi sembra ovvio che i problemi derivano da un intestino non perfettamente funzionante, con più che probabile presenza di parassiti.

Saluti
"..Le stelle stanno in cielo, i SOGNI non lo so.. so solo che son POCHI quelli che si avverano!"
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 13/01/2017 11:37 #52160

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baby2504 ha scritto:
Grazie Alernd,
la tua risposta è stata utilissima.
ma quindi a tuo figlio somministri sia vit c che omega 3 che zinco o uno dei tre? la nostra piccola prende vitamina c da qualche settimana.
Ma vi fate seguire da un immunologo in particolare?


Grazie ancora.

Ciao Baby,

si, a mio figlio somministro quotidianamente tutte e tre le sostanze.
No, nn abbiamo nessun immunologo di riferimento. Quello che ti ho riportato è frutto di ricerche e studi personali.

Leggo anche che le hanno già trovato molte carie, nonostante la tenera età.
Ricordo che il Dr. Cannel (ricercatore e presidente del vitamin D Council) in una sua intervista ha dichiarato che è sufficiente far assumere ai bambini 1.000UI al giorno di vitamina D per prevenire la formazione di nuove carie. E in effetti, se fai quahce ricerca su pubmed troverai vari studi a supporto della sua tesi. Es www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26553883 e www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24160554

@Ferruccio: le convulsioni febbrili semplici di cui stiamo parlando non sono in realtà una condizione patologica, in quanto si manifestano in bambini sani (circa il 4-5% di tutti i bambini) , con regolare sviluppo psicomotorio, senza infezioni al sistema nervoso e senza precedenti danni celebrali. Secondo le tesi piu recenti sono piu' che altro legate ad una sorta di iper-eccitabilità del sistema nervoso del bambino che reagisce ad un rialzo repentino della temperatura corporea. Queste tendono a regredire del tutto e spontaneamente entro i 5/6 anni, quando il sistema nervoso completa la sua formazione.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 13/01/2017 14:11 #52167

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Alernd

parlo in base agli studi di Medicina Non Convenzionale mediante l'uso
delle frequenze per analizzare l'organismo, che ho seguito per un certo tempo.
Dai test emerge molto chiaramente quello che ho descritto.
Naturalmente, ciò accade in una percentuale dei bambini.
Purtroppo la medicina convenzionale ha sempre rifiutato
tali test e non dispone di mezzi adeguati
per una giusta conferma,
di conseguenza si fa forte dicendo che ciò non può essere vero.

Mi dispiace, ma le cure così come le ho descritte in forma sintetica,
danno conferma a responsi positivi.

Contemporaneamente pensa solo alle morti bianche in culla dei neonati,
ciò accade solo per forte carenza di C e di Magnesio.

E per quanto riguarda la carenza di magnesio,
pensa alle morti di tanti atleti giovani che avvengono
sui campi di gioco.

Ma la medicina ufficiale dice che sono morti per cause misteriose.

Poi, aggiungi pure la D per risolvere i problemi,
aggiungi quello che vuoi,
ma tutto ciò verrà sempre dopo il magnesio.
E se il magnesio manca, manca e basta, non c'è D
o pozione magica che lo possa integrare.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 13/01/2017 14:27 #52170

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e aggiungo anche:

Carie dentaria:
La carenza di Magnesio provoca un equilibrio malsano di Fosforo e Calcio nella saliva,
danneggiando i denti.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 25/01/2017 09:47 #52524

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www.alpaluda.com/20180501.htm

Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere: e di vita ne abbiamo solo una (José Mujica).
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 27/02/2017 15:38 #53535

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Ciao Alernd,

da un po' infatti le sto dando anche vit d 1000UI al giorno.
ora il problema è che faccio faticA A FARLE prendere sia vit c che magnesio. non li vuole più bere. sto cercando compresse masticabili di entrambi ma non trovo nulla che mi piaccia particolarmente. qualche suggerimento?

a gennaio ha avuto febbre purtroppo con tre episodi convulsivi in un giorno...pensavamo ormai di esserne fuori (ultima risaliva a 7 mesi prima) visto che siamo vicini ai 5 anni d'età. settimana prossima abbiamo il controllo da neuropsichiatra.

@ sampei: conosco il serplus, stiamo valutando di darglielo ma volevo prima confrontarmi con medico per dosi ed effettivo assorbimento (status attuale intestino da valutare).

grazie a tutti, Baby
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 27/02/2017 15:51 #53537

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Comprendo che sia difficile fare assumere prodotti strani ai bambini,
sono naturalmente diffidenti,
ma esiste la terapia transdermica,
sia per il magnesio come per la C.

