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ARGOMENTO: Segreto professionale (forse) violato.

Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 01:24 #38396

  • Argon
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Salve :)

C'era una volta... un paziente che stava seguendo una terapia prescritta dal suo medico.

Capita che il medico va a farsi una breve villeggiatura. Purtroppo, proprio in quei giorni il paziente subisce un peggioramento, lui pensa dovuto alle cure in atto, tanto da ricorrerre alla guardia medica per i dolori. Dopo, il paziente invia un sms al medico che beato si gode la gita informandolo delle sue condizioni. Il medico richiama dal suo cellulare il telefonino del suo paziente... ma il malato non è ben disposto e si rivolge al dottore in modo sgradevole, compreso un epiteto!

Il dottore se la prende di brutto e querela il paziente. Beh.... direte, una chiamata telefonica da cellulare a cellulare... dove sta la prova per sostenere un'azione legale?

Ebbene, la testimone è la moglie del dottore, che era seduta vicinissima a lui mentre effettuava la telefonata. :ohmy: :blink:

Ora, mi chiedo, e soprattutto chiedo a voi. E' mai possibile che un medico che riceve un messaggio da un suo paziente, dal contenuto inequivocabile, non possa trovar di meglio che richiamare, giustamente, ma stando così vicino alla propria moglie tanto che questa possa sentire la conversazione anche senza viva-voce:?

Il tutto è stato riportato per iscritto nella querela. Però, dico, può passare il "concetto" che nel rapporto medico-paziente, il medico si tiene incollata la moglie al telefonino mentre parla col paziente :?:

Stando alla normativa sulla Privacy è perfino vietato far sentire ad altri le normali conversazioni telefoniche, anche quelle più leggere e senza contenuti sensibili, senza prima aver avvisato l'interlocutore.

Quali sono secondo voi, se ci sono, i profili penali e di responsabilità deontologica di cui il medico potrebbe essere chiamato a rispondere ?


Thanks
Ultima modifica: 05/03/2015 01:25 da Argon.
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 07:49 #38398

  • elena
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Il paziente avrebbe dovuto scusarsi immediatamente per la sua villania, tanto più che il medico aveva fatto il suo dovere richiamando immediatamente il paziente, quindi mostrando premura professionale incontrovertibile. Qualora il medico avesse esercitato il suo diritto di querela di parte può sempre ritirarla se il paziente si scusa profusamente ed adeguatamente, che è quello che suggerirei di fare, perché il medico ha ragioni da vendere, invece di andare a cavillare se legalmente tale querela è sostenibile per violazione del codice sulla privacy, ovvero deontologico o penale.
E questo per una questione di educazione e buon senso prima che giuridica.
Se andiamo a vedere un po' i vari codici, premesso che non sono un avvocato, posso ricordare al paziente che
La violazione del segreto richiede il dolo (la colpa non è sufficiente a costituire questo delitto) che consiste nella volontà di rivelare il segreto o di impiegarlo a proprio o altrui profitto, con la consapevolezza di agire senza giusta causa. non occorre neppure che il nocumento abbia ad avverarsi, è sufficiente che dalla rivelazione sorga il pericolo anche remoto di un danno ingiusto, materiale o morale, per il titolare del segreto.
Sotto il profilo penalistico, per dichiarare il medico punibile, occorre che sussistano tutte queste condizioni:
-che abbia rivelato un segreto appreso in ragione della professione;
-che lo abbia rivelato senza giusta causa, ovvero a proprio o altrui profitto;
-che la rivelazione possa provocare un nocumento al paziente.

Per il Codice deontologico la violazione del segreto sussiste indipendentemente dal proprio profitto o dall'altrui danno; non occorre neppure che il danno provocato sia ingiusto; ogni danno che derivi al paziente dalla violazione del segreto costituisce un'aggravante ed in questo si avvicina molto a quanto previsto dal c.p. per la rilevazione di un segreto d'ufficio da parte di un pubblico ufficiale o di persona incaricata di un pubblico servizio.
La norma prevede infatti tre possibili fattispecie:
1) rivelazione colposa generica;
2) rivelazione colposa specifica o dolosa comune;
3) rivelazione dolosa per profitto patrimoniale, non patrimoniale o per cagionare ad altri un danno ingiusto.

