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ARGOMENTO: Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore

Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 03/04/2017 14:29 #54439

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Alzheimer, scoperto il meccanismo all'origine della malattia. E' nell'area che regola l'umore

La scoperta italiana, appena pubblicata su Nature Communications. Aggiunge un importante tassello nella comprensione di una malattia che colpisce circa mezzo milione di italiani over 60

Alzheimer, scoperto il meccanismo all'origine della malattia. E' nell'area che regola l'umore
Il responsabile del morbo di Alzheimer non si deve cercare nell'ippocampo, la struttura del sistema nervoso coinvolta nelle funzioni della memoria. All'origine della malattia ci sarebbe invece la morte della parte di cervello che produce la dopamina, un neurotramettitore fondamentale per alcuni meccanismi di comunicazione tra i neuroni. Senza dopamina, insomma, i neuroni non funzionano. La scoperta, pubblicata stamattina su Nature Communications, è di un gruppo italiano della fondazione IRCCS Santa Lucia, del Cnr di Roma e dell'università Campus Bio-Medico, e aggiunge un tassello importante nella comprensione dei meccanismi di avvio della malattia.

La dopamina. "Abbiamo effettuato un'accurata analisi morfologica del cervello - spiega Marcello D'Amelio, professore associato di Fisiologia Umana e Neurofisiologia all'università Campus Bio-Medico di Roma, coordinatore dello studio - e abbiamo scoperto che quando vengono a mancare i neuroni dell'area tegmentale ventrale, che sono quelli che producono la dopamina, il mancato apporto di questo neurotrasmettitore provoca il malfunzionamento dell'ippocampo, anche se le cellule di quest'ultimo restano intatte".

Il ricordo. Negli ultimi 20 anni i ricercatori si sono focalizzati - per tentare di individuare le cause di una malattia che colpisce in Italia circa mezzo milione di persone oltre i 60 anni - sull'area da cui dipendono i meccanismi del ricordo, pensando che fosse propria la progressiva degenerazione delle cellule dell'ippocampo la causa della malattia. E questo nonostante però le analisi sperimentali non avessero mai fatto registrare significativi processi di morte cellulare. Finora, cioè, nessun ricercatore aveva pensato che altre aree del cervello potessero essere coinvolte nell'insorgenza della patologia. "L'area tegmentale ventrale - spiega D'Amelio - non era stata approfondita perché si tratta di una parte profonda del sistema nervoso centrale, particolarmente difficile da indagare a livello neuro-radiologico"

Effetto domino. I ricercatori sono riusciti a chiarire quali siano i dettagli molecolari della mancata comunicazione tra le cellule nervose che, nel tempo, provoca perdita di memoria. E si sono resi conto come la morte delle cellule cerebrali che producono dopamina provoca il mancato arrivo di questa sostanza nell'ippocampo, generando una specie di tilt che provoca la perdita di memoria. Come un effetto domino. Già nelle prime fasi di malattia lo studio ha evidenziato la morte progressiva dei soli neuroni dell'area tegmentale ventrale, e non quelli dell'ippocampo. Risultato coerente con la descrizione clinica della malattia fatta dai neurologi.

La conferma. Una ulteriore conferma è stata ottenuta somministrando in laboratorio, su modelli animali, due terapie: una con L-DOPA, un amminoacido precursore della dopamina; l'altra basata invece su un farmaco che ne favorisce la degradazione. In tutti e due i casi si è registrato il recupero completo della memoria, in tempi relativamente rapidi. Nonché un pieno ripristino della vitalità e della facoltà motivazionale. "Abbiamo verificato che l'area tegmentale ventrale rilascia dopamina anche nel nucleo accumbens - continua D'Amelio - che è l'area che controlla gratificazione e disturbi dell'umore, garantendone il buon funzionamento".

La depressione. Secondo gli autori della ricerca i cambiamenti del tono dell'umore non sarebbero - come si credeva finora - una conseguenza della comparsa dell'Alzheimer ma, al contrario, dovrebbero essere considerati una specie di campanello d'allarme dell'inizio della patologia. Quindi perdita d'umore e depressione sono due facce della stessa medaglia.

Le prospettive. Quali influenze può avere questo studio sulla cura della patologia? In realtà le prospettive che si aprono sono diverse. "Adesso servono tecniche neuro-radiologiche più efficaci - conclude D'Amelio - per scoprire i meccanismi di funzionamento e degenerazione dell'area tegmentale ventrale. E poiché anche il Parkinson è causato dalla morte dei neuroni che producono dopamina, si possono immaginare strategie terapeutiche comuni, per evitare in modo selettivo la morte di questi neuroni".

I farmaci. I dati sperimentali hanno anche chiarito perché i farmaci "inibitori della degradazione della dopamina" sono utili solo per alcuni pazienti e solo nelle fasi iniziali della malattia, quando sopravvive un buon numero di neuroni dell'area
tegmentale ventrale. Quando muoiono tutte le cellule, invece, non si produce più dopamina e il farmaco quindi non è efficace. La cura, insomma, resta lontana ma lo studio aggiunge un tassello decisivo nella comprensione dei meccanismi di avvio della malattia.

www.repubblica.it/salute/ricerca/2017/04...-BH-I0-C8-P5-S1.8-T1
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 03/04/2017 16:57 #54443

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Secondo il mio programma di studi, non viene data tanta importanza a
dove e in quale zona precisa si possa innescare la malattia di Alzheimer.
Quello che conta, invece, è capire cosa la innesca.

Statistiche derivanti da analisi ufficiali della medicina, riferiscono che
in tutti i malati di Alzheimer esiste una forte carenza di magnesio ed
elevati depositi di calcio, (che poi sono fattori comuni con il Parkinson).
Anche i diuretici contribuiscono ad aumentare il deposito di calcio.
Neurochirurghi e neurologi sono convinti che anche l’aspartame contribuisce
a generare eccitotossine che distruggono certi neuroni.

