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La politica al contrario di quanto si possa credere influisce anche sulla nostra salute in questo forum ne discutiamo le ragioni.

ARGOMENTO: La Fondazione Rockefeller e la malattia

La Fondazione Rockefeller e la malattia 03/06/2014 09:38 #28110

  • Cecilia
Questa é la prima parte di un articolo che vorrei proporvi, tratta della Fondazione Rockefeller e dei suoi legami con la salute e ... la malattia.
Tratta di soldi, quei soldi che si guadagnano tagliando le gambe agli altri, ai nostri genitori, a noi e ai nostri figli

Che cosa è la "Fondazione Rockefeller"?

Hans Ruesch

Il prof. Peter Singer ha dovuto ammettere nel corso del suo processo a Perugia contro Hans Ruesch che i suoi tour italiani erano sponsorizzati dalla "Fondazione Rockefeller", la quale, secondo le spiegazioni da lui date ai giudici tramite un interprete, persegue scopi squisitamente umanitari in tutto il mondo e null'altro.

Ad Hans Ruesch non fu dato modo di far sapere ai giudici che quanto affermato dal Singer era una controverità storica, facilmente appurabile. E l'avvocato di Ruesch, bravo ma non informato, non ne era ancora al corrente. Difatti è di tutt'altro avviso di quanto affermato da Singer chi conosce vita e miracoli della dinastia Rockefeller e a quale scopo venne creata la Fondazione.
Così scriveva Morris A. Bealle nel suo famoso libro "The Drug Story" ("La Storia della Droga", 1949), «droga» essendo anche sinonimo di "farmaco" in inglese:

«È risaputo che Rockefeller ha creato e sviluppato il più vasto impero industriale e finanziario mai concepito da una mente umana, basato sui profitti del petrolio della Standard Oil. Uno dei suoi principali interessi è l'industria farmaceutica. I Rockefeller posseggono il più grande complesso di aziende farmaceutiche al mondo, e si servono di tutte le loro altre imprese per incrementare il consumo di farmaci. Il fatto che la maggior parte di questi siano nocivi non interessa il Trust della Droga». (Per gli Americani informati "Trust della Droga" è sinonimo di "Fondazione Rockefeller").

Fu all'alba del nostro secolo che la "Fondazione" iniziò la sua attività «educatrice» in grande stile mediante la donazione di 300 milioni di dollari (di allora!!) con i quali, il capostipite della dinastia, John Davison Rockefeller, il mitico JDR, costituì il "General Education Board" (Consiglio Generale dell'Educazione), ossia nientemeno che il Ministero dell'Istruzione, a dirigere il quale piazzò se stesso. In tal modo questo geniale affarista, che aveva rinunciato a finire le classi elementari per iscriversi ad un corso di contabilità, si assunse l'arduo compito di educare la nazione americana, costituita per lo più da robusti e operosi emigranti, che egli riuscì a trasformare nel volgere di pochi decenni in una popolazione di ansiosi medico-dipendenti, farmaco-dipendenti e di tossico-dipendenti, che spandono il loro stile di vita comprese le nuove malattie, sopra il resto del mondo.

Lo storico Mullins

Morris Bealle non è stato l'unico storico ad occuparsi dei misfatti di Rockefeller. Prima di lui c'era stata, tra gli altri, Irda Tarbell, figlia di una delle tante vittime del «Grande Pirata», con la "Storia della Standard Oil" apparsa a puntate su "Mac Clure's", la più letta rivista canadese, e, di recente, li ha ricordati ancora il libro dello storico Eustace Mullins "Assassinio per iniezione: storia della cospirazione medica contro l'America" (1988) in cui si legge:

«Il "General Education Board" di Rockefeller ha speso più di 100 milioni di dollari per assicurarsi il controllo delle scuole mediche della nazione e trasformare i nostri medici in medici dediti all'allopatia, dediti alla chirurgia a tutto spiano e al massiccio consumo di medicinali chimici...»

«Abbiamo imparato la dolorosa lezione che i monopolisti rockefelliani esercitano il loro malefico potere quasi esclusivamente attraverso agenzie statali e federali (...). Si sa da anni che il 90% delle attività della FBI, creata come brigata anticrimine, consistono nel vessare ed isolare i dissidenti politici.
I sindacati criminali stanno attualmente depredando la nazione americana di tre trilioni di dollari l'anno, di cui più di trecento miliardi di dollari annuali rappresentano le profittevoli rapine del Drug Trust e dei suoi sussidiari nell'apparato sanitario (...). L'America è diventata la più prospera e produttiva nazione del mondo grazie alla buona salute del proprio popolo. Quando il Sindacato Rockefeller cominciò a mettere le mani sulla Professione medica nel 1910, i nostri concittadini entrarono in una brutta fase di declino. Oggi soffriamo di un'infinità di malattie, sia mentali che fisiche, quasi tutte direttamente attribuibili alle attività del monopolio chimico-farmaceutico, il quale rappresenta la più grave minaccia per la nostra sopravvivenza come nazione».
aurora.altervista.org/29approfondimento.htm
continua ...

p.s.
nonostante la lettura vi auguro una buona giornata
(alla faccia loro!!) :lol:
Ultima modifica: 03/06/2014 09:40 da Cecilia.
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 03/06/2014 09:59 #28111

  • Cecilia
Piccola parentesi, vorrei riportarvi un paio di righe su Hans Ruesch
tratto da wiki
Hans Ruesch (Napoli, 17 maggio 1913 – Massagno, 27 agosto 2007) è stato un pilota automobilistico, scrittore, sceneggiatore e editore svizzero. È stato autore di romanzi, nonché saggi contro la sperimentazione animale.

Di origine italo-svizzere, figlio di padre svizzero, stabilitosi a Napoli per lavoro, e madre napoletana, discendente di un industriale svizzero trapiantatosi a Sarno all'inizio del XIX secolo, Ruesch è comunque cittadino svizzero fin dalla nascita, essendo stato iscritto al consolato svizzero di Napoli dal padre.
.....

L'impegno contro la sperimentazione animale

Curando negli anni settanta la collana I manuali della salute, Hans Ruesch sviluppò la tesi che la sperimentazione animale non fosse altro che una enorme truffa a scopo di lucro, capace di raccogliere ingenti fondi pubblici e privati col pretesto di essere necessaria alla ricerca scientifica. Dedicò così gli anni successivi ad approfondire l'argomento ed a raccogliere prove che, a sua detta, avvalorerebbero questa teoria, diventando l'esponente del movimento antivivisezionista italiano. Nel 1975 diede vita alla CIVIS, Centro Informazioni Vivisezionistiche Internazionali Scientifiche, fondazione antivivisezionista con sede in Svizzera.

Questi anni di studio portarono Ruesch a scrivere Imperatrice nuda, libro che destò scalpore in Italia nel 1976, anno in cui fu pubblicato da Rizzoli. Il libro fu poi immediatamente ritirato dalla stessa Rizzoli. Alcune copie sono reperibili nel mercato parallelo e nelle biblioteche per diritto editoriale. Successivamente Imperatrice nuda è stato ripubblicato dalla casa editrice Garzanti dell'amico Aldo Garzanti. Questa è la versione attualmente più reperibile.