Quindi il paziente deve dimostrare il danno derivatogli in questo caso per rivelazione colposa generica ( non c'è dolo)
Inoltre poiché
L'obbligo del segreto vige non solo per il medico ed i suoi collaboratori, ma anche per le persone a lui vicine (moglie, domestici, figli); è comunque dovere del medico vigilare sia sul comportamento di queste persone sia sulla conservazione dei documenti clinici affinchè non si verifichi una diffusione colposa di notizie cliniche.
Il paziente capisce da sè che qui non c'è diffusione dolosa nè colposa per prossimità del congiunto, tenuto comunque al rispetto della privacy

Ciò detto, l'articolo 594 cp prevede che


Se una persona viene lesa nel suo onore o decoro (per es. nei suoi confronti vengono usate parolacce o espressioni offensive, ovvero viene offesa tramite comunicazioni telefoniche o scritte, ad es. lettera).

PENA: reclusione fino a 6 mesi e multa fino a € 516

Ovvero: reclusione fino a 1 anno e multa fino a € 1.032, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato cioè: c’è la possibilità che il giudice aumenti le pene qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone

QUERELA (entro 90 giorni)

Ritengo pertanto un buon consiglio suggerire al paziente oltretutto consapevole che quanto ha detto possa costituire un reato contro la persona giuridicamente rilevante e prevalente, a mio modo di vedere, su altro diritto, debba immediatamente promuovere tutto quanto in suo potere per declinare al meglio le sue scuse e renderle tali da "agevolare" il ritiro di querela di parte.
( ma che diamine gli hai detto per provocare una simile disastrosa reazione?)
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 09:33 #38402

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elena ha scritto:

( ma che diamine gli hai detto per provocare una simile disastrosa reazione?)


:huh: :? ... sei fuori strada ;)


Grazie asssaiiii per tutto il resto, cmq non esaustivo.
Ultima modifica: 05/03/2015 09:34 da Argon.
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 10:36 #38408

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[quote="elena" post=38398
( ma che diamine gli hai detto per provocare una simile disastrosa reazione?)[/quote]


Anzi, pensandoci bene.

Dato che ti piace fare la sputasentenze sulla "villania" altrui, ora commentati da sola. Vorrei proprio vedere se davanti un giudice avresti pronunciato lo stesso "commento"?
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 10:43 #38411

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LEGGE 8 aprile 1974, n. 98
Tutela della riservatezza e della liberta' e segretezza delle comunicazioni. (GU n.97 del 12-4-1974 )

Art. 2.

L'articolo 617 del codice penale e' sostituito dal seguente:
"Art. 617. - (Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di
comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche)
. -
Chiunque, fraudolentamente, prende cognizione di una comunicazione o
di una conversazione, telefoniche o telegrafiche, tra altre persone o
comunque a lui non dirette,
ovvero le interrompe o le impedisce e'
punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, la stessa pena si
applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione
al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni o
delle conversazioni indicate nella prima parte di questo articolo.
I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si
procede d'ufficio e la pena e' della reclusione da uno a cinque anni
se il fatto e' commesso in danno di un pubblico ufficiale o di un
incaricato di un pubblico servizio nell'esercizio o a causa delle
funzioni o del servizio, ovvero da un pubblico ufficiale o da un
incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con
violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi
esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato".
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 12:16 #38413

  • Cecilia
Argon ha scritto:
LEGGE 8 aprile 1974, n. 98
Tutela della riservatezza e della liberta' e segretezza delle comunicazioni. (GU n.97 del 12-4-1974 )

Art. 2.

L'articolo 617 del codice penale e' sostituito dal seguente:
"Art. 617. - (Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di
comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche)
. -
Chiunque, fraudolentamente, prende cognizione di una comunicazione o
di una conversazione, telefoniche o telegrafiche, tra altre persone o
comunque a lui non dirette,
ovvero le interrompe o le impedisce e'
punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
...

in questo caso, si puó parlare di fraudolenza ? a mio modesto parere no, (non sono avvocato)
ma se leggo con attenzione la risposta di Elena, che a me sembra alquanto esaustiva, si trova che
Per il Codice deontologico la violazione del segreto sussiste indipendentemente dal proprio profitto o dall'altrui danno; non occorre neppure che il danno provocato sia ingiusto; ogni danno che derivi al paziente dalla violazione del segreto costituisce un'aggravante ed in questo si avvicina molto a quanto previsto dal c.p. per la rilevazione di un segreto d'ufficio da parte di un pubblico ufficiale o di persona incaricata di un pubblico servizio.
La norma prevede infatti tre possibili fattispecie:
1) rivelazione colposa generica;
Quindi il paziente deve dimostrare il danno derivatogli in questo caso per rivelazione colposa generica ( non c'è dolo)

il paziente puó dimostrare un danno?