Mercurio e alluminio sono fondamentali nell’attivare la malattia con i loro
depositi.
Studi dell'Università del Kentucky confermano che i grovigli e le placche
generati nel cervello dell’Alzheimer erano identici a quelli prodotti
da avvelenamento da Mercurio.

Ulteriori ricerche hanno dimostrato che i neuroni cerebrali colpiti
nella malattia di Alzheimer hanno livelli significativamente
più elevati di Alluminio rispetto ai neuroni normali.
Il Magnesio, quando è disponibile nel corpo, contribuirà a disintossicare
da metalli pesanti, anche quelli velenosi come il mercurio, e anche dall’alluminio.

L'Alluminio è in grado di sostituire il Magnesio in alcuni sistemi enzimatici
del corpo, imitando la sua funzione ma provocando danni.
L’Alluminio può anche sostituire il Magnesio nel cervello, lasciando aperti i
canali del Calcio nelle cellule nervose del cervello, permettendo così
al Calcio di inondarle, causando la morte delle cellule.

Tutto questo ci fa capire l’importanza di avere i tessuti
saturi di oligoelementi e un dosaggio sempre abbondante di magnesio,
e con attenzione e impegno la malattia può regredire.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 04/04/2017 13:08 #54475

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Non so se sai Ferruccio che la vitamina D è un potente chelante dell'alluminio, da tempo sono vicina alla mamma di una mia cara amica con alzheimer.
Loro hanno cominciato da più di un anno 10000Ui al giorno di D + Magnesio + olio di cocco, + multivitaminico,e silicio organico, da un paio di mesi ha cominciato inoltre autoemoterapia dopo aver trovato un infermiere disponibile, poi hanno comprato la macchina per ozonizzare l'acqua , fa movimento e viene aiutata a leggere e scrivere per tenersi in allenamento....E' molto dura la faccenda, chissà quali potrebbero essere i vantaggi della L fenilalanina, precursore della dopamina...mah.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 06/04/2017 21:06 #54509

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Facci sapere per favore,, anche se la regressione la vedo dura
Ultima modifica: 06/04/2017 21:09 da carm3n.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 07/04/2017 11:57 #54533

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Ciao Carmen questa settimana è stata introdotta nell'integrazione la PQQ ,Pirrolochinolina Chinone.
Nelle due ultime settimane gli esercizi per la memoria sono comunque andati meglio.Una parte dei miglioramenti sono attribuibili secondo me all'autoemoterapia che potenzia tutto il resto.
Di fondo comunque c'è una depressione fortissima che risale a tempi lontani, ulteriormente peggiorata dalla consapevolezza della malattia.
Ma la famiglia è molto unita per cercare in tutti i modi una strada possibile. :)
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 07/04/2017 14:12 #54545

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Mi sembra che dopo la "sparata" sulla D,
si stia correggendo il tiro,
ma resta sempre basilare quanto ho specificato sopra.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 07/04/2017 16:50 #54549

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Ferruccio mi auguro che non ricomincerai anche qui le tue polemiche sulla vitamina D. Basta.
Ultima modifica: 07/04/2017 16:51 da Clara.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 07/04/2017 17:48 #54554

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Chimicamente parlando non ho dati che mi confermino di come
la D possa chelare l'alluminio, generando un composto insolubile.
Forse qualcuno che ha studiato chimica in tempi recenti
potrebbe fornirmi tali informazioni.
Per adesso per me è una reazione impossibile, almeno per quanto riguarda
il composto insolubile.
Se poi tu disponi di studi più evoluti,
allora mi scuserò per l'intervento sopra,
ma prima ne ragioniamo attorno.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 07/04/2017 19:12 #54555

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Active vitamin D helps remove toxic aluminum in chronic kidney disease patients

www.naturalnews.com/044195_active_vitami..._kidney_disease.html
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 08/04/2017 14:14 #54583

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Prima di affermare che la D è un potente chelante dell’alluminio,
avrei approfondito come avvengono i processi di chelazione.
E riferendoci al test citato nel sito sopra, avrei valutato con attenzione
cosa va specificando lo stesso.
Lì si parla della D nella sua evoluzione come calcitriolo, usato per la cura di problemi
al malfunzionamento dei reni.
E tale malfunzionamento era generato proprio dall’alluminio e
in quei casi la D sviluppa una attività che stimola la fuoriuscita dell’alluminio
dai reni.
Ma da tale azione al dire che la D funge anche da chelante dell’alluminio,
ne passa di strada.

Infatti, nel caso della disfunzione renale, la D porta il supporto del pH
citato nell'altra discussione, basicizza le cellule e le rende attive per reagire all’espulsione
dell’alluminio, ma non avviene alcuna chelazione per il semplice fatto che la D
non ha un potere chelante così come va giustamente inteso.

Nel caso dell’Alzheimer, l’alluminio occupa, nel cervello, siti lasciati liberi da altri
oligoelementi e quindi altera l’attività delle cellule.
Quindi non basta un semplice supplemento della D per scalzare l’alluminio,
ma servono gli oligoelementi giusti capaci di “sequestrarlo” e trascinarlo
fuori in modo innocuo.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 08/04/2017 15:51 #54587

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Dell'attività chelante della vitamina D sull'alluminio me ne aveva parlato Rubini, avevo uno studio che non riesco a trovare, appena lo rintraccio lo posto.

Qui un altro articolo interessante su Alzheimer e cure.

Scienziati: Vitamina D e Curcumina possono trattare l’Alzheimer

Arriva la conferma ufficiale dai ricercatori. Avevamo già discusso di come la curcumina si sia dimostrata utile nel rigenerare il cervello danneggiato da un ictus stimolando la proliferazione delle cellule staminali neurali. In un altro articolo era emerso come un padre con Alzheimer da 8 anni abbia avuto dei miglioramenti incredibili riuscendo a riconoscere tutti i familiari e ritrovare i ricordi dimenticati con delle alte dosi di vitamina D.

La vitamina D ha moltissimi recettori nel cervello, specialmente nel sistema nervoso centrale e nell’ippocampo, ed è implicata nella crescita del tessuto cerebrale. La curcumina, naturalmente presente nella curcuma, agisce nel cervello come antidepressivo e antiossidante.

