Benvenuto, Ospite
La Medicina Ortomolecolare è una pratica terapeutica che si basa sull'introduzione della quantità ideale di nutrimenti nella dieta che mira a perseguire il livello di salute ottimale attraverso il riequilibrio dell'assetto biochimico.
  • Pagina:
  • 1
  • 2
  • 3

ARGOMENTO: Il ruolo del biofilm nelle infezioni.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 24/07/2014 18:55 #30854

  • Alernd
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 666
  • Ringraziamenti ricevuti 700
Un articolo che ho trovato molto interessante:

www.codicepaleo.com/biofilm/


Il ruolo del biofilm nelle infezioni batteriche, fungine e parassitarie. Cause e possibili rimedi.

Se avete uno o più di questi sintomi, le avete provate tutte, la dieta non produce i miglioramenti sperati, così come le terapie antibiotiche, il problema potrebbe essere nella presenza di un’infezione, batterica, fungina o parassitaria. Diagnosticata o meno, ma non eradicata completamente, nonostante corsi antibiotici ripetuti, a causa della presenza di biofilm.

Sistema immunitario indebolito
Prutito anale, soprattutto di notte
Difficoltà a prendere sonno e svegliarsi al mattino
Infezioni micotiche ungueali
Gonfiore e gas addominale
Allergie
Sensibilità a cibi ed agenti chimici
Rash cutanei e prurito nell’area genitale
Infezioni vescicali ricorrenti
Desiderio di consumare cibi dolci
Endometriosi
Problemi della pelle come psoriasi, dermatite, eczema
Mente annebbiata
Irregolarità mestruali
Ansia o depressione
Dolori muscolari e articolari
Costipazione o diarrea
Sclerosi Multipla
Artrite
Osteoporosi
Fatica cronica
Leaky Gut Syndrome
Calcoli renali
Morbo di Crohn
Insonnia ed altri disturbi del sonno
Problemi digestivi di vario tipo
Cos’è un biofilm?

I biofilm (o biopellicole) sono matrici extracellulari in cui risiedono batteri e funghi, in gran parte patogeni, in grado di proliferare e moltiplicarsi in sicurezza, sulla superificie della parete intestinale e protetti dagli attacchi del sistema immunitario.

I biofilm sono un po’ ovunque (placca dentale, sangue, suolo, condotti acquiferi, parete e lume intestinale, superficie corporea, stazioni spaziali, impianti di silicone e strumenti chirurgici) e la loro matrice è formata da:

acqua >97%
cellule batteriche: 2-5%
polisaccaridi: 1-2%
proteine (prodotte da lisi cellulare): <1-2%
DNA e RNA <1-2%
ioni
Un buon esempio è la la placca che copre i denti, in cui la matrice extracellulare permette ai batteri di condividere nutrienti ed anche il DNA, proteggendoli dalle difese immunitarie e dagli antimicrobici che assumiamo.

Nascondendosi all’interno dei biofilm, i batteri diventano più resistenti agli antibiotici (il biofilm rende i microbi 1000 volte più resistenti agli antibiotici). Questo perché oltre a godere di una protezione fisica, permette ai batteri di scambiarsi i geni resistenti agli antibiotici. I biofilm sono il motivo per cui molte infezioni possono essere così difficili da eradicare.

I biofilm permettono anche ai microorganismi di sopravvivere più a lungo anche in assenza di carboidrati. Uno studio ha dimostrato che i microorganismi possono sopravvivere fino a 43 giorni all’interno del biofilm anche senza cibo (digiuno completo). I biofilm sono presenti nel 90-95% dei soggetti con malattie infiammatorie croniche intestinali e nel 65% dei soggetti con sindrome del colon irritabile.


Secondo il Dr. Ettinger:

Il National Institutes of Health (NTH) stima che il 60% di tutte le infezioni umane e l’80% delle infezioni refrattarie (che non rispondono a trattamento medico) sono attribuibili alle colonie di biofilm. Ho visto questo, più comunemente, in casi di cui mi sono occupato, dove i patogeni erano: Chlamydia pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa, Helicobacter pylori, Borrelia burgdorferi e Candida albicans.