Penso non sia difficile convincere un bambino di tenere
piedi e caviglie in una bacinella di acqua caldina
e saturata una volta con magnesio e la volta dopo con la C,
e ripetere ogni giorno facendo passare il tutto come un gioco.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 27/02/2017 15:51 #53538

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ciao Baby, senti mi sto studiando proprio gli effetti convulsivi derivati da intolleranza verso alcune sostanze...
hai visto mai che troviamo la quadra?
mi dici che cosa mangia il bimbo?
state attenti a pentolame, disinfettanti, inquinanti ambientali?
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Ultima modifica: 27/02/2017 16:00 da elena.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 27/02/2017 21:34 #53546

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Ciao Elena,

la bimba mangia poche proteine animali, carne solo a scuola due volte la settimana. e beve latte di capra. mangiamo legumi, soia, cereali integrali, pochissima pasta industriale. Mangia quasi tutta la frutta e la verdura. Non mangia pesce.
Non stiamo attenti alle pentole che usiamo e uso molte pentole antiaderenti. Non uso disinfettanti in casa. Pulisco con acqua e ho iniziato ad produrre detersivi per bucato etc.
Inquinanti ambientali tipo l'aria puzzolente che respiriamo in pianura padana?!?!?!

dimmi dimmi....
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 28/02/2017 11:12 #53553

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ti dico ti dico :lol:
pentolame antiaderente, se graffiato, trasmette alluminio. Consiglio vivamente pentole in vetroborosilicato o vetroceramica SENZA metallo, nemmeno viti sui coperchi (che quindi con il vapore trasmettono metallo sul cibo) esempio www.alleanzadellasalute.info/forum/Alime...-e-contro.html#53551

spero che non abbiate ancora fatto vaccini.
Hai letto qui? www.alleanzadellasalute.info/forum/Vacci...-e-vaccinazioni.html
e molto sottovoce ti devo dire che diversi medici li sconsigliano (se parlassero chiaramente li radierebbero)...
spero che riusciate comunque a iscrivere la bimba a scuola, visto che a quanto pare le regioni ora si sono dovute uniformare :(
nel caso, bisogna andare da un omeopata e far prendere alla bimba dei prodotti omeopatici subito prima e subito dopo (per almeno una settimana) almeno per tamponare un po' gli effetti negativi dell'introduzione di queste sostanze orrende...

carissima, sai che se si è intolleranti (ho visto il caso di un bimbo di pochi mesi intollerante al latte vaccino, che la madre usava perchè non aveva latte) a un alimento il corpo reagisce (o può reagire) fino a 72 ore dopo l'ingestione di quel cibo. La reazione immediata potrebbe essere quella di aumento considerevole dei battiti del cuore. Se hai un pulsiossimetro e lo metti sul dito della bimba può essere che hai una prima idea se c'è qualche cibo che effettivamente le procura problemi. Non parliamo di pochi battiti in più...
mi auguro che frutta e verdura siano biologici.
e speriamo che non sia intollerante al latte vaccino (il latte di capra è uguale, ahimè: altro caso di bimbo allergico al latte vaccino al quale il medico consigliò latte di capra, finito in ospedale per una reazione sistemica importante, ripreso per i capelli, e medico sospeso perchè non sapeva che i due latti a livello allergico si equivalgono, in quanto non è detto che si sia allergici SOLO al lattosio, ci sono altre proteine, come per es la caseina, alla quale si può essere allergici o intolleranti)...

ricordi cosa ha mangiato nei 3 giorni precedenti all'ultima convulsione?

(tutto ciò nel caso in cui la crisi sia dovuta a fattori scatenanti e ricorrenti ... scusa non ricordo se avete fatto analisi ematiche mirate, se la bimba soffre di gastroenterite, o di faringotonsilliti)

ps per l'aria puzzolente... spero che non abitiate vicino a qualche inceneritore...
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Ultima modifica: 28/02/2017 11:33 da elena.
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Bimba 4 anni non vaccinata, contatto Immunologo 02/03/2017 08:21 #53629

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L'articolo è tratto dal libro Vaccinazioni: il diritto di sapere, di Emma Pistelli, Pietro Rabolli e Carlo Tonarelli (di prossima pubblicazione)

L’omeoprofilassi, anche detta profilassi omeopatica, può definirsi come l’impiego di rimedi omeopatici, opportunamente diluiti e dinamizzati, per prevenire la diffusione delle malattie infettive.

Nei libri di medicina, la malattia infettiva è l’insieme di sintomi e lesioni patologiche che si determinano a causa di un agente infettante esterno, virus o batterio, che si è reso capace di penetrare all’interno di un organismo e di moltiplicarsi, provocando alterazioni tali da compromettere lo stato di salute. Le malattie infettive si trasmettono da un individuo malato a un individuo sano, mediante il contagio, cioè un contatto che può essere diretto o mediato da un veicolo, come l’acqua, l’aria o il cibo.