I ricercatori hanno studiato queste due sostanze naturali combinate insieme ottenendo dei risultati incredibili. Lo studio pubblicato sulla rivista ScienceDaily dagli scienziati dell’Università della California hanno scoperto che la vitamina D3 (l’integratore di vitamina D in commercio) combinata insieme alla curcumina (è possibile acquistare l’estratto concentrato di curcumina naturale) spinge il sistema immunitario ad eliminare dal cervello le placche beta-amiloide che sono il segno distintivo della malattia di Alzheimer.

La proteina beta-amiloide nei soggetti affetti da Alzheimer svolge il suo processo distruttivo aggregandosi in ammassi (in una zona profonda del cervello, la corteccia entorinale) che alterano le comunicazioni tra le sinapsi nel cervello e nel tempo formano le caratteristiche placche che si osservano tramite l’imaging del cervello o post mortem.

Con la formazione delle placche e degli ammassi i neuroni sani iniziano a perdere efficienza, in seguito cominciano a non funzionare più e a non comunicare più tra di loro ed alla fine muoiono.

La distruzione delle sinapsi cerebrali, i collegamenti tra i diversi neuroni che consentono la trasmissione degli impulsi nervosi, induce perdita di memoria e la destrutturazione delle capacità cognitive. Secondo le statistiche in Italia i malati di Alzheimer sono circa 520.000 ed i nuovi casi diagnosticati sono 80.000 all’anno.

Speriamo che la vitamina D3 e la curcumina, entrambe le sostanze presenti in natura, possano offrire nuove possibilità di prevenzione e trattamento per la malattia di Alzheimer.

Il team ha scoperto che i curcuminoidi migliorano la superficie di legame tra gli ammassi beta-amiloide e i macrofagi, ovvero favorisce l’eliminazione di queste placche da parte del sistema immunitario. Dall’altro lato la vitamina D stimola fortemente i macrofaci ad assorbire gli ammassi beta-amiloide.

Poiché la vitamina D e la curcumina lavorano diversamente con il sistema immunitario, una combinazione di queste due può essere più efficace che se prese singolarmente. Inoltre la vitamina D aumenta la capacità dei neuroni di utilizzare il glucosio che è il combustibile delle cellule e nello stesso tempo annulla tutti i processi infiammatori.

I ricercatori hanno riconosciuto che purtroppo la curcumina è difficilmente assimilabile e quindi stanno sviluppando una curcumina sintetica maggiormente biodisponibile ed in grado di agire meglio a livello cerebrale. Tuttavia come abbiamo già espresso, esistono dei modi per aumentare l’assimilazione della curcumina, ed è la combinazione con del pepe nero (piperina) e dei grassi.

Altri consigli utili per chi soffre di Alzheimer è l’assunzione di omega 3, anch’esso in grado di distruggere le placche beta-amiloide, cosa che non sorprende se consideriamo che il 30% del nostro cervello è fatto di omega 3. Disintossicarsi dall’alluminio, un metallo tossico ormai presente nei cibi, deodoranti e molti altri beni di consumo e preparazione dei cibi, è un passaggio chiave nel trattamento dato che è dimostrato che l’alluminio è legato all’insorgenza dell’Alzheimer.

Nota. Servono dose alte di vitamina D (10.000 – 100.000 UI) per avere un effetto terapeutico e si consiglia di consultare un medico per scoprire il dosaggio migliore.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 08/04/2017 16:10 #54588

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Una bella testimonianza:
21/10/2016
“Buonasera.
A distanza di dieci giorni dalla somministrazione di due fiale da 100.000 Dbase (NdR: integratore di vitamina D mutuabile o dal costo di 7€ in farmacia), mio padre ha recuperato il ricordo di avere una figlia di nome Nadia, è sciolto nel linguaggio, è spiritoso, il viso meno contratto, le reazioni emotive alle conversazioni più immediate. Vi ricordo che soffre di Alzheimer, e da questa estate la malattia ha avuto un picco di aggressività molto alto. A fine luglio quasi non reagiva più ai richiami,oltre al fatto che non parlava quasi più.
Ieri rideva, mi ha baciata e riconosciuta.”

29/10/2016
“Questa mattina mio padre si e’improvvisamente messo a piangere. Mia madre gli ha chiesto per quale motivo piangesse. La risposta di mio padre e’ stata la seguente:
“Ti ricordi quella bellissima (amore paterno ❤) ragazza con i capelli neri che viene sempre qui?”
“Certo, la Nadia”
“Esatto,nostra figlia!”
“Quindi perché piangi?”
“Perché oggi non c’è, non è venuta a trovarmi”.
Mia madre incredula. Io più di lei. Non solo ha ricominciato a ricordarsi di me, addirittura ha il ricordo che vado spesso a trovarlo. Provate voi a far imprimere un ricordo a memoria breve nel cervello di uno con l’Alzheimer in stadio avanzato.
Provate a far parlare un uomo che non parlava più.
Vitamina D. Tre fiale di vitamina D.”

31/10/2016
“Aggiungo un ulteriore e significativo miglioramento: stamattina mio padre si e’improvvisamente ricordato di un suo fratello che non vede da vent’anni. E’ andato in bagno seguendo lo stimolo senza chiedere aiuto e,cosa veramente sbalorditiva, quando mia mamma lo ha rinfrescato ha detto “Mi vergogno”. Ovvero ha ritrovato quel senso del pudore che ha sempre avuto e che era una delle prime prese di coscienza di sé che aveva perduto. Poi ha sentito una canzone in televisione e si e’ messo a ballare a tempo.”