La presenza di biofilm ha implicazioni nelle malattie croniche infiammatorie, carie dentali, otite media cronica, sinusite, tonsillite cronica, colesteatoma, infezioni muscoloscheletriche, endocardite, polmonite associata a fibrosi cistica, tumore alla cistifellea, infezioni ricorrenti al tratto urinario, acne volgare, vaginosi, blefarite, raspino in gola cronico, lesioni cutanee nel diabetico e disturbi classificati come MINDD (tra cui asma, schizofrenia, ansia, depressione, disturbo da deficit di attenzione, etc.). Nell’intestino, il biofilm mantiene un sistema esteso di infiammazione cronica che porta a leaky gut, infezioni del tratto gastrointestinale, problemi digestivi di vario tipo, allergie, malattie autoimmune (Crohn, fibromialgia, sclerosi multipla), malattie degenerative e probabilmente al tumore.

Batteri patogeni con biofilm

Alcuni dei batteri patogeni che sappiamo risiedere all’interno del biofilm sono: Borrelia burgdorferi (Lyme disease), Campylobacter spp., E. coli O157:H7, Candida albicans, Clostridium difficile, Clostridium perfringens, Helicobacter pylori, Klebsiella pneumoniae, Legionella pneumophila, Listeria monocytogenes, Pseudomonas aeruginosa, Salmonella typhimurium, Staphylococcus aureus, Staphylococcus epidermidis e Vibrio cholerae. Specie di Chlamydophila come Chlamydia pneumoniae non formano biofilm, essendo intracellulari, ma possono accidentalmente finire nel biofilm prima di entrare in una cellula ospite.

Perché gli antibiotici non sono così efficaci in presenza di biofilm?

Oltre l’interesse intellettuale di scienziati ed ingegneri per il biofilm, quel è l’uso pratico di questa conoscenza? Un esempio è lo sviluppo dell’antibiotico. Questi farmaci sono stati sviluppati per uccidere batteri planctonici secondo l’assunto che avrebbero ucciso gli stessi batteri, ovunque si fossero trovati. Ora sappiamo invece che:

i batteri planctonici sono più suscettibili ai prodotti antimicrobici designati ad ucciderli rispetto ai batteri che si trovano all’interno di un biofilm
I batteri nel biofilm esprimono un set differente di geni rispetto alla controparte planctonica ed hanno fenotipi notevolmente differenti.
Mettete queste cose insieme con il fatto che gli antibiotici tradizionali sono stati inventati e testati su cellule batteriche nel loro stato plantconico relativamente non protetto, e capirete perché gli antibiotici non funzionano bene su questi stessi batteri quando cresciuti all’interno di un biofilm.

Un trattamento iniziale a base di antibiotico uccide le cellule planctoniche e la maggior parte delle cellule del biofilm. Il sistema immunitario elimina anche le cellule planctoniche persistenti, ma non del biofilm, che sono protette dalla matrice esopolisaccaride. Dopo che la concentrazione antibiotica diminuisce, le cellule persistenti del biofilm resuscitano e l’infezione riparte.

Ma c’è una buona notizia. Il biofilm si può “bombardare” fino a romperlo con un protocollo ad hoc per permettere agli antibiotici ed agli agenti antimicrobici di eradicare l’infezione. Vediamo come.

Protocollo per distruggere il biofilm

Il protocollo è stato presentato per la prima volta dalla D.ssa Anjiu Usman nell’Ottobre del 2007 ad una conferenza sull’autismo infantile, di cui riporto la seguente frase, piuttosto emblematica:

la produzione anormale di biofilm da parte di ceppi resistenti di microorganismi, può essere una possibile eziologia del perché molti dei nostri pazienti con test parassitologi negativi si sentono bene quando assumono prodotti antimicrobici ed antibiotici, ma hanno ricadute non appena terminata la terapia.