Imperatrice nuda affronta - a detta dell'autore (che non possedeva alcuna qualifica scientifica) dal punto di vista storico, medico, etico e scientifico - il problema della sperimentazione animale, indicando nel testo, a suo parere, i nomi e le prove a sostegno della tesi che non esista alcun motivo sotto nessun punto di vista che non sia quello del profitto personale per portare avanti la pratica della sperimentazione animale, ma che anzi questa abitudine riconosciuta anche dalla legge, abbia apportato negli ultimi anni danni nel suo utilizzo. La storia dettagliata degli ostacoli editoriali che hanno intralciato la diffusione del libro, e quindi la polemica cresciuta attorno ad esso, furono descritti da Hans Ruesch in Piccola storia editoriale, appendice all'attuale versione di Imperatrice nuda nell'edizione Civis.
it.wikipedia.org/wiki/Hans_Ruesch



I libri successivi, tutti sulla sperimentazione animale e sulle presunte frodi ad essa legate, sono usciti molti anni dopo: nel 1980 vide la luce I Falsari della Scienza, edito da Civis, e nel 2005 uscì La medicina smascherata, edito da Editori Riuniti e "la figlia dell'imperatrice", edito da Stampa Alternativa.
Ultima modifica: 03/06/2014 09:59 da Cecilia.
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 03/06/2014 11:17 #28113

  • elena
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ci sono altri gruppi che dominano il mondo economico (e perciò la nostra salute), purtroppo :( :evil:
legati o sponsorizzati o fondati da Rockefeller
ecco a voi il Group of Thirty (G30)

Di Italo Romano

Leggendo l’ultimo scritto di Barnard, vengo a conoscenza dell’esistenza dell’ennesimo gruppo elitario. Faccio ammenda, nonostante sia uno dei temi che affronto e studio maggiormente, ne ero completamente all’oscuro. Il suo nome è Group of Thirty (G30), ovvero Gruppo dei Trenta. Sul web sono riuscito a trovare poche informazioni, per di più in inglese, il che la dice lunga sull’importanza di questo ristretto gruppo globalista. Spulciando nel sito della Banca d’Italia, ho appreso che dal 21 al 23 maggio 2009, si è tenuta in Italia, presso la sede del massimo istituto creditizio, la 61^ riunione plenaria del G30. Addirittura, al termine dei lavori, l’allora presidente del Gruppo, prof. Jacob A. Frenkel, ex Governatore della Banca centrale di Israele, e l’allora Governatore della Banca d’Italia, prof. Mario Draghi, hanno tenuto una conferenza stampa formale dove hanno potuto partecipare solo giornalisti scrupolosamente selezionati.

Sempre sul sito della Banca d’Italia sono riuscito a reperire una brevissima presentazione del G30:

“Il Group of Thirty (G30), organizzazione senza fini di lucro, è formato da esponenti di altissimo profilo che ricoprono nel mondo importanti incarichi nel settore pubblico e privato, nonché da accademici delle università più prestigiose. Il G30, fondato nel 1978, si riunisce periodicamente per discutere temi economici e finanziari ed esaminare gli scenari che le autorità nazionali e gli operatori devono fronteggiare.

Formalmente denominato “The Consultative Group on International Economic and Monetary Affairs, Inc.”, il Gruppo è un importante foro di discussione e di elaborazione di idee in materia economica. I membri del G30 – governatori di banche centrali, rappresentanti di governi, economisti ed esperti del settore privato provenienti da 16 paesi diversi – hanno discusso nel tempo diverse questioni e pubblicato una serie di studi e ricerche sui più rilevanti temi di economia e finanza. Il G30 è guidato da Paul A. Volcker e Jacob A. Frenkel.”



Insomma, sempre la solita presentazione a filastrocca. Se consultate i diversi siti di queste organizzazioni elitarie potrete constatare di persona.

Questo organismo internazionale svaria su tutto il fronte economico, le tematiche affrontate nelle riunione del G30 sono le più disparate: dall’ambito monetario a quello finanziario; dalle Banche centrali ai mercati internazionali dei capitali; dalla vigilanza dei servizi e dei mercati finanziari, alle questioni macroeconomiche, come mercato del lavoro e l’intera catena produttiva.

Il Gruppo dei Trenta è stato fondato nel 1978 da Geoffrey Campana su iniziativa della Fondazione Rockefeller, :evil: che ha anche fornito il capitale iniziale. Il suo primo presidente fu Johannes Witteveen, l’ex direttore generale del Fondo monetario internazionale (FMI). Il suo attuale presidente è Jean-Claude Trichet, ex presidente della Banca Centrale europea, da poco succeduto (22 Novembre 2011) al sopracitato Jacob Frenkel.

La sede del G30 è a Washington DC, negli States. Ogni anno si tengono due riunioni plenarie, oltre a numerosi convegni, seminari e gruppi studio. Monitorano quotidianamente l’andamento dell’economia globale, veicolandola a proprio uso e consumo, nel tranquillo anonimato e nella cortina di disinformazione che li cela agli occhi e alle orecchie della maggior parte, troppo distratte e indaffarate dalla schiavismo giornaliero.

Spostiamoci ora sul sito inglese del Gruppo dei Trenta. Qui troviamo una scarna ma precisa presentazione:
“Il Gruppo dei Trenta è un organismo internazionale privato, senza scopo di lucro, :evil: composto da rappresentanti di alto grado dei settori pubblico e privato e il mondo accademico. Il Gruppo dei Trenta si propone di approfondire la comprensione delle questioni internazionali economiche e finanziarie, per esplorare le ripercussioni internazionali delle decisioni prese nei settori pubblico e privato, e di esaminare le scelte a disposizione di operatori del mercato e politici. Il lavoro del Gruppo dei Trenta plasma la struttura attuale e futura del sistema finanziario globale, fornendo raccomandazioni fruibili direttamente alle comunità politiche pubbliche e private.”

Poco spazio all’immaginazione. Si tratta di un gruppo di potere molto influente, i suoi membri sono l’èlite economica mondiale, i veri padroni del mondo, quelli che detengono il potere, e dettano i programmi politici ai burattini che noi andiamo ad eleggere “democraticamente” nella farsa elettorale.

L’organigramma del Gruppo dei Trenta è molto semplice, e si divide in:

Membri attuali;

Membri Senior;

Membri onorari;

Membri del passato;

I membri attuali sono 31, provenienti da ogni parte del globo, sono tutte personalità di spicco, i soliti nomi che compaiono in ogni organizzazione elitaria mondiali sta. Ecco la lista:

Jean-Claude Trichet, presidente del G30, ex presidente della BCE e governatore onorario della Banca di Francia.

Paul A. Volcker, presidente onorario del G30, ex presidente della Federal Reserve , presidente onorario della Commissione Trilaterale, si è diviso per lungo tempo tra il Dipartimento del tesoro degli States e la Chase Manhattan Bank.

Jacob A. Frenkel, presidente del Consiglio di amministrazione del G30, presidente di JPMorgan Chase International, membro del Comitato esecutivo della JP Morgan Chase & Co. e dello JP Morgan International Council.

Geoffrey L. Bell, segretario esecutivo del G30, presidente della GeoffreyBell&Co. (società che si propone come consulente per grandi aziende e banche in tutto il mondo, fornendo consulenza sulle transazioni del mercato dei capitali nonché le attività di analisi del rischio economico e finanziario), ex consulente della Banca del Venezuela, ex consulente finanziaro del governo delle Barbados e della Giamaica, ex presidente della Guinness Mahon Holdings, una delle banche più antiche di Londra.

Abdlatif Al-Hamad, presidente del Fondo Arabo per lo Sviluppo Economico, ex Ministro delle Finanze e della Pianificazione del Kuwait.

Leszek Balcerowicz, professore della Scuola di economia di Varsavia, presidente del Consiglio della Bruegel (acronimo che sta per ”Brussels european and global economic laboratory’, ovvero un think tank elitario), ex presidente Banca di Polonia.

Mark J. Carney, governatore e presidente della Banca del Canada, membro del Consiglio di Amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS).