Tuttavia la malattia infettiva non è la conseguenza automatica di ogni esposizione all’agente infettivo, ma dipende anche dalla capacità di difesa e di reazione dell’organismo oggetto del contagio. Nel determinare la malattia entrano in gioco due ordini di fattori, che interagiscono tra loro:
la patogenicità e la virulenza dell’agente infettante da una parte e il grado di resistenza dell’individuo ospite.
Le specie microbiche o virali, che abbiano sviluppato strategie di adattamento atte a parassitare e a infettare un determinato ospite, sono dette patogene. Ad esempio, il Vibrio cholerae è patogeno per l’uomo mentre altri microrganismi lo sono per altre specie. All’interno di una specie di microrganismi patogeni, si riconoscono ceppi più o meno virulenti. La virulenza misura la forza di provocare un danno. Per ogni agente infettante si riconoscono vari fattori di virulenza, cioè meccanismi in grado di assicurare loro la penetrazione e la moltiplicazione all’interno dell’organismo. Sono fattori che impediscono ai microrganismi di essere allontanati meccanicamente dalla detersione fisiologica delle mucose e della cute oppure che riducono la fagocitosi dell’ospite, producendo proteine sulla membrana cellulare oppure costruendo un guscio di polisaccaridi. In altri casi secernono enzimi come la coagulasi o la jaluronidasi, che ne permettono la diffusione nei tessuti dell’ospite. Un altro elemento da considerare è che non tutti gli agenti infettanti sono in grado di danneggiare tutti i tessuti, ma manifestano una sorta di tropismo particolare, come accade per lo Streptoccoccus mutans che attacca i denti, ma non danneggia la lingua.

L’altro attore, nella determinazione della malattia, è costituito dalla capacità di difesa dell’ospite, cioè dal suo sistema immunitario. Nel sistema immunitario si riconoscono due componenti:
il sistema immunitario innato o non specifico, che costituisce la prima linea di difesa dell’organismo, e il sistema immunitario adattativo o specifico, che rappresenta invece la seconda linea difensiva.
In entrambe le componenti intervengono meccanismi di difesa umorali e cellulari. Inoltre, ogni componente interagisce con l’altra. Per dare un’immagine, potremmo dire che il sistema immunitario aspecifico o innato funziona come i fossati e le mura che proteggono un castello, mentre il sistema immunitario specifico o adattativo agisce in un secondo tempo ed è simile ai soldati che interverranno a difesa del castello, dopo che saranno state violate le mura. L’immagine è ancora più calzante se si pensa che gran parte dell’efficacia di questa componente del sistema immunitario risiede nell’integrità anatomica e fisiologica di cute e mucose. Quindi il sistema immunitario aspecifico o innato entra in azione molto rapidamente, senza tempi di latenza tra aggressione e risposta. Agisce accumulando cellule immuno-competenti nel sito dell’aggressione, grazie alla produzione di fattori chimici specifici come le citochine; attiva la cascata del complemento che aumenta la permeabilità dell’endotelio dei vasi, attira le cellule dell’infiammazione e neutralizza le cellule morte; elimina le sostanze estranee presenti nei tessuti mediante cellule della serie bianca del sangue; infine stimola l’attivazione del sistema immunitario specifico grazie ad un processo noto come presentazione dell’antigene.

Un limite del sistema immunitario aspecifico o innato è quello che, nonostante intervenga in ogni caso di aggressione, non è in grado di discriminare con cosa viene in contatto, non conserva una memoria specifica dell’agente infettivo e non è potenziato dalla successiva esposizione allo stesso agente. All’opposto, il sistema immunitario specifico o adattativo è antigene-specifico e reagisce solo con il microrganismo con cui è venuto in contatto in passato: ha, verso questo, una sorta di memoria e quindi la capacità di riattivarsi.

Non è mia intenzione approfondire i meccanismi d’azione del sistema immunitario. Semplicemente vorrei far notare la complessità degli interventi che il nostro organismo attua nel difendersi prima ancora di reclutare plasmacellule e anticorpi.

Questa “prima linea” difensiva è fondamentale ma spesso è limitata dall’azione di farmaci che ne deprimono l’azione. Al primo posto ci sono i corticosteroidi, che inibiscono non solo i segni clinici dell’infiammazione, ma indeboliscono l’azione delle tante cellule e molecole predisposte. Anche i vaccini convenzionali, producono uno squilibrio analogo, dato che stimolano oltre misura la componente specifica e deprimono la componente aspecifica o innata. Tornando all’immagine del castello e delle mura, è come se la difesa fosse affidata a truppe scelte, dotate di armi tecnologicamente sofisticate, ma che, distrattamente lasciassero aperto il portone del castello e abbassassero il ponte levatoio.

Altra cosa da ricordare è che l’esposizione agli agenti patogeni dei vaccini è fatta seguendo vie innaturali, sia per l’agente infettante sia per l’organismo che riceve la vaccinazione. La natura aveva previsto altre vie di esposizione, come respiro o ingestione, che sono tranquillamente by-passate, mediante l’inoculazione parenterale, dai vaccini.

L’omeopatia agisce rafforzando il sistema immunitario aspecifico o innato ed è mediante quest’azione di rinforzo che i rimedi omeopatici agiscono nel dare protezione alle malattie infettive. Non producono un più alto livello anticorpale, ma stimolano le difese aspecifiche dell’organismo (1).
A questo proposito, esistono, nella letteratura scientifica, alcuni studi che, se ancora lontani dal descrivere esattamente il meccanismo d’azione dei rimedi omeopatici, sono però abbastanza incoraggianti. Una delle difficoltà, nei vari modelli sperimentali in vitro e negli animali, è riuscire a tenere conto della legge di similitudine, che è un elemento fondante dell’omeopatia. Nonostante ciò, sono stati condotti esperimenti e si sono saggiate soluzioni ultra-diluite di rimedi omeopatici che, in modi diversi, hanno manifestato di agire sulle cellule dell’infiammazione e quindi dell’immunità aspecifica, come i macrofagi, i granulociti, i fibroblasti e i linfociti. Una review di queste ricerche, insieme con osservazioni originali, è contenuta in alcuni studi di Paolo Bellavite (2) che da anni studia gli effetti delle ultra-diluizioni in vitro e negli animali.