Quello che riporto di seguito ha alcune integrazioni ed aggiunte al protocollo Usman, frutto delle mie ricerche.

La terapia è suddivisa in 4 fasi e solitamente richiede da un minimo di 3 ad un massimo di 24 mesi (senza antibiotici).

FASE 1- Lisi e distaccamento del Biofilm

La lisi dell’alginato, componente principale della matrice extracellulare del biofilm formato da P. aeruginosa, facilita la diffusione di sostanze antimicrobiche suggerendo che la matrice polisaccaridica del biofilm è responsabile della resistenza passiva dei microrganismi agli agenti antimicrobici.

Utilizzare enzimi proteolitici e fibrinolitici (per la formazione del biofilm, è necessaria la fibrina) o agenti chelanti a stomaco vuoto (30/60 minuti prima del pasto o 2 ore dopo) per perforare il biofilm. Gli enzimi hanno un doppio effetto: decompongono il biofilm ed attaccano la struttura cellulare dell’infezione.

Nattochinasi (specialmente utile in presenza di Streptococco. Penetra il tratto gastrointestinale fino ad entrare nel sangue e rompere la fibrina)
Serrapeptasi (specialmente utile in presenza di Stafilococco)
Lumbrokinase
Gli enzimi digestivi umani generalmente non digeriscono i polisaccaridi dei biofilm, ma gli enzimi batterici che sono in grado, sono disponibili sotto forma di integratori. E gli enzimi potenzialmente utili includono: emicellulasi, pectinasi, cellulasi, glucoamilasi e beta-glucanasi. Enzimi proteolitici non-umani (oltre a nattochinasi & co.) come papaina e bromelina possono essere altrettanto validi in soggetti sensibili. Alcuni prodotti validi:

InterFase Plus™ (enzimi con EDTA)
Biofilm Defense di Kirkman Labs
Intenzyme Forte di Biotics Research
MetabolicZyme di Allergy Research Group
Non provate ad assumere enzimi digestivi a stomaco vuoto in presenza di gastrite, se avete una parete intestinale piuttosto irritata o soffrite di altri problemi gastrointestinali seri prima di aver parlato con il vostro medico.

Un’alternativa agli enzimi digestivi è quella di prendere 1-2 cucchiai di aceto o succo di limone con un po’ di acqua circa un’ora prima dei pasti. L’acido acetico nell’aceto può solubilizzare il calcio, il ferro e il magnesio nel biofilm, rimuovendo quindi questi minerali ed indebolendo il biofilm. Attenzione con l’aceto però a chi è allergico o intollerante ai lieviti, soprattutto per chi ha problemi di candida.

Agente chelante (30/60 minuti prima del pasto, in alternativa agli enzimi): 1/2 cps di Disodium EDTA (per via orale). Poiché il biofilm raccoglie metalli, composti con effetto chelante tenderanno a raccogliersi nel biofilm. Alcuni chelanti, specialmente l’EDTA, sono tossici per i batteri. Per cui un’integrazione di EDTA tende ad avvelenare il biofilm, portando i batteri fuori dal loro rifugio. Attenti però ad utilizzare questi prodotti in caso di leaky gut o permeabilità della barriera sangue-cervello, poiché potreste peggiorare di gran lunga (ed in modo irreversibile) la vostra condizione.
Lattoferrina: una molecola del siero del latte, che si lega al ferro ed inibisce la formazione e crescita del biofilm. Maggiormente efficace se assunta a stomaco vuoto ed in presenza di batteri della specie Pseudomonas. Ovviamente da evitare negli intolleranti ed allergici ai latticini. Sulla lattoferrina, la D.ssa Anju Usman, afferma:

ll nostro corpo produce proteine, transferrina e lattoferrina, le quali assorbono il ferro, bloccando la formazione del biofilm. Ma i batteri patogeni secernono chelatori del ferro per accaparrarsi il ferro e quindi competere con transferrina e lattoferrina per ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere.