Inoltre poiché
L'obbligo del segreto vige non solo per il medico ed i suoi collaboratori, ma anche per le persone a lui vicine (moglie, domestici, figli); è comunque dovere del medico vigilare sia sul comportamento di queste persone sia sulla conservazione dei documenti clinici affinchè non si verifichi una diffusione colposa di notizie cliniche.

ma sono state diffuse notizie cliniche?

Il paziente capisce da sè che qui non c'è diffusione dolosa nè colposa per prossimità del congiunto, tenuto comunque al rispetto della privacy

da quanto scrivi, la moglie del medico ha testimoniato che il paziente ha offeso il medico telefonicamente (epiteto)
ma esiste una prova che ci sia stata una diffusione colposa di notizie cliniche?
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 12:35 #38414

  • Clara
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Argon, Elena è stata gentilissima a risponderti, mi sembra invece che tu sia un pò oltre le righe interpretando a tuo modo una domanda che non è affatto "una sentenza", tu hai scritto
Capita che il medico va a farsi una breve villeggiatura. Purtroppo, proprio in quei giorni il paziente subisce un peggioramento, lui pensa dovuto alle cure in atto, tanto da ricorrerre alla guardia medica per i dolori. Dopo, il paziente invia un sms al medico che beato si gode la gita informandolo delle sue condizioni. Il medico richiama dal suo cellulare il telefonino del suo paziente... ma il malato non è ben disposto e si rivolge al dottore in modo sgradevole, compreso un epitet

Dunque viene spontaneo chiedersi, ma cosa gli è stato detto a quel medico di così offensivo?
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Ringraziano per il messaggio: elena

Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 12:40 #38416

  • Cecilia
Clara ha scritto:

Dunque viene spontaneo chiedersi, ma cosa gli è stato detto a quel medico di così offensivo?
un epiteto, a scelta, ce ne sono cosí tanti! :whistle:
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 13:42 #38425

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Cecilia ha scritto:

in questo caso, si puó parlare di fraudolenza ? a mio modesto parere no, (non sono avvocato)


Guarda, che se la telefonata è udibile dall'altoparlante del cellulare anche senza aver attivato il viva-voce ed il chiamante è conscio di questo, o dovrebbe esserlo in quanto conoscitore dell'apparecchio che usa... qualche precauzione "minima" avrebbe dovuto prenderla!! :angry:
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 14:06 #38428

  • Cecilia
OK
ma mettiamo il caso che il chiamante non abbia detto ... l´epiteto bensí lo abbia urlato o quasi (cito: ma il malato non è ben disposto ) a quel punto non c´é viva-voce che tenga
perché ... si sente eccome! anche a 1 mt di distanza perché l´urlo stesso diventa un viva-voce
ovvio che si stá parlando per ipotesi, io non ero lá e tu neanche (oppure eri testimone?) e quello che sappiamo é quello che la persona ti ha raccontato, non discuto la veridicitá ma forse forse bisognerebbe ammettere che generalmente se ci si sente vittima di un atto si tende a raccontare, anche se istintivamente, le parti che sono a nostro favore e non il contrario, diciamo che ... se si ha voglia di mandare qualcuno a quel paese o, se peggio ancora, non ci si riesce a trattenere perché nervosi ( non ben disposti) non si manda a quel paese sottovoce ma si indirizza l´epiteto, se non gridando, quasi di sicuro a voce piuttosto alta (sempre parlando per ipotesi!!)
questo riporta all´invito di precauzione minima che tu hai citato, non dovrebbe essere unilaterale bensí reciproca:
teoricamente allontanarsi da persone presenti quando si ha una conversazione privata
ma, teoricamente, non si dovrebbe iniziare una conversazione anche se solo telefonica, quando si é nervosi o non ben disposti
precauzione contro precauzione

e restano le domande del ... quale danno reale e quella della fraudolenza.
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 16:46 #38444

  • Argon
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OK

Deploriamo in coro l'epiteto. B)


Per il resto, libero origliamento :evil:
Ultima modifica: 05/03/2015 16:47 da Argon.
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 17:25 #38447

  • Cecilia
Argon ha scritto:
OK

Deploriamo in coro l'epiteto. B)

chi lo dovrebbe deplorare é colui che lo ha ... lasciato libero di colpire orecchie altrui :lol:

Per il resto, libero origliamento :evil:

origliamento? mah, allora, se permetti faccio la parte dell´avvocato del diavolo:
siamo sicuri che c´era bisogno di origliare per sentire l´epiteto?
siamo sicuri che non é stato gridato a viva voce?

e se non é stato gridato, chi lo puó provare? intanto c´é qualcuno, la moglie del medico, che lo ha sentito :whistle:
magari ha origliato ma ... chi lo puó provare? c´era qualcuno accanto al paziente che ha sentito che l´epiteto é stato sussurrato?
e, dulcis in fundo, se c´é qualcuno che puó testimoniare che l´epiteto non é stato gridato allora é un´arma a doppio taglio, e molto tagliante per di piú:
il testimone firmerebbe che é vero che il paziente ha offeso il medico.
Tu come la vedi? :lol:
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 17:37 #38448

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Cecilia ha scritto:

Tu come la vedi? :lol:


D'ora in poi quando parlerò col mio medico, avvocato, commercialista, prima di tutto gli chiederò chi è presente intorno a lui, e a quale distanza. Poi, come è regolato il volume del suo cellulare, in quale ambiente si trova (all'esterno con traffico o all'interno senza rumori di copertura), ecc
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 18:04 #38451

  • Argon
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Il Segreto Professionale - Sacro Segreto

Tratto dal blog "Dentista a Roma"


Il paziente durante una visita è libero di farsi visitare e di comunicare con l'odontoiatra senza paura che quello che dice o che ciò che il medico vede o intuisce sia comunicato ad altri, inclusi i familiari del paziente.

Il medico ha l'obbligo di mantenere assoluta riservatezza su tutto quanto vede, sente o conosce riguardo un paziente e la sua famiglia in funzione del ruolo professionale che egli svolge, prima ancora di essere un obbligo giuridico penalmente rilevante, è un obbligo morale che deriva dall'etica deontologica infatti è codificato nell’art. 9 del codice deontologico: “…Il medico deve mantenere il segreto su tutto ciò che è affidato a lui e può conoscere in virtù della sua attività…”.
In base al “diritto alla riservatezza” successivamente integrato dalla “legge sulla privacy” (n. 675, del 1996), i dati sensibili, in particolare quelli riguardanti la salute e la sessualità, vanno tutelati anche a livello di raccolta e diffusione.

Il segreto infatti è un valore insito nel rapporto medico-paziente, intimamente legato alla fiducia che il malato potrà riporre nel medico.

Il fondamento etico del segreto professionale deriva dalle più antiche tradizioni mediche, essendo tra gli elementi costitutivi del Giuramento di Ippocrate: "... E quanto vedrò e udirò esercitando la mia professione, e anche al di fuori di essa nei miei rapporti con gli uomini, se mai non debba essere divulgato attorno, lo tacerò ritenendolo alla stregua di un sacro segreto...”.


Art. 622 c.p. (Rivelazione di segreto professionale)
"Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito se dal fatto può derivare nocumento, con la reclusione fino a un anno o con la multa da 600.000 a 1.000.000. Il delitto è punibile a querela della persona offesa.".