Quando nei libri di medicina si parla di “immunità” nei confronti di una certa malattia infettiva, ci si riferisce solitamente alla presenza di anticorpi specifici per quella malattia. Si distingue un’immunità naturale attiva, quando si hanno sufficienti anticorpi dopo aver contratto una malattia ed esserne guariti. L’immunità naturale è passiva quando gli anticorpi passano dalla madre al figlio in gravidanza, per via transplacentare, oppure con l’allattamento. E questa è una ragione in più per consigliare vivamente l’allattamento al seno. Esiste poi un’immunità artificiale ed è quella che si ottiene con i vaccini, così come sono concepiti dalla medicina convenzionale, e con la sieroprofilassi. Mentre la sieroprofilassi, come quella che si pratica nel prevenire il tetano, dà un’immunità in tempi rapidi ma solo temporanea, di solo qualche settimana, l’immunità dei vaccini, perché si realizzi, richiede da due a sei mesi e dovrebbe essere permanente, cioè durare tutta la vita.

La realtà delle cose purtroppo non è così. Ad esempio, sembra che il vaccino contro la pertosse fornisca una protezione minima nei confronti della malattia. Nel 2014 (3) in California si è assistito a un’epidemia che ha colpito i bambini di una vasta area geografica, dove il tasso di vaccinazione è del 95%. La protezione sarebbe minima anche esponendo i bambini a richiami ripetuti. Il Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), raccomanda la vaccinazione ai bambini contro la pertosse prima di entrare all’asilo (5 iniezioni) , e dopo un altro richiamo supplementare nel settimo anno di frequenza. Questi dati fanno riflettere. Perché se già l’idea di un vaccino può essere poco accettabile in ragione dei rischi, sicuramente non è accettabile correre questi rischi e non avere, come contropartita, una protezione permanente ed efficace verso quella malattia. Non esistendo una copertura permanente, a vita, c’è anche il rischio di essere contagiati in età adulta quando le complicanze di malattie, spesso innocue in età infantile, possono essere più gravi. Come accade per il morbillo, la rosolia o la parotite.

La risposta immunitaria ai vaccini, cioè la capacità di produrre anticorpi, può dipendere da più fattori, in parte legati al vaccino e in parte all’ospite. In passato, più volte è capitato che alcuni vaccini siano stati ritirati dal commercio perché non in grado di conferire un’immunizzazione efficace e adeguata. Un caso (4) è quello di un vaccino esavalente, l’Hexavac, prodotto dalla casa farmaceutica Sanofi Pasteur. Il 17 novembre 2005 la Commissione europea ha sospeso l’autorizzazione all’immissione in commercio, su raccomandazione del comitato dell’Agenzia per i medicinali per uso umano (CHMP), a causa del sospetto d’inefficacia nell’indurre protezione a breve e lungo termine nei confronti dell’epatite, mentre l’11 aprile 2012 Sanofi Pasteur MSD ha volontariamente ritirato l’autorizzazione all’immissione in commercio del vaccino Hexavac. Nel caso di questo vaccino, si contestava l’inefficacia nel produrre immunità contro l’Epatite B.

Oltre ad un difetto di progettazione e di preparazione, il vaccino può non essere efficace perché non è ben conservato ed è interrotta la “catena del freddo”.

Un difetto d’immunizzazione può dipendere anche dall’ospite, ci sono infatti i cosiddetti “non-responder”. Questi sono soggetti non in grado di produrre un titolo di anticorpi sufficientemente alto da proteggerli dall’infezione. Sempre nel caso del vaccino anti-Epatite B, si è visto che la probabilità di essere un “non-responder” aumenta dopo i 25 anni d’età e/o se vi sono alcuni fattori associati, come età, obesità, malattie croniche e fattori genetici (molecole HLA). In questi casi, si consiglia di fare altre tre inoculazioni di richiamo, ma non sempre questa pratica è seguita dall’immunizzazione.

In ogni caso, quando la risposta immunitaria al vaccino anti-Epatite B c’è, questa dura fino ai cinque anni, sebbene già dopo uno o due anni il titolo anticorpale scenda (5). Anche per altri vaccini, si è visto che il titolo anticorpale tende a diminuire.

Si dice che il poliovirus del vaccino abbia un’attività immunitaria sovrapponibile a quella del virus selvaggio, tuttavia numerosi studi epidemiologici rivelano livelli bassi o indosabili di anticorpi tra gli adolescenti.