Jaime Caruana, direttore Generale della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), ex governatore della Banca di Spagna.

Domingo Cavallo, presidente e amministratore delegato della DFC Associates e di LLC, ex Ministro dell’Economia argentina. Ha lavorato a lungo nell’amministrazione pubblica ed è noto per il piano di convertibilità che ha stabilito il rapporto di parità tra il dollaro americano e il peso argentino tra il 1991 e 2001, che ha trascinato l’Argentina nell’insolvenza, portando il paese in una crisi economica senza precedenti.

E. Gerald Corrigan, amministratore delegato di Goldman Sachs Group, ex presidente, Federal Reserve Bank di New York.

Guillermo de la Dehesa Romero, direttore del gruppo Santander, ex vice direttore della Banca di Spagna.

Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ex Governatore della Banca d’Italia, e presidente del Financial Stability Board.

William C. Dudley, presidente della Federal Reserve Bank di New York, ex partner e Amministratore Delegato di Goldman Sachs.

Martin Feldstein, Professore di Economia all’Università di Harvard, e Presidente Emerito del National Bureau of Economic Research.

Roger W. Ferguson, Jr., presidente e CEO di TIAA-CREF, ex presidente dell’America svizzera Re Holding Corporation.

Stanley Fischer, governatore della Banca d’Israele, ex Amministratore Delegato First, ex amministratore del Fondo Monetario Internazionale.

Arminio Fraga Neto, socio Fondatore di Gavea Investimentos, ex governatore della Banca centrale del Brasile.

Gerd Häusler, CEO Bayerisch Landesbank, ex amministratore delegato e membro del consiglio consultivo di Lazard and Company.

Philipp Hildebrand, Presidente del consiglio di amministrazione della Banca nazionale svizzera, ex partner di Moore Capital Management.

Mervyn King, Governatore della Banca d’Inghilterra, ex professore della London School of Economics, socio della British Academy.

Paul Krugman, Professore di Economia all’Università di Princeton, ex membro del Council of Economic Advisors.

Guillermo Ortiz Martinez, ex Governatore della Banca del Messico, Presidente del Consiglio della Banca dei Regolamenti Internazionali.

Kenneth Rogoff, Professore di Public Policy and Economics ad Harvard, ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale.

Tharman Shanmugaratnam, ministro delle finanze di Singapore, ex Amministratore Delegato della Monetary Authority di Singapore.

Masaaki Shirakawa, governatore della Banca del Giappone, ex professore della Kyoto University School of Government.

Lawrence Summers, ex Direttore del Consiglio Economico Nazionale, ex presidente dell’Università di Harvard, ex segretario al Tesoro Usa

Lord Adair Turner, presidente della Financial Services Authority, membro della Camera dei Lord del Regno Unito.

David Walker, Senior Advisor di Morgan Stanley International, ex presidente del consiglio Securities and Investments.

Yutaka Yamaguchi, ex Vice Governatore della Banca del Giappone, ex presidente Euro Valuta Commissione Permanente.

Ernesto Zedillo, direttore del Centro di Yale per lo studio della globalizzazione, ex Presidente del Messico.

Zhou Xiaochuan, governatore Banca Popolare Cinese, ex presidente Banca cinese costruzione, ex Asst. Ministro del commercio.

Poi abbiamo i membri senior:

William R. Rhodes, presidente e CEO della William R. Rhodes Global Advisors, e Senior Advisor, Citigroup, membro del CFR,

Marina v N. Whitman, professore all’Università del Michigan ed ex membro del Council of Economic Advisors.

E, infine, ma non come importanza, i membri onorari:

Richard A. Debs, ex presidente della Morgan Stanley International, ex COO dela Federal Reserve Bank di New York.

Jacques de Larosière, presidente di Eurofi, consigliere di BNP Paribas ed ex direttore del FMI.

Gerhard Feld, ex direttore de Institut der Deutschen Wirtschaft, membro del Comitato delle Nazioni Unite del programma sviluppo.

Toyoo Gyohten, presidente dell’Istituto Internazionale per gli affari monetari ed ex presidente della Banca di Tokyo.

John Heimann, senior Advisor per la stabilità finanziaria dell’Istituto Comptroller of the Currency.

Erik Hoffmeyer, presidente Politiken-Fonden ed ex presidente del consiglio della Banca nazionale di Danimarca.

Peter Kenen, professore di Economia all’Università di Princeton ed ex socio senior del Council on Foreign Relations (CFR).

William McDonough, ex Vice Presidente di Bank of America, ex presidente della Federal Reserve Bank di New York;

Shijuro Ogata, vice Presidente della Commissione Trilaterale, ex Vice Governatore Banca del Giappone.

Silvia Ostry, socio ricercatore del Center for International Studies ed ex ambasciatore per i negoziati commerciali del Canada

Ernest Stern, senior Advisor del Gruppo Rohatyn ed ex Amministratore Delegato della Banca Mondiale.

Anche tra gli ex membri risultano figure preminenti dell’ambito economico-finanziario internazionale, sul sito possiamo consultare la lista. Tra essi figura Tommaso Padoa-Schioppa, deceduto poco più di un anno fa, ma come ricordiamo ha fatto parte delle più alte istituzioni finanziarie italiane, europee e mondiali. E’stato vice presidente della Banca d’Italia, Ministro dell’economia della finanza nel governo Prodi II, membro della Commissione europea e della BCE. Convinto europeista, ha fatto parte del Comitato Delors che ha disegnato la strada per la creazione della moneta unica. Inoltre è stato un dirigente del FMI e consigliere economici del governo greco di Papandreou, di cui conosciamo bene la tragica fine.

Ora vogliamo dire che tutti questi pezzi da novanta non hanno nessuna influenza sul “regolare” decorso della storia? Suvvia, questi club esclusivi di potere dirigono il mondo e scrivono la storia, hanno il diritto di veto sulla vita di miliardi di persone. E’ da qui che vengono decise e create a tavolino le crisi economiche. Nei meandri di questi gruppi elitari si decide il tracollo economico di una nazione o di un intero continente.

Questa rete di organizzazioni internazionali di cui fa parte il Gruppo dei trenta, insieme alla Commissione Trilaterale, il CFR, il RIIA, la Round Table, il Bilderberg, l’Aspen Institute e il Club di Roma, sono il nuovo olimpo degli dei. Essi giocano a dadi con il mondo, come in un risiko a grandezza naturale. Per loro siamo solo pedine, un mezzo da usare per un fine ben preciso, il controllo totale del globo.

Noi, nella nostra infinita arroganza, crediamo di essere liberi, di vivere in democrazia, nel migliore dei mondi possibili. Siamo troppo indaffarati nella nostra schiavitù quotidiana per renderci conto di ciò che realmente ci circonda. Siamo succubi, siamo schiavi, e nella maggior parte dei casi siamo fieri di esserlo. Dibattiamo, sprecando preziose energie, sulle cose più assurde, a volte anche pensando di essere dei fini intellettuali e delle menti illuminate. Ognuno si sente superiore a qualcun altro, la presunzione è tale da creare una gerarchizzazione prima morale che materiale. Le armi di distrazioni di massa hanno anestetizzato i cervelli, la pigrizia ancestrale e la stupidità genetica han fatto il resto, cullandoci in fallaci certezze e in comode convinzioni, indotte artificialmente, e non certo frutto di un pensiero autonomo e indipendente.