1/11/2016
“Buongiorno a tutti. Cerco di spiegare meglio che posso: sono casualmente venuta a conoscenza delle proprietà della vitamina D grazie a mia figlia, che ha quasi 21 anni, perché soffre da sempre di importanti dolori articolari e artrosi. Così, mentre curavo lei, ho convinto mia madre a provarla su mio padre, che ha 68 anni e da 8 anni soffre di Alzheimer. Purtroppo non vi so dire a quanto avesse i valori (NdR: di vitamina D) prima delle fiale, perché essendo disabile al 100% il prelievo lo ha fatto a casa con tempistiche che non vi dico. Non volendo aspettare (ogni volta che lo guardavo mi sembrava peggiorare), avevo deciso, dopo vari consulti e dopo una telefonata illuminante col dottor Sauro, di iniziare subito. Sono andata in farmacia e con meno di 7 euro ho preso una confezione di Dbase, sei fiale da 100.000. E in una settimana ne ha prese due. Naturalmente ero molto ancorata a terra in fatto di aspettative. Per una settimana non sono andata a trovarlo, proprio per non farmi autosuggestionare vedendo sfumature di un miglioramento magari inesistente.
Nel frattempo continuo la mia ricerca sulla vitamina D e imparo un po di cose.
E niente, passata la settimana torno dai miei. Mi avvicino come sempre al viso di mio padre per baciarlo sulla testa: “Ciao papà” dico sapendo che non avrò risposta e che mi guarderà ma in realtà non vedrà la sua Nadia, ma un viso estraneo.
E invece…”Ciao!” Mi dice lui sorridendo. E tenta di ricambiare il bacio. Ecco. Ho pianto per giorni. Da quel momento, piccoli ma indiscutibili miglioramenti quotidiani si sono susseguiti, sono riaffiorati ricordi, le battute in dialetto si sono sprecate, il linguaggio ha preso più scioltezza, le frasi (con calma e pazienza) venivano completate e avevano una loro logica. Attualmente ne ha prese altre due di fiale (NdR: 2 fiale a settimana per tre settimane). Finita la scatola inizieremo con le gocce quotidiane: 20 gocce di Dbase 10.000 UI equivalente a 5.000 UI al giorno”

acidoascorbico.altervista.org/prova5/Imm...itaminadalzaimer.htm
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 08/04/2017 16:34 #54589

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Nulla da obiettare.
La verità è che la D, come supplemento, sposta il pH delle cellule sull'alcalino.
Poi tutto il resto viene da sè.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 08/04/2017 16:43 #54591

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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 08/04/2017 16:57 #54593

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LA VITAMINA D ATTIVA STIMOLA LA PROLIFERAZIONE E LA DIFFERENZIAZIONE DELLE CELLULE STAMINALI NEURALI
www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25681066

I linfociti TH17 umani promuovono la rottura della barriera ematoencefalica e l'infiammazione del sistema nervoso centrale .... E LA VITAMINA D REGOLA LA REAZIONE AUTOIMMUNE TH17:http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17828272
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 08/04/2017 17:23 #54596

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Ma certamente tutto è OK.
Quando una cellula ha un pH basico, il suo sistema di energia,
ossia il suo generatore di energia, funziona alla perfezione
e garantisce un corpo sano.
Se la cellula produce poca energia, o la produce male,
scoppiano i guai.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 08/04/2017 21:48 #54605

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Ferruccio ha scritto:
Nulla da obiettare.
La verità è che la D, come supplemento, sposta il pH delle cellule sull'alcalino.
Poi tutto il resto viene da sè.

Ci sono talmente tante patologie che rispondono al trattamento con la D che mi viene difficile credere semplicemente allo spostamento del PH verso l'alcalino, e qui ci sarebbe tanto da parlare, anche se non oggi.

A me invece piace pensare che essendo noi esseri di luce, ed essendo la D la "vitamina del sole", c'e' ancora qualcosa che non e' stato capito circa la funzione immunomodulatrice della vit D sull'emissione biofotonica da parte del DNA.. Non a caso Fritz Popp diceva che la sclerosi multipla e' una patologia dove esiste "troppo ordine ed eccesso di emissione biofotonica".
who knows least obeys best
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Ringraziano per il messaggio: Midiclò, miciofelix, Raf69

Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 09/04/2017 14:03 #54615

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Pio dice cose giuste.
Il Sole ci ha dato la vita e da milioni di anni continua ad alimentarla
trasferendo sulla Terra migliaia di frequenze vitali per il nostro organismo,
come per tutti gli altri organismi viventi, tanto che se queste venissero a mancare
comincerebbe il percorso di morte globale.

Però le frequenze hanno una capacità limitata, forse qualche rarissima volta
sviluppano un miracolo. Talvolta possiamo aiutarci amplificando tali
segnali con l’agopuntura, ma nulla di più.

Ci sono ancora molte cose da capire, ma serviranno secoli prima di
arrivare a capirle, mentre noi dobbiamo risolvere il problema di oggi
perché la nostra vita è un lampo e abbiamo poco tempo a disposizione
per ottenere il “miracolo” della guarigione per chi è malato.

Pio, le patologie non sono tante, si possono riassumere in 3 forse 4 gruppi,
sono tutte uguali, variano solo per caratteristica secondo la zona colpita.
E’ la medicina che ha inventato un sacco di malattie, ma lo sappiamo bene perché.

La base dell’organismo è la cellula, e con essa la sua centrale energetica che,
se si guasta, dà origine alle varie patologie come intendi tu.
La cellula ha un comportamento uniforme nell’organismo, salvo poi
svolgere le proprie funzioni particolari.
Essa ha sempre bisogno dei suoi alimenti, del suo ambiente, dei suoi supporti,
e solo se le condizioni saranno ottimali, l’organismo funzionerà bene.