Al di là della sanzione, la condanna per tale delitto può comportare fin’anche l’interdizione temporanea dalla professione, cui può seguire la perdita dell’abilitazione all’esercizio professionale.
Il reato di rivelazione del segreto è punibile a querela della persona offesa e rientra tra i delitti contro la libertà individuale ed in particolare contro l’inviolabilità dei segreti.
Per segreto deve intendersi ogni notizia che una persona ha interesse che non sia divulgata e, perciò, non soltanto fatti inerenti la salute del paziente, ma ogni altra notizia sulle abitudini di vita, su fatti economici, familiari, sociali o altro che, se divulgata, potrebbe produrre nocumento al paziente. Il reato è punibile soltanto se viene commesso con dolo, cioè con la coscienza e la volontà di rivelare il segreto o di impiegarlo a proprio od altrui profitto, mentre non è necessario che vi sia l'intenzione di produrre nocumento.
Inoltre si tratta di un reato di pericolo, e non di danno come la maggior parte di quelli previsti dal nostro codice, non è necessario che il nocumento derivante dalla rivelazione si verifichi, poiché è sufficiente che si concretizzi il pericolo, anche remoto del verificarsi di un danno morale o materiale per il titolare del segreto.
L'obbligo del segreto non vige soltanto per il medico ma anche per altre categorie di persone: difatti con la dizione "per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte" si intende estendere il vincolo della segretezza non solo al medico nell'esercizio della sua professione ma anche ad altre figure professionali e non, quindi l'obbligo di segreto è esteso ad assistenti, segretarie ecc.
Con l’espressione “avendo notizia”, il legislatore intende comprendere qualsiasi modalità con cui il sanitario può venire a conoscenza dello del segreto, quindi se vengo a conoscenza di un segreto di Tizio tramite Caio sono ugualmente tenuto a tenere il segreto; Con la dizione di "stato" vengono intese anche quelle persone che, in virtù di una loro particolare condizione, possono venire a conoscenza di un segreto che riguarda un'altra persona: è questo il caso degli studenti di medicina, dei familiari dei medici o dei loro conviventi o dipendenti i quali hanno tutti l'obbligo di mantenere riservate le notizie che apprendono appunto in virtù del loro ruolo sociale.
Sono poi tenute a mantenere il segreto professionale quelle persone che ne vengono a conoscenza per ragione del proprio "ufficio" quello cioè del tutore, del curatore, del giudice o del consulente tecnico.
Con la dizione “professione” si intende fare riferimento alle figure professionali sanitarie principali (medico, odontoiatra, farmacista, veterinario) e a quelle secondarie (ostetrica, infermiere professionale, ecc.), mentre per le “arti” ci si riferisce, infine, a tutte quelle arti sanitarie ausiliarie quali, ad esempio, l'odontotecnico o il tecnico di radiologia.
Il vincolo di mantenere il segreto non viene meno con la risoluzione del rapporto tra il medico ed il paziente e tanto meno dopo la morte del paziente. Neanche la cancellazione dall’albo professionale esime moralmente il medico dagli obblighi espressi dall’art. 9.
Il segreto può però essere trasmesso; è cioè possibile rendere partecipi del segreto altre persone interessate allo stesso caso, anch'esse vincolate dal medesimo obbligo.
Il Codice Deontologico precisa, a tal proposito, nell’art. 11 che non costituisce violazione del segreto professionale la trasmissione di dati medici per motivi inerenti l’organizzazione e il controllo dei servizi assistenziali e sanitari, purché tale comunicazione avvenga nell'ambito dei servizi medesimi, secondo la prassi prevista nell'interesse del paziente, che ne richiede espressamente o ne autorizza implicitamente la trasmissione. E' quindi possibile comunicare il segreto ad altri medici se questo serve per offrire le appropriate cure al paziente.
Non è poi considerata violazione del segreto professionale la pubblicazione o la comunicazione, a scopo scientifico, di casi clinici, purché vengano questi illustrati tralasciando adeguatamente tutte quelle indicazioni che potrebbero consentire, in qualsiasi modo, l’identificazione del paziente (art.10 c.d.). Quindi senza mostrare il nome del paziente, coprendo gli occhi e segni caratteristici nelle foto.

Quindi i pettegoli sono avvisati!

La sostanziale importanza del segreto professionale sta nel fatto che il paziente deve essere libero e sicuro di poter parlare con il medico anche di situazioni o abitudini imbarazzanti, di comunicare in modo completo informazioni sul proprio stato di salute come essere affetto da determinate malattie o infetto da virus pericolosi (vedi Epatite varie e HIV). Tutto questo permette all'odontoiatra di fare una migliore diagnosi e di attuare maggiori misure per la sicurezza del paziente, propria ed altrui.

In linea con questo è sempre preferibile che i familiari del paziente non siano presenti durante, o almeno per parte, della durata della visita.
Un esempio semplice e frequente è la condizione di fumatore, in genere chiaramente visibile ad un dentista: molti pazienti chiedono di non comunicare ai familiari di avere questa abitudine.
Ultima modifica: 05/03/2015 18:05 da Argon.
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 18:47 #38453

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D'ora in poi quando parlerò col mio medico, avvocato, commercialista, prima di tutto gli chiederò chi è presente intorno a lui, e a quale distanza. Poi, come è regolato il volume del suo cellulare, in quale ambiente si trova (all'esterno con traffico o all'interno senza rumori di copertura), ecc
Io gli chiederei anche se per caso fosse abitato da una entità, ci pensi? con tutti gli indemoniati che ci sono in giro, quante testimonianze inopportune...
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 21:22 #38462

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Clara ha scritto:


Io gli chiederei anche se per caso fosse abitato da una entità, ci pensi? con tutti gli indemoniati che ci sono in giro, quante testimonianze inopportune...


E gli "angeli custodi" non ce li metti, pure quelli sono parecchio impiccioni... :P
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 21:41 #38464

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elena ha scritto:
( ma che diamine gli hai detto per provocare una simile disastrosa reazione?)