I più si rifiutano a credere quando gli si dice o scrive talune cose. A scuotere lo status quo dominante si rischia di incamminarsi in un percorso di solitudine. Quando il l’uomo-bradipo cade dall’albero su cui sonnecchia pancia all’aria più o meno sereno, sbatte il culo per terra, e non ha occhi per vedere, e non ha orecchie per intendere. Il mondo artificioso in cui galleggia è talmente radicato nel suo pensiero da non poter accettare nessun’altra definizione della realtà che lo circonda. La presunzione e l’eccessiva autostima han fatto molto più vittime di una guerra. Chi osa far ciò, lo fa a suo rischio e pericolo, e l’isolamento è una delle peggiori arme che il branco tende ad usare per istinto di sopravvivenza e di autoconservazione. Poi ci sono anche alcune persone molto intelligenti, ma anche tanto furbe quanto affariste e opportuniste, che han fatto loro l’inganno, e lo sfruttano a proprio vantaggio, elevandosi sulla spalle degli altri, e nonostante ciò ricevono la stima e l’adulazione della stesse persone su cui questi soggetti usano far leva per raggiungere i loro scopi egoistici. Essi sono i più grandi servi del sistema.

“… Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi.”

Niente di più vero.

Dormite gente, e sorridente nella vostra infima presunzione, siete schiavi, e della peggior specie, perchè pensate arrogantemente di non esserlo, mentre rappresentate lo schiavo tipo, che il sistema ama e accudisce.

Scendete dal vostro piedistallo, informatevi, riscoprite i valori essenziali della vita, dall’amore all’amicizia, tornate umani, svegliatevi.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Naturopata
Ultima modifica: 03/06/2014 11:48 da Cecilia.
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Ringraziano per il messaggio: Cecilia, Clara

La Fondazione Rockefeller e la malattia 04/06/2014 08:43 #28155

  • Cecilia
continua da post 28110

...
Babbo Natale

Le «attività» a cui allude Mullins le aveva ben descritte Morris Bealle, che le investigò più a fondo di tutti gli altri. Allorché Rockefeller, per coprire la propria immagine di pirata senza scrupoli, decise di travestirsi da Babbo Natale e si mise a distribuire grosse somme di danaro a varie Università e Scuole di medicina, qualche fine osservatore notò che soltanto quegli Istituti medici che predicavano un continuo consumo di farmaci chimici come chiave della salute universale potevano sperare nella sua munificenza.
Nessuna delle tante Università e Scuole mediche americane che insegnavano terapie altrettanto e di solito molto più efficaci ma esenti da farmaci sintetici, ricevette mai un solo centesimo dalla Fondazione Rockefeller. Chi intendeva beneficiarne non tardò a capire l'antifona: niente farmaci, niente donazioni.
Ma era stato necessario un grave fatto di sangue, un vero e proprio eccidio criminale, per persuadere JDR (J. D. Rockefeller), che si era sempre vantato di infischiarsene dell'opinione altrui, a spingerlo ad assumere la maschera del benefattore, ricavandone poi un profitto che forse lui stesso non si sarebbe, in quelle proporzioni, mai aspettato.

Il massacro storico

È sotto i nome di "Massacro di Ludlow" che un tempo era noto l'incidente a cui ci siamo riferiti, e che dopo la dichiarazione del prof. Peter Singer al tribunale di Perugia, che se l'è bevuta d'un fiato, ci tocca rinverdire, dato che gli ingenti sforzi fatti per cancellarlo dalla memoria degli uomini, perfino attraverso l'acquisto dei libri di storia e d'intere enciclopedie, sembrano sul punto di essere coronati da successo.

Questi i fatti: il Sindacato dei minatori aveva chiesto paghe più alte e migliori condizioni di lavoro per gli addetti alla "Colorado Fuel & Iron Company", una delle tante holding di Rockefeller. I minatori, per lo più immigrati dai più poveri Paesi europei, abitavano in baracche fornite dalla compagnia in cambio di un fitto esagerato e i loro salari (circa $ 1,68 al giorno) erano pagati in buoni utilizzabili solamente in negozi della compagnia che praticavano prezzi esosi.
La scuola frequentata dai figli dei minatori era anch'essa proprietà della holding, e dalla biblioteca scolastica erano bandite le opere che i Rockefeller, padre e figlio, rigidi protestanti della setta Battista, consideravano «sovversive», come, ad esempio, "L'origine della specie" di Darwin.
La Compagnia spendeva oltre 20 mila dollari l'anno per mantenere un numero di guardiani e spie sufficiente a salvaguardare il campo dei minatori dalla contaminazione del sindacalismo.
JDR figlio, che dirigeva la compagnia del Colorado e il Reverendo Battista Frederick T. Gates, direttore della Fondazione Rockefeller nonché portaborse e sicario numero uno del padre, rifiutarono perfino di trattare. Sfrattarono gli scioperanti dalle loro baracche, assunsero tramite l'agenzia di detectives Baldwin Felts un migliaio di crumiri e convinsero il governatore Ammons a dar loro manforte nel soffocare lo sciopero.
. Ne risultò una vera e propria azione bellica. Guardiani, minatori, le loro donne e bambini, che dal giorno dello sfratto campeggiavano in tende, vennero massacrati senza pietà, finché il governatore, spaventato, invocò l'aiuto del presidente Wilson che, mediante l'invio di truppe federali, finì con lo schiacciare lo sciopero.

Questo il resoconto del "New York Times" del 21 aprile 1914: «Una battaglia di 14 ore tra scioperanti e membri della Guardia Nazionale del Colorado nel distretto di Ludlow è culminata oggi con l'uccisione di Luis Tikas, capo degli scioperanti greci e con la distruzione della tendopoli di Ludlow, che è finita carbonizzata». L'indomani il "New York Times" precisava: «Quarantacinque morti, tra cui 32 donne e bambini, una ventina di dispersi e altrettanti feriti è il bilancio della battaglia di 14 ore tra truppe statali e scioperanti nella proprietà della "Colorado Fuel & Iron Company", una holding di Rockefeller". Il campo di Ludlow è una massa di macerie carbonizzate che nascondono una vicenda di orrori che non ha l'eguale nella storia della lotta industriale. Nelle trincee che si erano scavate per proteggersi dalle pallottole, donne e bambini sono morti come topi in trappola, uccisi dalle fiamme. Una trincea scoperta questo pomeriggio conteneva i corpi di dieci bambini e due donne».

«L'uomo più odiato»

Già prima di questa vicenda, la stampa aveva definito Rockefeller «l'uomo più odiato d'America». Lui se ne infischiava. Ma l'indignazione universale che suscitò quel massacro fu tale che spinse il nostro ad invocare l'aiuto del più famoso agente di relazioni pubbliche degli USA: Ivy Lee.
Quando costui apprese che la "Fondazione Rockefeller" aveva in cassa 100 milioni di dollari di cui non sapeva cosa fare, propose di donare grosse somme -mai meno di un milione di dollari alla volta- a note Università, Ospedali, Chiese ed altre istituzioni «meritevoli». La proposta fu accettata. Così anche i milioni. E questi fruttarono a Rockefeller titoloni su tutte le prime pagine del mondo, in ottemperanza ad una massima vigente in ogni redazione dell'epoca secondo la quale un milione di dollari fa sempre notizia.
Negli anni che seguirono, non solo i più rinomati pennivendoli d'America e d'Oltremare, ma giornali interi vennero acquistati da Rockefeller, che scopriva che gli intellettuali erano il migliore investimento di tutti, e anche il più economico.

continua ...
aurora.altervista.org/29approfondimento.htm
Ultima modifica: 04/06/2014 08:44 da Cecilia.
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 04/06/2014 12:01 #28161