Possibili alternative:

L’acido citrico legandosi al calcio può disturbare il biofilm
NAC (N-Acetil-Cisteina). Può distruggere o inibire il biofilm. Il NAC può dare reazioni avverse, soprattutto in presenza di biofilm ed infezioni fungine. Quindi forse, è meglio evitare, almeno nella prima fase del trattamento.
Monolaurina o Lauridicina (AKA Gliceril laurato o glicerolo monolaurato)
Xilitolo: è uno zucchero che rompe il biofilm, ed in molti casi di infezione virale od infezione cronica in generale, succede che il biofilm si formi, rendendo difficile al sistema immunitario di liberarsi di ciò che c’è all’interno. Per cui, lo xilitolo scompone il biofilm, facilitando al sistema immunitario il compito di vedersela con i patogeni. Sappiate però che lo xilitolo è un alimento ad alto contenuto di FODMAP. E può causare stati fermentativi e gas in persone con disturbi intestinali.
Zeolite – possibilmente “ruba” magnesio, calcio e ferro dalla matrice del biofilm
Evitare integratori a base di ferro, magnesio e calcio durante il protocollo per il biofilm, perché questi possono contribuire alla formazione del biofilm oppure aumentare la densità del biofilm, diminuendo quindi l’efficacia generale del trattamento.

Applicazione topica per sinusiti, otiti ed altre infezioni “esterne”

Uno dei possibili approcci per rompere il biofilm è l’applicazione topica (uso esterno) del prodotto. Ecco 3 possibilità.

shampoo per bambini della Johnson, che tramite la presenza di agenti tensioattivi ha un effetto terapeutico sul biofilm, favorendo l’eradicazione del biofilm.
gocce allo xilitolo (per la sinusite o otite). Lo xilitolo, nonostante sia uno zucchero, è attivo contro i biofilm, ed è anche uno dei motivi per cui le chewin gum con xilitolo sono diventate così popolari tra i dentisti. In quanto la placca che si forma sui denti è un biofilm, e masticando gomme contenendo xilitolo (al 100% senza edulcoranti aggiunti), questo può aiutare a ridurre la placca.
il miele. Sempre ad uso esterno per la rottura del biofilm. In particolare il miele di Manuka che pare avere proprietà battericide contro tutti i ceppi batterici.

FASE 2- Aggredire l’infezione

Valutare l’utilizzo di agenti antimicrobici nautrali (fitoterapici), prodotti omeopatici o antibiotici, da assumere 30/60 minuti dopo la fase 1. Inoltre:

ogni batterio o fungo richiede agenti differenti, e non tutti vanno bene per ogni caso
i migliori benefici possono derivare dalla rotazione di 2-4 agenti al giorno. Questo secondo la teoria che molte delle infezioni possono sviluppare velocemente resistenza ai prodotti.
i sintomi possono peggiorare durante la fase iniziale (prime due settimane)
Estratto d’origano
Artemisia Asinthum (wormwood extract)
Echinacea
Neem
Estratto d’aglio
Olio di Tea tree
Uncaria Tomentosa (Unghia di gatto, cat’s claw)
Estratto di foglia d’ulivo
Acido Laurico
Uva Ursina
Estratto di mallo di noce nera (black walnut extract)
Pau d’arco
Estratto di semi di pompelmo
Acido Caprilico
Violetto di Genziana
Baikal skullcap (Scutellaria baicalensis)
Berberina (l’Idraste o Goldenseal, da cui può essere estratta la berberina, stimola l’attivazione delle cellule Th1 e può esacerbare certi problemi in soggetti con malattia autoimmune)
Ovviamente, ce ne possono essere molti altri, ma tutto dipende dal tipo di infezione presente. Ed in tutti i modi, bisogna affidarsi alle cure di un professionista preparato sull’argomento.