Se non colleghi pH, mitocondri, ATP, oligoelementi,
allora posso capire il perché di certi tuoi dubbi,
ma questi sono i punti chiave e la base per capire come valutare la salute.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 09/04/2017 14:25 #54616

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Aggiungo qualche informazione:

La scienza ci insegna che esistono varie decine di forme di demenza
che sono raggruppate sotto la definizione di malattia di Alzheimer.
Nella maggioranza dei casi il cervello dei malati di Alzheimer sperimenta
la demielinizzazione progressiva, e la perdita di capacità mentali
come la mielina è persa.
La degenerazione del cervello nella malattia di Alzheimer
è simile alla SLA e al Parkinson.
Dalla ricerca nelle biopsie di tutti e tre questi disordini si riscontrano
livelli anormalmente elevati di calcio, silicio e alluminio nel cervello
dove l’alluminio inibisce l’attività della cellula a livello di membrana e
comporta infiammazioni a livello della mielina.
Anche il ferro ossidato fa sinergia con l’alluminio.
La cellula perde la capacità di elaborare il glucosio necessario al cervello,
non produce ATP, e la malattia progredisce.
Il magnesio sviluppa un forte effetto protettivo che viene migliorato
dall’acqua a pH basico.
(Tralascio altre descrizioni).

Nota che avevo rilevato da qualche trattato:
Ci sono migliaia di malattie, ma solo una è la salute. La medicina moderna studia le malattie e i luoghi ma dà molto poca attenzione per la salute. Poi si tenta di rimuovere la malattia senza creare allo stesso tempo la salute. In effetti, i trattamenti medici spesso distruggono ulteriormente la salute. Senza la salute, lo stato libero dalla malattia ha un fondamento molto debole. Per aumentare la durata della vita è necessario lavorare sulla "durata della salute".
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 22/06/2017 12:13 #55946

  • alex86
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per Riassumere siccome ho un parente affetto...
che integrazioni si possono fare per rallentare
o prevenire Demenza o Alzheimer...?
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 22/06/2017 15:22 #55959

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La mia amica di recente ha portato la madre a una visita da uno dei medici che applica il protocollo Coimbra.

La dose di vitamina D data è solo 10.000 (ma solo perchè sarebbe difficile gestire per questa donna a dosi più elevate la dieta ipocalcica senza sbagliare)
Sono stati suggeriti
Coenzima 10 a 3 capsule al giorno
Olio di cocco 3 cucchiai al giorno.
Vitamina K2
Magnesio
Sulla Mucuna Dopa ha detto che ci sono molti studi interessanti e che si può provare.

La signora prende anche silicio organico. E ora sua figlia sta considerando di introdurre l'olio di cannabis , il CDB che pare ostacoli la Beta Amiloide, oltre a dare senso di rilassamento.

Fondamentale è che fare esercizi di scrittura e lettura ogni giorno, ascoltare musica e camminare.
Ultima modifica: 22/06/2017 15:23 da Clara.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 23/06/2017 06:28 #55971

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Buongiorno, pensando ai medici certe volte mi chiedo, sono persone che ragionano oppure agiscono senza pensare?

Ne abbiamo già parlato, ma cerchiamo di approfondire ulteriormente le cause che possono provocare la Malattia di Alzheimer.

Già da alcuni anni, dal 2011, sappiamo che a causa delle frequenti APNEE che si verificano nel sonno notturno, causate dalla roncopatia (russare), la Carenza di Ossigeno al Cervello che si ripete negli anni, in alcune Persone provoca la neurodegenerazione che indica certi danni Cerebrali riconducibili anche alla Malattia di Alzheimer.

Per la cura di questi Danni Cerebrali i Ricercatori e i Medici dell'Ospedale San Raffaele di Milano hanno pensato giustamente di suggerire la Ventilazione a Pressione Positiva d'Aria utilizzando la macchina ventilatrice chiamata C-pap, in questo modo, l'aria respirata tramite la mascherina della C-pap impediva le apnee notturne e la Persona poteva riposare in tranquillità.

Dopo alcuni mesi di questa importante e regolare Terapia, con degli esami diagnostici i Medici del San Raffaele hanno riscontrato la CRESCITA DELLE AREE CEREBRALI PRECEDENTEMENTE DETERIORATE DALLA CARENZA DI OSSIGENO PROVOCATA DALLE APNEE NEL SONNO NOTTURNO.
Dunque appare incontestabile che, Aumentando Stabilmente la Ossigenazione Cerebrale le Cellule del Cervello ritornano Sane e la Neurodegenerazione che si riscontra anche nell'Alzheimer Regredisce.

Ma allora perché i Medici continuano a non capire come si Cura Risolutivamente l'Alzheimer e altre Demenze?

Forse perché la Cura con l'Ossigeno non è remunerativa? O cos'altro?

Buona Giornata

www1.adnkronos.com/Archivio/AdnSalute/20...-cervello_141232.php

www1.adnkronos.com/Archivio/AdnSalute/20...ervello-2_141232.php

www.alzheimer-riese.it/contributi-dal-mo...llegata-allalzheimer
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 27/06/2017 17:44 #56065

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TRovato questo:

Ricerca: equipe italiana cura l'Alzheimer con una tossina prodotta dall'Escherichia coli

Uno studio ha dimostrato, in via sperimentale, che una tossina prodotta da un batterio presente nel nostro intestino sembra essere in grado di far regredire, sino alla scomparsa, i sintomi del Morbo di Alzheimer e probabilmente anche di altre tipologie di demenza

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24 giugno 2013

Ricerca: equipe italiana scopre l'importanza di una tossina prodotta dal batterio "Escherichia coli" per una possibile cura dell'Alzheimer.

In Italia sono 600.000 le persone affette dal morbo di Alzheimer, una malattia degenerativa che colpisce il cervello causando, gradualmente, la morte delle cellule cerebrali. Ogni anno, nel nostro Paese, sono diagnosticati dagli 80 ai 100.000 nuovi casi. Si tratta di un processo patologico irreversibile per il quale non esiste - ad oggi - una terapia risolutiva, ma solo la possibilità - con i farmaci appropriati - di ritardare il processo di degenerazione e di morte delle cellule del cervello. Recentemente però uno studio di ricercatori del dipartimento del farmaco dell'Istituto superiore di sanità insieme con quelli del dipartimento di farmacia e biotecnologie e del dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell'università di Bologna, ha dimostrato - ancora solo in un modello animale della malattia - che una tossina prodotta dall'"Escherichia coli", un batterio presente nel nostro intestino, sembra essere in grado di far regredire, sino alla scomparsa, i sintomi del morbo di Alzheimer e probabilmente anche di altre tipologie di demenza.