Si dice che la protezione conferita dai vaccini anti-morbillo, anti-rosolia e anti-parotite sarebbe duratura. Purtroppo la mia esperienza mi dice che non sempre è vero. Alcuni miei piccoli pazienti autistici hanno fatto il dosaggio per gli anticorpi contro il morbillo e questi anticorpi avevano un titolo bassissimo, incapace di alcuna protezione.

Per concludere, potremmo dire che i vaccini convenzionali hanno molti punti di debolezza:
espongono a gravi rischi sia nel breve che nel lungo termine: sono farmaci a tutti gli effetti e farmaci “pesanti” per la presenza, al loro interno, di molte sostanze tossiche;
non danno una copertura “permanente”, che duri cioè tutta la vita: il rischio di ammalarci in età adulta, con il rischio di complicanze gravi, è reale;
spesso i vaccini non danno neppure un’immunità nell’età infantile a meno che non si attui una serie di richiami ravvicinati, come dimostra l’esperienza americana.
Mettono in squilibrio il sistema immunitario riducendo le possibilità di una difesa naturale dalle malattie. Più fonti confermano che i bambini non vaccinati, in assoluto, si ammalano meno dei bambini vaccinati.Non esistono studi sugli effetti a lungo termine dei vaccini e quindi anche la scienza ufficiale ignora le conseguenze dopo venti, trent’anni.
I vaccini determinano una selezione naturale di certi ceppi virali o batterici, che da innocui o scarsamente patogeni, stanno diventando i protagonisti negativi di nuove e pericolose malattie, come sarà discusso in un altro capitolo di questo libro.


A QUESTO PUNTO, ESPLORIAMO IN DETTAGLIO L’OMEOPROFILASSI.

L’uso di rimedi omeopatici nelle epidemie infettive tiene conto delle due leggi fondamentali dell’Omeopatia: la legge dei simili e la legge della dose minima.
La legge dei simili dice che per curare una malattia si deve usare un rimedio, cioè una sostanza opportunamente diluita e dinamizzata (6), che sia “simile” alla malattia da curare.
La similitudine deve essere tra i sintomi della malattia e i sintomi che il rimedio produce nell’uomo sano. I rimedi omeopatici sono, infatti, sperimentati da donne e uomini sani, che volontariamente assumono il rimedio da testare fino a produrre una serie di sintomi fisici e psicologici, che, nel loro insieme, definiscono l’“immagine” del rimedio. L’omeopata non fa altro che confrontare i sintomi della malattia con i sintomi del rimedio e sceglierà il rimedio che ha maggiore somiglianza con la malattia. Alla fine, si può dire che si cura la malattia con la stessa sostanza che è in grado di produrre quella stessa malattia. Il rimedio omeopatico, a differenza del farmaco allopatico che agisce quantitativamente, ha azione qualitativa; il che vuol dire che i farmaci allopatici o convenzionali, in ragione delle dosi ponderali determinano effetti fisico-chimici che caratterizzano la loro azione farmacologica ma anche effetti collaterali e reazioni avverse. I rimedi omeopatici sono sostanze naturali, derivate dai tre regni animale, vegetale e minerale, in cui, con i processi di diluizione e di dinamizzazione, si potenziano gli effetti curativi, annullando gli effetti tossici, legati alla componente materiale che, secondo la legge di Avogadro (7), scompare del tutto dopo aver raggiunto la potenza 12CH. Con dose minima s’intende quella dose piccolissima ma sufficiente a stimolare una reazione.

L’omeopatia nasce circa due secoli fa grazie alle intuizioni del medico tedesco Samuel Hahnemann. La prima prova dell’efficacia dei rimedi omeopatici nelle epidemie infettive l’ha data lo stesso Hahnemann nel 1798 durante un’epidemia di scarlattina. All’epoca non erano stati ancora scoperti gli antibiotici e la scarlattina mieteva vittime soprattutto tra i bambini. In base ai sintomi della scarlattina, Hahnemann scelse, sulla base della legge dei simili, un rimedio adatto, Belladonna, che si dimostrò efficace sia nel curare chi era già malato sia nel proteggere chi era sano.
La letteratura omeopatica è piena di esempi come questo e molti sono sostenuti da numeri e statistiche. Ad esempio, in pieno secolo diciannovesimo, l’inglese Dudgeon prescrisse sempre Belladonna in un’epidemia di scarlattina e ottenne i seguenti risultati: su 1646 bambini esposti al contagio solo 123 si ammalarono, cioè solo il 7.4% contro il 90% dei bambini non trattati con Belladonna. L’efficacia di questo “vaccino omeopatico” fu quindi elevata, arrivando al 92,9%. Sempre in quegli anni, l’americano Eaton fronteggiò un’epidemia di vaiolo con un rimedio, Variolinum, ricavato dalle secrezioni delle pustole di vaiolo e poi diluito e dinamizzato fino ad arrivare alla trentesima potenza. Il rimedio fu somministrato a 2806 persone, di queste 547 ebbero un contagio sicuro ma 14 soltanto svilupparono la malattia. La percentuale di efficacia fu del 97,5%.