Anzi, pensandoci bene.

Dato che ti piace fare la sputasentenze sulla "villania" altrui, ora commentati da sola. Vorrei proprio vedere se davanti un giudice avresti pronunciato lo stesso "commento"?


Guarda Elena, mi spiace per questa marcatura troppo incisiva con la quale ho ribattuto.

Ti spiego il perchè, ho voluto mettermi dalla parte del soggetto più debole, cioè il paziente = colui che patisce!

In certe condizioni non dico che sia lecito esagerare con i toni... ma ci può stare, diciamo come effetto collaterale :whistle: Tanto più se psicologicamente ci si sente vittime dell'altrui negligenza, magari tutto da provare, ma sotto stress le cose ti appaiono in maniera deformata.

Allora, chi è in una posizione "dominante", cioè il Dottore, secondo me avrebbe l'obbligo della comprensione, gli impone il suo stesso status di essere al di sopra delle reazione estemporanee di chi è appannato, obnubiliato dal dolore, dalla sofferenza che gli fa venir meno la pacatezza.

A meno che il dottorino, tale si è haimé dimostrato... non abbia la coda di paglia :!: :whistle:
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Segreto professionale (forse) violato. 05/03/2015 23:09 #38466

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Argon accetto le scuse e ti dico una cosa: se pensi che il medico sia negligente ... Riformulo, per maggiore chiarezza ed equanimità
se il paziente pensa che il medico sia negligente, basta cambiarlo. Non c'è bisogno di pigliar fuoco (reazione che mi fa pensare a una stasi di fegato/cistifellea: non è che tocca sopportare, solo si deve essere meno diretti ma più incisivi)
Se uno è un incapace manifesto, si va sll'Asl e lo si disdice ( non fa piacere a nessuno ti assicuro)
Certo che il paziente patisce, ma bisogna anche che si prenda le sue responsabilità (mettiti un attimo solo nei panni del medico: che faresti? Lascia perdere le giustificazioni derivanti dal patimento della malattia, ma se uno ti pigliasse a mal parole , se tu pensassi di aver fatto tutto quanto in tuo potere, essendo oltretutto in vacanza, che faresti? Ti prenderesti le parolacce senza colpo ferire? Saresti un quasi santo in via di beatificazione :laugh: se invece il paziente pensa che il medico non ha fatto il suo dovere secondo scienza e coscienza ( io dovrei vivere nei tribunali se facessi come questo ipotetico paziente, visto le esperienze persino drammatiche di certe loro azioni al limite della truffa) invece di sentirsi oltraggiato, si piglia la responsabilità del proprio stato e va a cambiare medico, civilmente e possibilmente con distacco , prima di farsi venire un versamento di bile. Anzi guarda lo porrei come un atto di salvaguardia della propria salute.

Il medico anche ha esagerato con la querela, (per questo mi chiedevo che diamine di sequela impertinente di improperi possa aver scatenato tanto risentimento). Tuttavia ancora una volta ritengo, stando dalla parte del paziente, che mettersi a controquerelare non solo toglie energie alla guarigione, ma rischia di vanificarsi in una perdita secca in quanto gli spetta l'onere di provare il dolo (guardati pure l'articolo Sulla ammissibilità o meno dei testimoni) ... Meglio un win -win, scuse e ritiro querela, poi cambio medico, così il messaggio è partito forte e chiaro e anche il paziente può dichiararsi soddisfatto (il medico prende meno soldi e perde di prestigio)
Spero comunque di aver contribuito a fare chiarezza, questo solo lo scopo, non altro
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Segreto professionale (forse) violato. 06/03/2015 20:06 #38488

  • lu
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mah..mi chiedo: in sostanza il medico era in torto oppure no? Aveva sbagliato farmaco, diagnosi? Aveva fatto un errore, omissione? Ha procurato dei danni? La sua querela è una semplice risposta all'offesa o una azione calcolata di tutela (querelo per primo) o intimidatoria per occultare qualche suo errore o che altro?
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Segreto professionale (forse) violato. 06/03/2015 22:42 #38491

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Non m'interessa il processo.


Mi sono interessato al caso per l'aspetto della tutela della riservatezza. O meglio, il principio della libertà d'espressione nel rapporto medico-paziente al riparo da terzi, cioè da coloro che non hanno titolo di "conoscere". Altrimenti mi sembra evidente non sia possibile costruire, e mantenere, il rapporto di fiducia.
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