Rappresenta circa il 70% delle demenze progressive diagnosticate negli adulti del nostro Paese. 600.000 sono le persone che ne sono affette, in Italia, ed il loro numero cresce di 80/100.000 unità all'anno. Stiamo parlando del morbo di Alzheimer, una malattia neurologica degenerativa - a carattere progressivo - che attacca le cellule cerebrali e le uccide.

La malattia insorge in modo insidioso e lento e - spesso - i suoi sintomi sono scambiati per condizioni legate al normale processo d'invecchiamento della persona.

La causa del morbo di Alzheimer non è ancora del tutto chiara, ma prende sempre maggiore consistenza l'ipotesi di una sua origine generica. Si sa comunque che i sintomi sono dovuti a una diffusa distruzione di neuroni, causata principalmente dalla "betamiloide", una proteina che, depositandosi tra i neuroni, agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari". Tutto ciò insieme ad una forte diminuzione - nel cervello - di acetilcolina, un neurotrasmettitore fondamentale per la comunicazione tra neuroni, e dunque per la memoria e ogni altra facoltà intellettiva.

Lo studio

Come abbiamo scritto per questa grave patologia neurologica non esiste - ad oggi - una cura definitiva, ma solo una terapia farmacologica ritardante dei suoi effetti devastanti. Ciononostante molti studi e ricerche vengono intrapresi, in tutto il mondo, per tentare di arrivare ad una soluzione del problema.

Uno di questi studi è stato recentemente pubblicato su un'importante rivista scientifica, "PloS One" (www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10....journal.pone.0065898).

Il lavoro si deve a due equipe di ricerca italiane, quella del dipartimento del farmaco dell'Istituto superiore di sanità e quella del dipartimento di farmacia e biotecnologie e del dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell'università di Bologna.

I ricercatori hanno scoperto - lavorando su di un modello animale della malattia - che un batterio presente nel nostro intestino, l'Escherichia coli" - attraverso una tossina che produce, la CFN1 - è in grado di invertire i sintomi della malattia, sino a farli scomparire del tutto. Una sola dose della CNF1 è stata sufficiente infatti - per ora, ripetiamo, solo in un modello animale della malattia - per migliorare efficacemente il deficit di memoria spaziale e quello legato all'elaborazione delle emozioni, due dei sintomi che accomunano diverse forme di demenza, tra cui il morbo di Alzheimer.

Lo studio ha dimostrato che nella flora batterica presente nell'intestino - nella quale si trova l'"Escherichia coli", insieme ad una colonia di microrganismi con un patrimonio genetico 100 volte superiore a quello umano - potrebbe, in futuro, trovarsi la chiave di volta del "problema Alzheimer", dimostrando così come sia reale - nel nostro organismo - un rapporto stretto tra il cervello e l'intestino (definito spesso come il "secondo cervello umano").

"Nel corso delle nostre ricerche" - spiega la dottoressa Carla Fiorentini, coordinatrice del gruppo di ricerca dell'Istituto superiore di sanità - "avevamo già evidenziato come il CNF1 potesse stimolare la plasticità cerebrale e combattere i deficit cognitivi e di coordinazione in un modello murino per la sindrome di Rett,, malattia rara del neurosviluppo".

Come ricorda un articolo riguardante lo studio, pubblicato sulle pagine salute dell'edizione on line del quotidiano "Il Sole 24 Ore":

"C'è poi l'interferenza genetica.". "Alcuni soggetti sono portatori di un gene anomalo, ApoE4, che causa un cortocircuito nell'utilizzo da parte del corpo di colesterolo, glucosio e può provocare processi infiammatori, gli stessi che a cascata determinano i "guasti" cerebrali.". "La presenza di ApoE4 può raddoppiare il rischio di ammalarsi di Alzheimer, ma sembra collegata anche ad altre patologie, dalla sclerosi multipla al parkinson.". "Per questo la scoperta dei benefici della molecola potrebbe aprire la strada a nuovi farmaci, se confermata negli uomini.". "Il nostro studio - commentano i ricercatori - apre nuovi scenari nella lotta contro una delle più devastanti malattie dei nostri giorni".



Fonti:

Le informazioni riportate sono tratte - salvo diversa indicazione - dalle pagine salute del sito web del quotidiano Il Sole 24Ore (www.salute24.ilsole24ore.com),.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 14/11/2017 19:51 #57470

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Scusate ma sono preoccupata.
Un mio parente affetto da Alzheimer mangia di continuo sia fuori pasto sia a pasto.
Come posso aiutarlo??
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 14/11/2017 23:53 #57475

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Eva1984 ha scritto:
Scusate ma sono preoccupata.
Un mio parente affetto da Alzheimer mangia di continuo sia fuori pasto sia a pasto.
Come posso aiutarlo??

Sarò un po' lungo, ma credo che il migliore aiuto, sia specificare la propria esperienza.

Mi occupo da 3 anni a tempo pieno di mia mamma, con demenza inaccertabile direi a questo punto, perché gliene hanno diagnosticate 3 : Alz, vascolare e fronto temporale.

La mia esperienza personale è che si "mangiano l' ansia". Uno dei grossi problemi è che perdono le capacità di fare le cose in modo inesorabile, quindi non sanno cosa fare per passare il tempo. E gli scatta l' ansia. Ma sono ancora capaci di mangiare. Quindi per neutralizzare l' angustia, fanno l' unica cosa che sanno ancora fare : mangiare. Cosa che ho riscontrato anche in un gruppo di parenti che si occupano direttamente dei propri cari.

Sono riuscito a neutralizzare la cosa vuoi facendogli fare qualcosa anche se i risultati a volte non sono buoni, ma incoraggiando e facendo capire che invece sono fatte bene, si gasano e dimenticano l' ansia. Ma ci vuole molta disponibilità di tempo.