  • elena
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allora ricapitoliamo la vicenda
Rockefeller fa soldi massacrando la povera gente
questi soldi (parte di questi soldi) li reinveste donando alla classe degli intellettuali per avere un ritorno d'immagine e gettare fumo sull'opinione pubblica
gli ultimi della terra insomma ci perdono sempre, anche la vita... ci rimane la testimonianza del loro coraggio
altro che Davide contro Golia...
comunque l'odio è energia e io non gliene darei ai Rockefeller... sapere è corretto, il passo successivo dovrebbe essere quello di rivolgere la propria energia a rinforzare quel che loro opprimono, con il loro dirigismo che di umano non ha proprio niente
e noi qui un piccolo sforzo contro le multi farmaceutiche lo facciamo... ci riprendiamo la nostra salute, più che possiamo, i nostri diritti a essere trattati come esseri umani, e non come mucche alla mungitura, la nostra consapevolezza di come sta girando il mondo, ponendo attenzione a farlo girare in un'altra direzione ;-)
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 04/06/2014 12:30 #28162

  • Cecilia
Hmm, aspé! :)
tutto quello che hai scritto é giustissimo ma , a dire la veritá, non era quello che io intendevo quando ho aperto il 3d.
Penso che sia importante capire cosa é successo nel campo della medicina, cioé, com´é che a un certo punto le medicine tradizionali, tutta la conoscenza su erbe, metodi di guarigione, tutto tutto tutto é diventato empirico, pericoloso, velenoso, senza fondamento alcuno quindi da scartare ed evitare accuratamente
come se secoli e millenni di storia non non fossero mai veramente accaduti: uno strano sogno e niente di piú.

Erbe millenarie sono state vietate, i dosaggi di vitamine e minerali sono stati portati ai minimi termini, i valori di, per es. glicemia, pressione ecc, sono stati modificati dalla sera alla mattina creando cosí milioni di malati che "ieri" malati non erano, medici che studiano su testi finalizzati a vendere solo medicine, la diagnosi non esiste piú come una volta (quale medico tasta ancora il polso, guarda la lingua del paziente e simili?) Tutto é stato rivoltato come un calzino.

Il lavaggio del cervello é stato ed é tale da aver fatto dimenticare il passato, e sembrerebbe che la medicina moderna sia sempre esistita, da sempre
E IN TUTTO QUESTO AMBARADAN NESSUNO SI ACCORGE VERAMENTE CHE IL NUMERO DELLE PERSONE MALATE AUMENTA IN MANIERA ESPONENZIALE E PROPORZIONALE AI "TRAGUARDI" CHE LA MEDICINA "RAGGIUNGE":

Se magari si spiega come e cosa é successo, chi é stato e perché, quando e dove, insomma la rava e la fava
magari qualcuno si ferma un attimino a riflettere.
Boh! ci spero, almeno!

buon appetito e buona giornata a tutti!
Ultima modifica: 04/06/2014 12:31 da Cecilia.
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 04/06/2014 13:20 #28165

  • elena
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era quello che intendevo dire: conoscenza di ciò che è utile/sano/necessario a prescindere da certa "pubblicità" programmata a distruggerne i contenuti, o a renderli impraticabili (per divieto di commercializzazione)
noi siamo qui a cercare di far girare la ruota di nuovo nel senso corretto... in barba a questi programmatori di morte e ai loro lacchè
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 06/06/2014 08:09 #28318

  • Cecilia
Ora comincia la parte che spiega come sono nati i collegamenti tra i mass media e la Fond. Rockefeller



Come nasce la censura


Anche il più indipendente direttore di giornale dipende dalle agenzie di stampa per le notizie da pubblicare e non ha alcuna ragione di sospettare che in uno solo dei tanti argomenti trattati le agenzie forniscano informazioni tendenziose e sistematicamente truccate come nel campo della scienza medica. Eppure è ciò che accade regolarmente. Il Bealle fu il primo a capirlo, e capirne anche il perché e il percome.
Alla fine degli anni '40, quando iniziò la sua attività investigativa, Bealle scoprì che uno dei direttori della Fondazione Rockefeller era anche membro del direttorato della "Associated Press", una delle tre agenzie di stampa USA i cui comunicati sono giudicati molto attendibili nel mondo intero. Chi era costui? Nientemeno che Arthur Hays Sulzberger, comproprietario e direttore del "New York Times" e come tale uno dei più influenti dirigenti della "Associated Press".
Così non ebbe difficoltà a persuadere gli incaricati scientifici di tutte le agenzie di stampa che sarebbe stato pericoloso e irresponsabile accordare piena libertà di opinione a chiunque in materia di medicina e che, pertanto, tutte le notizie concernenti il settore medico avrebbero dovuto essere vagliate da un «esperto» prima di poter essere divulgate e pubblicate.
E chi avrebbe fornito codesti «esperti»? Naturalmente la "Fondazione Rockefeller", bontà sua, in quanto portavoce del massimo complesso medico-farmaceutico al mondo.
Fu allora che cominciarono ad apparire, spesso simultaneamente su tutta la stampa mondiale, notizie di nuove scoperte mediche, nuove terapie, nuovi vaccini, nuovi sieri, nuovi «farmaci miracolosi», per rimpiazzare quelli di cui non si riusciva più a nascondere l'inefficacia o il danno e destinati a scomparire a loro volta per far posto ad altri che venivano descritti «meno dannosi e più efficaci», singolare sovvertimento dei termini e della verità.


Cosa centra il prof. Singer?


(vi ricordate? all´inizio di questo articolo?
Il prof. Peter Singer ha dovuto ammettere nel corso del suo processo a Perugia contro Hans Ruesch che i suoi tour italiani erano sponsorizzati dalla "Fondazione Rockefeller",)

Stiamo forse divagando? Per nulla. Negli anni '60 si era universalmente stabilita, incontrovertibilmente, attraverso la tragedia del Talidomide e le migliaia di tragedie simili che seguirono nel corso di pochissimi anni, la prova scientifica e matematicamente dimostrabile che gli esperimenti sugli animali non sono in grado di impedire errori e catastrofi mediche e che, anzi, tali prove sugli animali, possono solo garantirne la ripetizione. Difatti le nascite focomeliche, che avrebbero dovuto essere del tutto scongiurate grazie agli incrementati esperimenti sugli animali, in grado, si asseriva, di prevenire gli eventuali danni dei nuovi farmaci, non solo non diminuirono ma continuarono a crescere in misura allarmante, mettendo in dubbio la validità di tutta l'impostazione della ricerca medica.
La "Fondazione Rockefeller" capì allora che occorreva escogitare qualcosa di completamente nuovo e radicalmente diverso per poter proseguire sulla strada lucrosa di sempre, evitando che troppa gente protestasse e senza che la popolazione, abbagliata dalle prodigiose conquiste della tecnica e dell'elettronica, si avvedesse dell'inganno e dello sfruttamento continuo cui era soggetta nel campo della biologia, ossia della salute che non è basata sulla matematica, ma sul vitalismo animato individuale.
Le tragedie dovute alle prove sugli animali mettevano seriamente in dubbio le capacità intellettive dei dirigenti della ricerca medica, e ciò a livello mondiale. Intanto erano sorti nuovi interessi da sviluppare e sfruttare, tra cui quelli dell'ingegneria genetica, dei trapianti, della eutanasia e della sperimentazione sui feti umani, che suscitano sconcerto e dissensi diffusi, tanto che anche il Vaticano è pesantemente intervenuto sulla questione.