Nel dare questi due esempi, si vede che i rimedi scelti nelle epidemie sono di due tipi: ci sono i rimedi scelti sulla scorta della similarità dei sintomi della malattia, come Belladonna, e i rimedi ottenuti da tessuti patologici prodotti dalla malattia, come Variolinum. In quest’ultimo caso, la similarità tra malattia e rimedio è massima, dato che il rimedio è ottenuto da un insieme di agenti infettanti e tessuti patologici. I rimedi di questo tipo sono detti “nosodi” e, possiamo dire, in omeopatia esiste un nosode per ogni malattia infettiva.

Nei due esempi dati, il rimedio omeopatico cura i pazienti malati e protegge i sani dall’infezione. E’ però una protezione a breve termine. Esiste, in omeopatia, anche la possibilità di dare una protezione più a lungo termine. Per ottenere questo, si può ricorrere a rimedi scelti sulla base della legge dei simili oppure ai nosodi delle malattie, che somministrati, secondo tempi e scadenze precise, permettono di garantire un’adeguata difesa alle malattie infettive. In questo modo, i rimedi omeopatici possono essere un’alternativa ai vaccini convenzionali. Un altro aspetto interessante e fondamentale è che questa “vaccinazione omeopatica” non ha rischi collaterali e dà una copertura, tra l’80% e il 90%, sovrapponibile ai vaccini convenzionali.

In tempi più recenti, sono state fatte esperienze su larga scala, soprattutto in paesi del terzo mondo, dove non ci sono le risorse economiche per campagne vaccinali “all’occidentale” e dove c’è un reale interesse a indagare nuove strategie di profilassi.
Qui di seguito, suddivisi per malattia, elenco alcune di queste campagne di omeoprofilassi moderne (8).

Chikungunya (è una malattia virale acuta, tropicale, trasmessa dalle punture di zanzara infetta, con sintomi simili a quelli dell’influenza: febbre alta, cefalea, stanchezza e, soprattutto, infiammazione delle articolazioni con importanti dolori che talora costringono il paziente ad assumere una posizione piegata nel tentativo di alleviare la sofferenza (in swahili, “chikungunya” significa “ciò che curva” o “contorce”). Nel 2006, nella regione del Kerala, in India, un gruppo di medici somministrò, in via preventiva, il rimedio Eupatorium perfoliatum. I risultati dello studio dimostrarono che nel gruppo non protetto i casi superarono il 73 %, mentre nel gruppo protetto i casi che contrassero la malattia, furono il 17%.

Dengue (è una malattia infettiva tropicale causata da un virus trasmesso da una zanzara, si presenta con febbre, dolori articolari e muscolari, esantema simile al morbillo; in alcuni casi evolve verso una febbre emorragica che può portare a shock e morte). Nel 1996 Il Central Council of Research in Homoeopathy indiano, durante un’epidemia di Dengue a Delhi, dispose la somministrazione del nosode Dengueinum 30CH a 39.200 persone durante un’epidemia di Dengue. Dieci giorni dopo, fu osservato che solo 5 persone (lo 0.125%) avevano sviluppato sintomi lievi, mentre i restanti nessun sintomo. Solitamente, secondo le informazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’incidenza media è del 50%, con picchi fino all’80%. Nel 2001, nello stato di San Paolo in Brasile, fu somministrato Eupatorium perfoliatum 30 CH, durante un’epidemia, al 40% della popolazione. L’incidenza dell’infezione nel gruppo delle persone trattate, rispetto ai non trattati, scese dell’81.5%. L’uso dell’omeoprofilassi nello scongiurare le epidemie di Dengue è stato fatto a Cuba nel 2006, nel 2007 di nuovo nello stato di San Paolo in Brasile, nel 2008 nella contea di Macaé, vicino a Rio de Janeiro, sempre in Brasile. In quest’ultimo caso, l’incidenza della malattia, nei pazienti trattati con l’omeoprofilassi, confrontando i dati delle epidemie precedenti, scese del 93%, mentre tra i pazienti non trattati salì del 123%. Negli anni dal 2008 al 2013 ci sono state altre campagne di prevenzione in Brasile, a Cuba e in India, usando vari rimedi e sempre con ottimi risultati.

Meningite da meningococco
Riporto, per questa malattia, un esempio per tutti. Nel 1998 ci fu un’epidemia di meningite di tipo B in Brasile. Non essendoci alcun vaccino contro il meningococco di tipo B, per immunizzare 65.826 bambini, fu usato il nosode Meningococcinum. Altri 23.539 bambini non furono invece immunizzati. I due gruppi furono tenuti sotto osservazione per dodici mesi. L’efficacia dell’omeoprofilassi fu del 95% dopo sei mesi e del 91% dopo dodici mesi. Di questa esperienza esiste un resoconto preciso pubblicato nella rivista omeopatica Homoeopathic Links (9).