Poi ci sono gli aiuti con integratori ecc. Con l' aiuto di vari medici, molto competenti, ho provato praticamente tutte le sostanze a disposizione in questo campo. Ma tutte tutte. Ma queste funzionano solo nel caso in cui siano compensate carenze o eccessi che si individuano con costosissimi esami del sangue e delle urine. Non esami strumentali. Doppler di tutta la pancia, carotidi, elettrocardio, ecc.

Se mancava il ferro, il pqq non faceva assolutamente nulla. Senza la vit. B ci si poteva scordare qualsiasi integrazione specifica per la testa, che tanto non lavorava, con risultati pessimi. Ed tante altre cose che inteferiscono che mi sentirei di dire sfiorano il centinaio.

Capito che era un lavoro al limite del sovrumano, con pazienza e fortuna, qualcosa di buono siamo riusciti a fare e si resiste. Ma il "mostro" nella loro testa non sta fermo e aspetta qualche errore o carenza e riparte.

Poi c' è una cosa che mi confonde quando sento parlare di demenza e dosi di vit. D, piuttosto che dosi di q10 ecc. Nel nostro caso i dosaggi sono venuti da soli, perché il risultato è immediato : gli dai una cosa e vedi già il risultato senza tema di errore perché è sempre evidentissimo. Il che incasina da una parte un po' tutto perché se sbagli una virgola sono dolori, per contro sai da subito che quella cosa era sbagliata, quindi rimedi al volo. Nel corso di tutti i trattamenti siamo arrivati ad una conclusione un po' cretina se vogliamo : tutte le sostanze vanno date nella qualità e nella quantità che la persona si può permettere.

Se non beve, cosa che tutti i malati ed anziani fanno, non puoi dargli dosi "esotiche" di vitamine e minerali, perché il risultato diventa pessimo. Se non si muove, altrettanto. Ecc. ecc. Se ha patologie particolari auguri.

Le variabili sono una quantità immense e posso dire che non esiste sostanza che faccia miracoli, mentre invece tutte quelle citate ed anche tante altre non citate, possono dare una grande mano, a patto che la persona sia monitorata costantemente e si sia pronti a fare come nel gioco dell' oca : ok è andata bene fino ad adesso, ma quella cosa non va più bene e va sospesa. E si riparte da zero.

Facendo così si hanno a volte anche risultati strabilianti per periodi di tempo ance consistenti (mesi), fino a quando il mostro trova il pertugio e ricomincia ad avanzare.

Fino all' inevitabile oblio.

Come vedi, non c' è, almeno nel mio caso una formula e la cosa ancora più terrificante è che non si sa neanche se la malattia avrebbe continuato così, oppure sarebbe andata meglio o peggio, prendendo altre strade. Quello che so è che tutte le volte che smetteva di riconoscermi, si è ripresa alla grandissima modificando delle cose.

Rispetto a 3 anni fa, stiamo benissimo, una favola, altro mondo, ma è sempre una guerra minuto per minuto.

Quindi, non credo ci sia qualcuno in grado di aiutarti con una risposta certa, perché qualsiasi risposta è un terno al lotto. Poi magari ci prende e siamo tutti contenti.

Ho trovato delle cose che neutralizzano l' ansia dell' appetito, ma tutta sta spiegazione è servita solo per dire che non sono uguali per tutti ed è complicatissimo arrivarci. Poi tanto ad un certo punto non funzionano più e bisogna cambiare.
Ultima modifica: 14/11/2017 23:54 da Kito.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 15/11/2017 00:03 #57476

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Kito@
Quali sono le cose che neutralizzano l' ansia dell' appetito?
Il vicitore è un sognatore che non ha mai mollato (Mandela)
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 15/11/2017 00:21 #57478

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Liuc33 ha scritto:
Kito@
Quali sono le cose che neutralizzano l' ansia dell' appetito?

Ti dico l' ultima che sta funzionando adesso, così ci facciamo una risata collettiva : un succo di 1 arancia ed 1 mela insieme fatta con l' estrattore., Per un paio d' ore non mangia più, neanche se ti vede mangiare. Ah guarda, oggi l' ho fatta alle 4, gli è venuta fame alle 8. Quando smetterà di funzionare, dopo un' ora va alla caccia nel frigo. La barzelletta è che se gli metto in mezzo chessò, una carota, non la beve. O se gli metto una banana, dopo mezz' ora ha fame perché si "sente stanca".

Fa abbastanza ridere, ma è così. C' ho messo 2 settimane per arrivarci.

Prima ne avevo trovate un' altra decina, ma dopo un po' di tempo hanno fatto tutte la fine che farà anche il succo : non funzionerà e dovrò escogitare qualcos' altro.
Ultima modifica: 15/11/2017 00:22 da Kito.
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Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 15/11/2017 01:49 #57479

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ciao Kito,

molte grazie per aver riportato la tua esperienza e spero davvero che le cose possano migliorare o almeno non peggiorare e stabilizzarsi....

ti riporto un link che tratta di uno dei più grandi studi (parole dell'articolista) su vitamina D e demenza in generale:

www.lastampa.it/2014/08/07/scienza/benes...0Y2TNwSJ/pagina.html

estratto:

"E’ tempo di vacanze e possibilità di stare all’aperto e al Sole. Approfittiamone dunque, perché è proprio esponendosi alla luce solare che possiamo sintetizzare una preziosa vitamina quale è la vitamina D.
Preziosa per molte funzioni dell’organismo, se carente, questa vitamina oggi è stata definitivamente associata a un sostanziale aumento del rischio di sviluppare la demenza o la temuta malattia di Alzheimer.

Ad aver trovato questa correlazione è stato il team internazionale di ricercatori coordinato dal dottor David Llewellyn presso l’Università di Exeter Medical School, in uno dei più grandi studi del genere mai condotti.
I ricercatori hanno studiato un campione rappresentativo di 1.658 adulti di età superiore a 65 anni, che erano in grado di camminare senza aiuti ed erano liberi da demenza, malattie cardiovascolari e ictus all’inizio dello studio. Tutti i partecipanti hanno preso parte al “Cardiovascular Health Study” e sono stati seguiti per 6 anni, durante i quali sono stati tenuti sotto controllo per vedere se avessero sviluppato la malattia di Alzheimer e altre forme di demenza.