Nasce la bioetica


Fu per questo che gli «intellettuali», la categoria che già tanto aveva fatto per il vecchio Rockefeller, escogitarono addirittura una nuova disciplina filosofica, che venne battezzata con un nome dal suono scientifico «Bioetica».
Il principio era che si poteva benissimo continuare a studiare l'attuale «biologia», più le altre discipline che stavano nascendo e che pertanto andavano sviluppate e sfruttate a dovere, basandosi inizialmente sulla sperimentazione animale, poi introducendovi come nuovissimo intingolo, considerazioni etiche per le quali occorreva un volenteroso e credibile presentatore. In conclusione, che per amore di brevità riduciamo ai minimi termini che possono apparire semplicistici, ma che rappresentano l'essenza della bioetica utilitaristica: «Qualsiasi misura e tipo di sopruso o crudeltà, non solo verso gli animali ma anche verso esseri umani è «eticamente» gustificabile, dunque lecita, se i vantaggi che ne derivano, o promettono di derivarne, anche solo teoricamente in tempi indefiniti, superano i danni e le sofferenze che causano, se il numero di individui che potrebbero beneficiarne supera il numero delle vittime sacrificali».
Orbene noi concediamo a chiunque il diritto di mantenere ed esporre opinioni e teorie filosofiche di qualsiasi tipo; ma questo diritto impone loro anche l'obbligo di farlo onestamente, con completezza, e ciò non è il caso del prof. Singer, che presenta le sue zoppicanti teorie in una luce falsa, nascondendo deliberatamente, da più di vent'anni, sacrosante verità.
Grazie alla potenza della "Fondazione Rockefeller", la sua immagine è stata imposta all'opinione pubblica mondiale come quella del primario paladino degli animali, come recita il titolo del libro con cui è stata stabilita la sua fama; ruolo che gli assicura il rispetto e l'ascolto degli animalisti di tutto il mondo. I quali, di conseguenza, gli credono quando afferma che alcuni esperimenti sono irrinunciabili per il bene dell'umanità, dunque sono utili, ergo andrebbero aumentati, come difatti la "Fondazione Rockefeller" desidera.

La disonestà del Singer consiste nel tacere sistematicamente ai suoi lettori ciò che altri da un quarto di secolo gli chiedono di far sapere: che esiste un gran numero di medici e scienziati di parere diametralmente opposto che negano ogni valore scientifico ai risultati ottenuti, non solo perché si tratta di animali ma ancor più proprio perché si tratta di sperimentazione: la quale presuppone che vengano inflitti artificiosamente morbi e danni che non possono essere identici a quelli che sorgono spontaneamente nell'individuo.

Noi pensiamo che il personaggio Singer, con tutta la sua teoria «bioetica» siano stati «inventati» a bella posta dai ben pagati teorici della "Fondazione Rockefeller" per poter proclamare nei grandi dibattiti, anche a livello parlamentare: «persino il Peter Singer, riconosciuto come il massimo zoofilo al mondo, non è in grado di negare che la sperimentazione animale, lungi dall'essere un semplice alibi per coprire i danni di una metodologia errata, è indispensabile per proteggere la salute umana, evitare l'invecchiamento, prolungare la vita e chissà... forse, un giorno, assicurare la vita eterna».

continua ...
aurora.altervista.org/29approfondimento.htm
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 30/10/2014 09:39 #33775

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Cecilia ed Elena,
ma voi pensate veramente che si possa fare qualcosa per la massa oppure che si debba pensare solo al proprio orticello???

Oggi, abbiamo la tecnologia dalla nostra: a differenza di quei delinquenti che hanno messo su questo imbroglio e che all'epoca avevano solo i soldi, noi abbiamo internet che utilizzato bene potrebbe risultare infinitamente più potente...

Chiedo scusa: ultimamente, sto sognando un po' troppo...
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Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere: e di vita ne abbiamo solo una (José Mujica).
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 30/10/2014 09:55 #33776

  • Cecilia
Come vedi non sono andata avanti con il 3d perché ho notato che non era stato tanto letto, che ti devo dire?
io faccio quello che posso, prendo, cerco, traduco, posto ma non mi metto certo a stampare volantini e a distribuirli, eh scusa.
Esistono documenti chiari, esistono centinaia di siti che pubblicizzano questi documenti e questi fatti ma se la gente non ne vuole sentire e non vuole leggere ...
ok, molti in questo forum conoscono questi fatti nei particolari, l´esempio piú lampante di imbroglio-frode si puó vedere negli effetti collaterali:
una medicina che NON cura bensí che copre solo i sintomi
questa medicina scatena reazioni nel corpo
le nuove reazioni e cioé disturbi di salute, verranno di nuovo trattati con nuovi composti chimici che a loro volta produrranno nuovi effetti collaterali su altri organi
ed ecco che si ha un malato cronico, un malato che presenta almeno 4 o 5 diversi disturbi, tutti da trattare, da diagnosticare, da esaminare e da peggiorare
La vita media si é allungata perché se i pazienti muoiono troppo in fretta loro perdono soldi!
Se la gente non vuole capire questo, se la gente preferisce la pillolina magica che fa passare il mal di testa in cinque minuti senza chiedersi perché e percome, beh, a quelle persone non interessa un accidenti di rockefeller, della AMA, della FDA e delle industrie chimiche, quelle persone si inchinano grate e felici davanti a quelle industrie chimiche.
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 30/10/2014 09:58 #33777

  • Cecilia
cazzarola!
non avevo letto bene il tuo post fino alla fine :ohmy:

noi abbiamo l´internet?
ma guarda che ce l´hanno data loro :lol: e la controllano a regola d´arte, mica sono scemi! :lol:
per ogni sito come il nostro ne esistono 10-100-1000 pagati dalla big pharma e la povera gente che cerca di capirci qualcosa rimane frastornata e gettata nella piú totale confusione.
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 30/10/2014 10:38 #33779

  • alpaluda
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Cecilia,
scusami ma a volte penso che si possa fare qualcosa quando in realtà c'è poco da fare...

Egoisticamente parlando, ti ringrazierò sempre per quello che hai messo su: se posso esserti utile, coinvolgimi pure...
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 30/10/2014 11:01 #33784

  • Cecilia
Ma noi stiamo facendo qualcosa, divulghiamo, spieghiamo, cerchiamo soluzioni, tutti assieme! e tu sei giá coinvolto B)

Le persone che si rivolgono a quella che erroneamente viene chiamata alternativa sono sempre di piú perché sono sempre di piú le persone che si rendono conto che il numero dei malati aumenta di giorno in giorno, che non é vero che la chemio aiuta, che non é vero che la chemio salva i malati di cancro perché sono sempre di piú quelli che muoiono di cancro.
Le persone si rendono conto che c´é qualcosa che non vá nelle affermazioni ufficiali, purtroppo il problema é la paura e lo shock
quello che in parte ha colpito anche te e me, a suo tempo.
Rendersi VERAMENTE conto che noi non siamo altro che numeri usati per statistiche falsificate é tremendo
rendersi conto che noi non siamo altro che introito mensile per aumentare i loro dividendi é tremendo
rendersi conto che veniamo avvelenati é tremendo
rendersi conto che la maggior parte della classe medica ed entourage é composta da inetti, indottrinati, ignoranti, gretti se non venduti al soldo di fabbriche farmaceutiche ... é tremendo e fa paura, ci si sente soli e sperduti.
Ma dato che tutto é organizzato in modo tale che non si accetta la medicina ufficiale si é allo sbaraglio, molti preferiscono avere fiducia nelle stupende meraviglia della chimica moderna, dei nuovi medicinali biologici che di biologico hanno niente, quasi come il detersivo della lavatrice, e poi ... c´é la pigrizia, vabbé.