Leptospirosi (è una malattia infettiva acuta sistemica di tipo vasculitico, causata da spirochete del genere Leptospira, che sono trasmesse all’uomo da animali domestici e selvatici. I sintomi possono variare da lievi come mal di testa, dolori muscolari e febbre a gravi con emorragia dai polmoni o meningite; a volte c’è ittero e scompenso renale e morte). Nell’agosto 2007, il Finlay Institute 10del L’Avana, Cuba, per affrontare le epidemie di leptospirosi che annualmente, dopo il periodo dei tifoni e il conseguente inquinamento delle acque, e incapace, per mancanza di fondi, di allestire una campagna di vaccinazione con vaccini convenzionali, ripiegò su una “vaccinazione omeopatica” distribuendo due dosi di Leptospirosis nosode, da prendersi a distanza di due settimane, a due milioni e mezzo di persone, cioè agli abitanti di due province dell’isola. Dopo due settimane dalla somministrazione, il numero dei contagiati scese dell’84%, mentre nelle province dove non si era praticata l’omeoprofilassi, rimase ai valori delle epidemie degli anni precedenti. L’effetto protettivo si mantenne anche nell’anno successivo, nonostante non si fosse ripetuto il trattamento con il rimedio omeopatico. Anche nell’anno successivo il numero dei casi scese dell’84%, registrando nessun decesso, mentre nello stesso anno, tra i non trattati, salì del 22%.

Poliomielite
Il primo caso di omeoprofilassi per la poliomielite risale all’ottocento, quando il dottor Grimmer di Chicago trattò in via preventiva 5.000 bambini con Lathyrus sativus, un rimedio ottenuto dai semi di un legume, la cicerchia. La profilassi ebbe successo e nessun bambino si ammalò. Partendo dalla sua esperienza, in più occasioni, Lathyrus sativus fu somministrato per proteggere dall’infezione: nel 1850 in Sud-Africa furono trattati 82 bambini e nessuno contrasse l’infezione; negli anni dal 1956 al 1958, il dottor Eisfelder somministrò in via profilattica Lathyrus sativus a 6.000 bambini e di questi nessuno si ammalò o manifestò effetti collaterali. Altre due epidemie di poliomielite, questa volta nella città di Buenos Aires in Argentina, furono controllate sempre usando lo stesso rimedio. Nella prima, nel 1957, furono trattati migliaia di bambini e non si ebbe nessun caso d’infezione. Nella seconda, nel 1975, 40.000 bambini furono protetti con Lathyrus sativus e nessuno di loro fu contagiato.

L’elenco delle malattie oggetto di campagne di omeoprofilassi documentate, con cifre e statistiche, è lungo e comprende il colera, la difterite, l’influenza, la malaria, l’encefalite giapponese, l’epatite, oltre alla scarlattina e al vaiolo ricordati all’inizio dell’articolo. Per ulteriori informazioni rimando agli articoli citati.

L’omeoprofilassi, da un punto di vista della durata della protezione, può essere distinta in:
omeoprofilassi a breve termine, quando c’è un pericolo immediato d’infezione e la necessità di ottenere una protezione in tempi brevi; gli esempi delle campagne vaccinali omeopatiche descritte sopra riguardano essenzialmente questo tipo di profilassi, con qualche eccezione come nel caso dell’esperienza di Cuba contro le epidemie di leptospirosi. In quel caso la somministrazione del nosode omeopatico aveva controllato il contagio anche nell’anno successivo.
Omeoprofilassi a lungo termine, cioè una serie d’interventi atti a proteggere per lungo tempo.

L’omeoprofilassi a breve termine, oltre che in corso di epidemie, è senz’altro utile quando ci si reca in aree geografiche endemiche per certe malattie (11). In questi casi esistono vari tipi di “protocolli” da seguire prima della partenza. Gli interventi utilizzano o rimedi “simili” alla malattia o “rimedi nosodi” ottenuti dalle lesioni prodotte dalla malattia. Lo scopo è quello di “saturare” la suscettibilità individuale alla malattia e nel caso si contragga la malattia, questa avrà un andamento più lieve e la guarigione sarà velocizzata. Inoltre lo stesso rimedio, impiegato per la profilassi, può essere usato come cura della malattia.

Questi sono alcuni dei rimedi indicati:
Febbre Gialla, Dengue emorragico ed anche Ebola: Crotalus horridus
Febbre gialla: Nosode della Febbre Gialla
Epatite A: Phosphorus
Dengue: Eupatorium perfoliatum o Dengueinum
Tifo: Baptisia tinctoria oppure Thyphoidinum
Colera: Veratrum album, Cuprum metallicum, Camphora oppure Nosode Tossina del Colera.

Per quanto riguarda la Malaria, ci sono esperienze diverse. Ad esempio, si consiglia l’uso del Nosode della Malaria oppure la successione di singole dosi di vari rimedi distanziati da una settimana: Phosphorus, Arsenicum album, Natrum muriaticum e infine China officinalis.

Solitamente, tutti questi interventi dovrebbero essere completati almeno un mese prima della partenza, per poi prolungarli e mantenerli anche durante il viaggio o la permanenza nei luoghi “a rischio”, con una cadenza, all’incirca, di una dose ogni due settimane.