I risultati finali hanno permesso agli scienziati di scoprire che gli adulti nello studio che erano moderatamente carenti di vitamina D avevano un 53% di aumento del rischio di sviluppare la demenza di qualsiasi tipo ma, a sorpresa, il rischio aumentava di ben il 125% in coloro che ne erano gravemente carenti.
Per quanto invece riguarda il rischio di malattia di Alzheimer, le persone con una moderata carenza di vitamina D vedevano aumentare il rischio del 69%, per arrivare al 122% nelle persone con una grave carenza.

Lo studio è stato appena pubblicato su Neurology, la rivista medica dell’American Academy of Neurology ed è stato in parte finanziato dalla Alzheimer’s Association guardò I partecipanti
«Ci aspettavamo di trovare una associazione tra bassi livelli di vitamina D e il rischio di demenza e malattia di Alzheimer – spiega il dottor Llewellyn – ma i risultati sono stati sorprendenti: in realtà abbiamo scoperto che l’associazione era due volte più forte di quanto pensavamo in anticipo».
«Gli studi clinici – prosegue Llewellyn – sono oggi necessari per stabilire se mangiare cibi come il pesce azzurro o assumere supplementi di vitamina D possono ritardare o anche prevenire l’insorgenza della malattia di Alzheimer e la demenza. Dobbiamo essere prudenti in questa fase iniziale e i nostri ultimi risultati non dimostrano che bassi livelli di vitamina D sono causa di demenza. Detto questo, i nostri risultati sono molto incoraggianti, e anche se un piccolo numero di persone potrebbero beneficiarne, ciò avrebbe enormi implicazioni per la salute pubblica data la natura devastante e costoso della demenza».

La vitamina D può essere attinta da tre fonti principali: l’esposizione della pelle alla luce solare, da alimenti come il pesce azzurro e da supplementi vitaminici (quale ultima spiaggia). Gli scienziati ritengono che, tuttavia, la pelle delle persone anziane può essere meno efficiente nel convertire la luce solare in vitamina D, il che li rende più inclini a esserne carenti.
«Durante le calde giornate estive, stare in spiaggia per soli 15 minuti sotto i raggi del Sole è sufficiente per aumentare i livelli di vitamina D – sottolinea il dott. Doug Brown, Direttore di Research and Development dell’Alzheimer’s Society – Tuttavia, non siamo ancora pronti a dire che la luce solare o gli integratori di vitamina D riducono il rischio di demenza. Studi clinici su larga scala sono necessari per determinare se l’aumento dei livelli di vitamina D nei soggetti con deficit può aiutare a prevenire lo sviluppo della demenza.
Comunque sia, a scanso di equivoci, cerchiamo di fare un pieno di Sole – pur sempre con le dovute precauzioni per la pelle."

ora molti diranno che sono fissato con la D, ma ho letto non ricordo dove che alcune persone hanno trattato i loro anziani con dosi medie di D (circa 5.000 ui) con risultati sorprendenti, ovviamente non so se sia vero ma anch in base a questi studi non me ne stupirei più di tanto, forse Kito potresti provare ad alzare gradualmente il dosaggio nel caso di tua madre, non ricordo quanta gliene dai e mi sembra una dose intorno ai 1.000 ui o sbaglio?

ovviamente parlane (o prova a farlo) prima col tuo medico o con qualcuno esperto nel settore di cui ti fidi....
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Ringraziano per il messaggio: Kito

Alzheimer l'origine è nell'area che regola l'umore 15/11/2017 01:58 #57480

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altra cosa, Kito, hai mai provato con la melatonina pura?

www.centroalzheimer.org/melatonina-e-malattia-di-alzheimer/

(breve estratto:)

La secrezione di melatonina diminuisce nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer (AD); tale riduzione si pensa possa essere responsabile della disorganizzazione dei ritmi circadiani, dei problemi legati al sonno e della compromissione delle funzioni cognitive osservati in questi pazienti. Inoltre è abbastanza comune nei pazienti affetti da AD riscontrare la cosiddetta “sindrome del tramonto” che si manifesta con agitazione e confusione durante le ore serali. L’assunzione di melatonina sembrerebbe avere effetti positivi su questa sindrome ed altri disturbi del sonno in questi pazienti.

dilei.it/salute/melatonina-contro-parkinson-e-alzheimer/445410/

(breve estratto:)

La melatonina impedisce la morte delle cellule celebrali. Per ottenere una terapia efficace del Parkinson e dell’Alzheimer negli anziani bisogna considerare che la melatonina si rivela un vero e proprio elemento cardine, poiché assicura un notevole funzionamento delle cellule del cervello.

www.parkinson-italia.it/rubriche/articol...re-un-semplice-sonno

(breve estratto:)

Poiché la melatonina ha effetti antiossidanti nel nostro corpo, vi è un crescente interesse per i suoi benefici per i pazienti con malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson o la malattia di Alzheimer.

www.viviversilia.it/melatonina-effetti-p...-malati-di-alzheimer

(breve estratto:)

Come in ogni ricerca medica la precauzione è d'obbligo. Sta di fatto che la melatonina potrebbe servire per trattare l'alzheimer. A dirlo una ricerca del Laboratorio di Neuroscienze presso la Facoltà di Medicina dell' UBA che ha osservato che la somministrazione di melatonina interrompe la normale evoluzione di questa malattia neurologica

ovviamente Kito anche per la melatonina occorre una certa dose di melatonina in accordo col medico, hai mai provato con questa sostanza?
Ultima modifica: 15/11/2017 02:04 da miciofelix.
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ovviamente Eva1984 quanto ho scritto a Kito vale anche per te e nel caso di quel tuo parente, ma occorre essere molto cauti e soprattutto, ripeto, se deciderai di provare allora concordare sempre qualsiasi nuova sostanza insieme a medici o personale esperto....
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