Ma visto che sei qua continueró con questo thread :)
Ultima modifica: 30/10/2014 11:18 da Cecilia.
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 30/10/2014 11:27 #33787

  • elena
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caro Al noi possiamo fare qualcosa e aiutare chi ha una coscienza già un po' più sveglia e aperta ad accogliere altro dalla pubblicità spazzatura e dalle manipolazioni dei media, della politica e di big pharma.
non possiamo che essere una piccola goccia in un mare di rimescolamenti, false notizie, date ad arte per screditare la strada corretta alla salute, martellamenti di medici che o sono inconsapevoli marionette o sono delinquenti al pari di chi li finanzia, manipolatori di dati, statistiche, fatti... c'è proprio il peggio del peggio

Tutto parte dalla qualità della persona, alla fin fine, perché chi fa ste cose è una persona

ci sono medici che si rendono conto, ma fanno spallucce, e si adattano alla corrente del più forte, cedono alle lusinghe dei soldi, dei premi, e persino alla fine credono nelle false statistiche fornite dagli informatori medici :S
poi ci sono medici corrotti dentro, non solo dai soldi ma dal "potere" che esercitano, dall'arroganza della casta, dal privilegio non di guarire ma di fare parte del gruppo di chi siede su uno scranno e comanda. Il resto non ha importanza. Si stanno macchiando di gravi crimini contro l'umanità, mi spiace ma è così. :evil:
I pochi medici che cercano di fare il loro dovere, aiutando in modo corretto, o sono emarginati o addirittura esiliati dall'ordine dei medici... poi naturalmente ci sono anche quei medici alternativi che sono perfette canaglie e pescano sia nel mercato dei farmaci che in quello dei pazienti consapevoli... :angry: :evil:

analogamente, c'è una parte di giornalisti e scrittori che vedono come stanno le cose, ma se agiscono a testimoniare vengono emarginati, o tenuti sotto controllo nelle riserve, (se insistono a non essere sinergici col potere delle lobby)

dei politici manco parlo, perché la stragrande maggioranza è corrotta e condividono le colpe dei medici

i pazienti
normalmente se mettono a rischio la tua vita, si suppone che ci si cominci a chiedere come fare a scamparla.
invece non è così. Si accetta supinamente il parere e la prescrizione dei medici, perché ne sanno più di noi, perché sono l'autorità, perché così fan tutti, perché questa società ci indottrina a dovere, dall'infanzia, ad obbedire, a non pensare, a essere dipendenti, ad accettare supinamente di essere manipolati, se mai ci si accorge di esserlo, a sentirsi inani di fronte allo stragrande potere che sta a guardia della nostra salute. C'è chi crede veramente che i medici sono gli unici depositari della Verità (mio padre in testa): sono i pazienti perfetti. Completamente asserviti dal sistema. Seguono pedissequamente i dettami del medico di turno, e guai a supporre che i farmaci fanno male alla salute. Ci sono effetti collaterali? e che problema c'è? ci saranno altri farmaci da prendere che pongono rimedio.

invece se ci si ribella e si comincia a informarsi, nascono un casino di problemi. E' paradossale ma è così
tocca combattere contro i medici che ci consigliano a forza (inculcando paure assurde) che le loro cure o operazioni sono l'unica cosa intelligente da fare, e se non li assecondi mal te ne incoglie, ti guardano storto e se chiedi di fare qualunque altra cura ti trattano come un demente, uno che attenta alla loro autorità, un minus habens, uno che tanto non guarirà mai con "i palliativi" o le "vitamine", uno al quale è d'obbligo configurare una realtà (una illusione di realtà) dove tutto va per il peggio, sempre. Per cui finisci per essere ai loro occhi o un suicida o un omicida (se ti occupi della salute dei tuoi cari)...

tocca combattere contro le autorità, che obbligano a vaccinazioni con effetti collaterali allucinanti, dovuti ai componenti/eccipienti ecc oppure ti obbligano a nutrirti e curarti nei modi standard, non riconoscendo altra medicina che quella ufficiale, altre valutazioni che quelle che vengono fatte con analisi invasive, pericolose, che espongono a effetti collaterali di una certa gravità (e se uno è già ammalato proprio non ci vorrebbe a sovraccaricare il proprio organismo), altra alimentazione che quella carnivoriana, piena di transfats, di latticini, di alimenti trattati, di snacks con abbondante chimica come primo ingrediente. Guardate le mense! e quelle per bambini? solo in alcune fortunate isole felici c'è un'alimentazione alternativa.

tutti noi abbiamo vissuto episodi da far rabbrividire... :woohoo: :pinch: :sick:
ma c'è chi si rassegna, tanto non si muore sani :woohoo: e getta la spugna, più o meno consapevolmente...
e c'è chi impara e si domanda e si ribella, alla fine, cercando aiuto (noi, nel nostro piccolissimo spazio, tentiamo di aiutare, al meglio delle nostre possibilità e cerchiamo di informare per rendere alla fine le persone capaci di autocurarsi, lontano da questa follia)
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Ringraziano per il messaggio: Cecilia, yagoo40, alpaluda

La Fondazione Rockefeller e la malattia 30/10/2014 12:05 #33790

  • alpaluda
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Tanti anni fa, riuscii ad andare a Mirandola per imparare come viene trattato il sangue negli ospedali: il plasma, le piastrine, i globuli bianchi, etc. etc.

Fui ospite, insieme ad un'altra decina di persone, di una azienda leader mondiale della produzione di macchinari e sacche per la gestione appunto del sangue...

Partii un venerdì in aereo per Bologna e raggiunsi in auto Mirandola: città natale del famoso Pico...

Ero affascinato da quella esperienza ma non sapevo assolutamente cosa avrei fatto...

Non scendo nei particolari per non annoiarvi: vi dico solo che la domenica pomeriggio, dopo due giorni trascorsi in quella fabbrica dove sembrava essere nel 2100 tanto erano avanti tecnologicamente, ci riuniscono e ci fanno una bella lezione di vendita...

In sostanza, tutta quella messa in scena era rivolta alla vendita delle sacche: a loro della macchine non importava un tubo...

Ci dissero: " voi le macchine dovete svenderle, potete anzi regalarle: basta che le fate entrare in cliniche ed ospedali. Il vostro fine ultimo è vendere le sacche non le macchine: lì fate gli utili veri"...

Sapete tutti come è fatta una sacca ma forse non sapete quanto costa: all'epoca ci dissero che la più economica costava intorno alle 150.000 lire...

Vi rendete conto: per un po' di plastica, una saldatura ed un tubicino...

Sto parlando di venticinque anni fa...
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 30/10/2014 12:32 #33796

  • Cecilia
hmm. vedi che se si hanno certe basi é piú facile fare 2 + 2 ? :(
é triste, non é vero? perché dietro quelle sacche ci sono malati, persone bisognose di cure, di vere cure
e la tecnologia é lá, la conoscenza é lá, la possibilitá di fare guarire é lá ma niente di tutto questo viene usato a favore della popolazione
niente!
Cosa credi che stiano facendo in Africa? cosa pensi che stiano facendo quelle fondazioni caritatevoli in Africa? l´ebola? i vaccini? il latte in polvere avariato? credi che sia tutto un caso? vogliamo vedere chi c´é dietro? oppure te lo immagini giá?
Le epidemie, i virus stanno incalzando sempre di piú e le guerre e le rivoluzioni con i loro attacchi terroristici sono solo un paravento per nascondere agli occhi del pubblico quello che succede veramente.
Se l´Africa fosse riuscita nel suo intento, la Banca Africana, anni fa, si sarebbe definitivamente liberata dalle aggressioni che invece adesso la stanno martoriando pericolosamente ed ecco che i temibili dittatori e carnefici del proprio popolo entrano in gioco, guarda caso erano proprio quelli che si erano organizzati per sbattere fuori le lobbies, caso strano!