La potenza e la frequenza di somministrazione dei rimedi per l’omeoprofilassi devono tener conto di alcune variabili come il livello “energetico” della persona, delle sue capacità reattive e dalle probabilità di esposizione e dalla virulenza della malattia. Quindi di volta in volta si useranno dosi singole o frazionate di 200CH, 1000 o 10.000. La scelta del rimedio e della potenza non è un qualcosa che si può fare da soli, ma c’è bisogno dell’aiuto di un bravo omeopata.

Esiste poi l’omeoprofilassi a lungo termine, cioè che duri per un tempo più lungo. A questo proposito, è importante l’esperienza dell’australiano Isaac Golden, autore di libri sull’argomento. E’ anche un attivo ricercatore ed ha raccolto le osservazioni di vent’anni di uso dell’omeoprofilassi (12). Ha messo a punto un programma di omeoprofilassi e ne ha valutato l’efficacia nei bambini da lui trattati. Il suo programma risulta possedere una copertura pari al 90,4%.

E’ indubbio che, prima di proporre un’alternativa alle vaccinazioni convenzionali, sarebbe da considerare la reale necessità di proteggersi da certe malattie non letali, come la rosolia o il morbillo.

Tuttavia, si deve considerare che ci sono situazioni in cui può essere utile proporre un’alternativa. Ci sono pazienti, bambini e adulti immuno-depressi, che non sosterrebbero una vaccinazione convenzionale ma che potrebbero avvantaggiarsi con una protezione verso certe malattie. Penso ad esempio, agli over-65 cardiopatici o diabetici, cui ogni anno si prospetta la vaccinazione anti-influenzale. Oppure ai bambini già danneggiati dai vaccini cui può essere utile dare un’alternativa e una protezione per malattie che, poco pericolose per la gran parte dei soggetti, potrebbero essere per loro molto impegnative. Infine, l’omeoprofilassi può essere proposta a quei genitori che, anche se schierati contro le vaccinazioni, ancora temono certe malattie per i loro figli.

Molti esponenti della “scienza ufficiale” criticano l’efficacia dell’omeoprofilassi, asserendo che non sono mai stati condotti trials clinici randomizzati. Si potrebbe contestare che, in sé, i trials clinici randomizzati non sono una prova certa, tanto è vero che molti farmaci, che avevano superato questo tipo di valutazione, sono stati poi ritirati dal mercato perché inefficaci o, peggio, dannosi, in quanto causa di molti effetti avversi.

Lo stesso problema si ha anche per i vaccini convenzionali che, superati questi test, poi all’atto pratico non manifestano grande efficacia di copertura oppure provocano molti e gravi effetti avversi. Per concludere, posso dire che i dati raccolti in più di due secoli di pratica omeopatica, che molto brevemente ho illustrato, insieme con l’assenza di rischi ed effetti collaterali, fanno dell’omeoprofilassi una valida alternativa alle vaccinazioni convenzionali.

L'articolo è stato pubblicato sul sito di AsSIS

Bibliografia

1. Rudi Verspoor, Homeopathy and Immunization The Principled Basis for the Use of Medicine for Disease Prevention in Hahnemann’s Medical System.
2. Cells of the Immune System and Inflammation; Paolo Bellavite, Anita Conforti, Francesco Pontarollo and Riccardo Ortolani (Department of Scienze Morfologico-Biomediche, Department of Medicina e Sanita` Pubblica and Association for Integrative Medicine ‘Giovanni Scolaro’ University of Verona, Verona, Italy; Immunology and Homeopathy. 3. Experimental Studies on Animal Models Paolo Bellavite, Riccardo Ortolani and Anita Conforti (Department of Scienze Morfologico-Biomediche, Association for Integrative Medicine ‘‘Giovanni Scolaro’’ and Department of Medicina e Sanita` Pubblica, University of Verona,Italy
3. Pertussis Epidemic
Ethan A. Huff
4. Il vaccino esavalente Hexavac finisce in Parlamento. Quale sicurezza?
5. Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002
6. Per “dinamizzazione” s’intende uno scuotimento energico alla soluzione.
7. Il numero di Avogadro, è il numero di particelle (solitamente atomi, molecole o ioni) contenute in una mole. La mole è un’unità di misura della quantità di sostanza. Tale numero di particelle è pari a circa 6,022 × 1023 [mol-1]. Per cui se diluisco per un numero di volte pari a 1024 o a 100 12 , come accade alla potenza 12 CH, la sostanza materiale, i suoi atomi o le sue molecole, non sono più chimicamente dosabili.
8. Le informazioni che seguono sono tratte dall’articolo di Fran Sheffield 2005 – 2013 (Updated 15th Dec. 2013) “Homeoprophylaxis: Human Records, Studies and Trials” in Fran Sheffield Homeopathy
9. Mroninski C, Adriano E, Mattos G (2001) Meningococcinum: Its protective effect against meningococcal disease. Homoeopathic Links Winter Vol 14 (4); pp. 230-4
10. Official Homeopathy Resource
11. Vaccine Free Homeopathic Alternative to Vaccination
12. Isaac Golden, The Complete Practitioner’s Manual of Homeoprophylaxis, Emryss, 2013
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