FASE 3 – Fare Pulizia

Una o due ore dopo la fase 2. Alternativamente, prima di andare a dormire. Assumere un prodotto che supporti la fase di detox ad aiuti ad eliminare le endotossine rilasciate dalla morte dei microbi. I sintomi da detox a carico del fegato possono peggiorare durante le prime due settimane.

Fibra, insolubile e solubile (verdura e frutta)
Carbone attivo
Pectina
Cardo Mariano
Radice di Tarassaco
Psillio
Chitosano
Clorella
Argilla bentonite
Butirrato
Coriandolo
Germanio organico

FASE 4 – Ripopolare e rafforzare l’intestino

Prima di prendere probiotici, sarebbe sempre bene verificare con un test la situazione della flora batterica, perché provocare la sovraccrescita di ceppi buoni già presenti in abbondanza non è una cosa utile.

Elaine Gottschall, inventrice della Specific Carbohydrate Diet, raccomanda di evitare probiotici contenenti i bifidobatteri, per la loro tendenza di sovraccrescere e formare biofilm. Mentre i probiotici simbiotici creano anch’essi biofilm.

Probiotici da assumere lontano dai pasti, prima di andare a letto. In caso di terapia medica, i probiotici possono diminuire l’efficacia della terapia antibiotica (come nel caso del Blastocisti).

Preferire cibi fermentati come Kefir, crauti e kombucha. Mentre tra gli integratori, due probiotici meritano infine menzione speciale per le loro proprietà.

Escherichia Coli Nissle 1917

L’E. Coli Nissle 1917 (da non confondere coi ceppi tossici come l’E. Coli O157:H7) è, oltre ad alcune specie di lattobacilli, uno dei ceppi probiotici maggiormente studiati. L’iniziale successo terapeutico fu notato nella gestione delle malattie infettive gastrointestinali e le infezioni a carico del tratto urinario; l’attenzione si spostò successivamente verso le condizioni croniche infiammatorie.

L’E. Coli Nissle 1917 ha effetti benefici in pazienti con sindrome del colon irritabile con microflora enterica alterata (dopo gastroenterocolite o antibiotici). Valido come terapia di mantenimento nella colite ulcerosa. Protegge la mucosa gastrica contro le erosioni indotte dallo stress a causa di azioni anti-infiammatore e vasodilatatorie. Studi mostrano risultati positivi quando utilizzato in presenza di morbo di Crohn, sindrome del colon irritabile, enterocolite necrotizzante, ma specialmente nella prevenzione di ricadute in pazienti con colite ulcerosa. Studi randomizzati e controllati a doppio cieco che comparavano l’efficacia dell’E. Coli Nissle 19179 a quello della mesalazina (utilizzata nel trattamento della RCU) hanno dimostrato che l’E. Coli Nissle 1917 è tanto efficiente quanto la mesalazine nella prevenzione delle ricadute. Da poco è disponibile anche in Italia.

Altrimenti si può provare a coltivare a casa per preparare lo yogurt, secondo le indicazioni della D.ssa Myhill.

Saccharomyces Boulardii

Il S. Boulardii secerne leucina aminopeptidasi che sembra essere di supporto contro le allergie alle proteine della dieta a seguito di gastroenterite acuta. Aumenta l’assorbimento intestinale di D-glucosio che insieme al sodio può migliorare l’assorbimento di acqua ed elettroliti durante la diarrea. Aumenta la concentrazione nelle feci di acidi grassi a catena corta che nutrono le cellule mucosali del colon. Modula l’immunità incrementando la secrezione di IgA ed aumentando i recettori Ig delle cellule cripte. Inibisce le citochine infiammatorie e secerne un fattore che blocca l’attività della tossina A di C. difficile. Ha un effetto antagonista contro i filamenti della Candida e la formazione del biofilm. Utile se associato alla terapia antibiotica per la diarrea, sindrome del colon irritabile, infezione da Blastocystis Hominis e Giardia.