Tu mi chiederai cosa c´entra la Banca Africana con la big pharma, sono gli stessi personaggi che manipolano tutto, parliamo di una manciata di famiglie che da secoli la fanno da padroni. Ecco cosa c´entra, fare soldi, aumentare il proprio potere e fare soldi.

(sospirone)
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 30/10/2014 18:31 #33821

  • elena
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Africa terra di conquista e di sangue versato... :( :pinch:
Anche la Cina ci sta mettendo su le mani... Aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più :whistle:
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 31/10/2014 00:02 #33835

  • alpaluda
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elena ha scritto:
Africa terra di conquista e di sangue versato... :( :pinch:
Anche la Cina ci sta mettendo su le mani... Aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più :whistle:

Altro che mani, si è già comprata mezzo continente...

Da questo punto di vista, i cinesi sono avanti...
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La Fondazione Rockefeller e la malattia 01/11/2014 11:05 #33856

  • Cecilia
riprendo questo thread di informazione, basato su fatti storici e non su intuizioni, fantasie o che altro
eravamo arrivati qua

Noi pensiamo che il personaggio Singer, con tutta la sua teoria «bioetica» siano stati «inventati» a bella posta dai ben pagati teorici della "Fondazione Rockefeller" per poter proclamare nei grandi dibattiti, anche a livello parlamentare: «persino il Peter Singer, riconosciuto come il massimo zoofilo al mondo, non è in grado di negare che la sperimentazione animale, lungi dall'essere un semplice alibi per coprire i danni di una metodologia errata, è indispensabile per proteggere la salute umana, evitare l'invecchiamento, prolungare la vita e chissà... forse, un giorno, assicurare la vita eterna».

continua ...

ma ci sono ...

«Problemi più gravi»

Naturalmente il prof. Singer si occupa anche e soprattutto di problemi «ben più gravi» di quelli che interessano gli animali, però tutti i problemi di cui si occupa interessano la continuata prosperità della "Fondazione Rockefeller" e della «Medicina», nuova religione.

Recentemente, dopo aver proposto di utilizzare, per gli esperimenti su animali, i cani randagi presi al laccio dagli accalappiacani comunali («tanto non soffriranno di più negli esperimenti che quando vengono gassati nel canile comunale», ha affermato il Singer in un articolo sulla rivista universitaria australiana "Uniken"),

egli ha pontificato anche sulla liceità delle sperimentazioni su feti umani, che sarebbero «etiche» durante i primi tre mesi di vita perché fino a quell'età, così ha deciso il Professore, il feto non avverte alcun dolore.

Lezione americana

Non hanno tardato molto le organizzazioni mediche di altri paesi industrializzati ad imparare dalle lezioni del Professore della "Fondazione Rockefeller".
Riferisce il Bealle, nella opera citata, di alcuni casi in cui i professionisti della beneficenza riescono a sfruttare «a loro vantaggio» da una parte il buon cuore e la ingenuità delle genti, dall'altra il costante terrore che gli uomini provano di fronte alla sofferenza e alla morte.
Già nel '30 esistevano negli Stati Uniti «Enti Morali senza scopo di lucro» (alla Garattini) che raccoglievano fondi per «studiare» e «sconfiggere» ogni male conosciuto sulla terra: artrite, reumatismi, malattie mentali, vista, psicoanalisi, poliomielite, sclerosi multipla, malattie tropicali, epilessia (tre tipi diversi), diabete, tubercolosi, il comune raffreddore, paraplegia, sordità, paralisi celebrale, malattie circolatorie e cardiache, senza parlare del solito cancro.

Riferisce il Bealle come nel periodo natalizio del '31 Harry Hopkins, amico e stretto collaboratore del Presidente Roosevelt, si mise a raccogliere fondi per la "Associazione contro la Tubercolosi" di New York.

Nel comitato era stato incluso anche il nome del dottor Louis I. Harris, commissario sanitario della città di New York. Un bel giorno quest'ultimo ebbe la «cattiva» idea di controllare i conteggi finali e vi riuscì nonostante l'opposizione del potente Harry Hopkins.

Il risultato fu una lettera dell'Harris al "New York Times" che la pubblicò l'8 giugno del '32: «Per quanto io abbia potuto rilevare durante molti anni di contatto intimo, solo un'infima frazione dei molti milioni di dollari che la "Associazione contro la Tubercolosi" di New York ha raccolto nel corso dell'ultima decade e mezza è stata spesa per provvedere alla diagnosi, trattamento medico, cure sanitarie e ospedaliere o altre necessità dei malati o delle loro famiglie. Infatti io sono sicuro che neanche un soldo viene usato per aiutare i tubercolotici».

A questa lettera il Bealle fa seguire il drammatico appello diramato l'anno prima da Harry Hopkins (15 dicembre '31), titolato "Salva una vita!" e redatto in finta veste telegrafica: «Disperata necessità arginare tubercolosi in periodo depressione finanziaria stop allarmante diminuzione entrate per nostra lotta in periodo natalizio stop cedimento ora significa rinuncia vantaggi acquisiti con anni di dura lotta e perdite di vite umane stop contributi grossi o piccoli di grande aiuto stop emettere assegni a Thomas Lamont tesoriere tre ottantasei Quarta Avenue».

Questo Thomas Lamont, c'informa il Bealle, altri non era che il socio del grande banchiere Morgan, principale rivale di Rockefeller nello sfruttamento della nazione americana, e il cui impero bancario ed editoriale finì in bocca al Grande Pirata quando Morgan morì.
Comunque la succitata lettera del dr. Louis Harris, apparsa sul "Times", non deve essere stata letta e ricordata da molti newyorchesi se ancora nel '56 la medesima Associazione riuscì a rastrellare altri 26.310.385 dollari col suo solito appello natalizio.


Italia oggi


Già nel nostro rapporto "I falsari della scienza" (1980) abbiamo mostrato con quanta verve i capitani dell'industria italiani, geniali apprendisti, ispirandosi ai modelli americani lanciarono la loro raccolta di fondi per la «lotta al cancro».
Ci si è dovuto prestare anche il povero, si fa per dire, Angelo Rizzoli, con tutto il suo «impero» editoriale, con i relativi «messaggi natalizi» menzionati nel nostro "I falsari della scienza", mentre era schiavo della Montedison: dopo essere stato costretto a sopprimere "Imperatrice nuda" e prima di finire per ben due volte in carcere.

Circa un anno fa cominciammo ad udire dalle radio italiane un appello ripetitivo che annunciava in toni drammatici: «È stata scoperta la causa della distrofia muscolare! Ora si deve trovare la cura!» (ci sembra di ricordare che l'appello precedente riguardava la «sclerosi multipla», ma non lo giuriamo).

Sapevamo che la causa della distrofia muscolare non era stata affatto trovata, e certamente non lo sarà mai se la ricerca persevererà sulla strada errata. Ma potevamo immaginarci quale sarebbe stato il seguito di un simile annuncio.

Per brevità, proprio nel periodo post-tangentopoli e prenatalizio del dicembre '93, venivamo informati che lo spettacolo di beneficenza organizzato dalla RAI/TV con la partecipazione della bella, e pensiamo innocente, Alba Parietti per studiare la «distrofia muscolare», ha raccolto tra i generosi telespettatori italiani la bellezza di 19 miliardi e mezzo...

Hans Ruesch aurora.altervista.org/29approfondimento.htm
Ultima modifica: 01/11/2014 11:08 da Cecilia.
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