Il ceppo migliore di S. Boulardii è il Saccharomyces cerevisiae var. boulardii Hansen CBS 5926. Quello della Codex, acquistabile in farmacia lo contiene, ed è uno dei migliori sul mercato.

Dopo 4 settimane di distanza dalla fine del trattamento, rifare test per verificare l’efficacia della terapia e la totale eradicazione dell’infezione.

Un’ultima cosa. Qualsiasi trattamento vogliate intraprendere, senza porre attenzione alla dieta, non servirà assolutamente a niente. Mettetevelo bene in testa. E non sprecate tempo né denaro in integratori senza questo accorgimento, se avete davvero voglia di guarire.

Bibliografia

“Missing Microbes” di Martin J. Blaser
“Rethinking Fatigue” di Nora Gedgaudas & Datis Kharrazian
“The Paleo Approach” di Sarah Ballantyne
“Digestive Health with Real Food” di Aglaée Jacob
www.hypertextbookshop.com/biofilmbook/
www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC90417/
perfecthealthdiet.com/2010/07/bowel-dise...healthful-gut-flora/
www.fasebj.org/content/16/1/61.long
chriskresser.com/the-highly-effective-bu...or-chronic-sinusitis
www.advancedhealing.com/dr-ettingers-bio...e-and-gut-pathogens/
en.wikipedia.org/wiki/Biofilm
www.autismpedia.org/wiki/index.php?title...an#cite_note-usman-2
www.sciunisannio.it/doc/appunti/lm_biol/...icrob_virol_m_03.pdf
chriskresser.com/how-to-prevent-and-trea...-without-antibiotics
Codice campagna 11627758 - da inserire in fase di acquisto - per beneficiare di un extra sconto del 5% sul sito www.lifeextensioneurope.it
Ultima modifica: 24/07/2014 18:57 da Alernd.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: yagoo40, Hall, elena

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 24/07/2014 19:30 #30855

  • Clara
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 2975
  • Ringraziamenti ricevuti 1677
Grazie Alernd, very interesting, avevo visto uno studio indicato da Ade sul biofilm del magnesio che viene utilizzato da pneumonas e un altro patogeno che ora non ricordo.

Tu quale metodo useresti per la prima fase di abbattimento dei biofilm?
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 24/07/2014 20:02 #30856

  • lu
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 879
  • Ringraziamenti ricevuti 419
notevole, ho appena finito di leggere il medesimo articolo in rete, apro il forum e lo ritrovo? ! Sarà un segno?...
Allora dico che stavo cercando informazioni per capire come trattare lo stafilococco aureo che ho sicuramente nel naso e che ho i sospetto (solo sospetto) possa essersi diffuso altrove (artrite).
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 25/07/2014 23:31 #30876

  • lu
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 879
  • Ringraziamenti ricevuti 419
Non capisco come si può utilizzare praticamente lo xilitolo o il miele per sinusiti o otiti . E poi sinusiti e otiti sarebbero infezioni esterne?
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 26/07/2014 00:06 #30877

  • lu
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 879
  • Ringraziamenti ricevuti 419
scienzamarcia.blogspot.it/2014/03/le-str...ofilm-e-la-loro.html
qui si parla di ferro calcio e "manganese" (non magnesio) quale struttura del biofilm.
?
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: fenice

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 28/07/2014 17:23 #30945

  • Clara
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 2975
  • Ringraziamenti ricevuti 1677
www.sciencedirect.com/science/article/pii/S094450130600005X

Influence of magnesium ions on biofilm formation by Pseudomonas fluorescens

articolo tradotto con google:
Mg2 + è potenzialmente in grado di influenzare l'adesione batterica direttamente attraverso effetti sulle interazioni elettrostatiche e indirettamente influenzando i processi di attaccamento fisiologia - dipendente. Tuttavia, gli effetti di Mg2 + sulla struttura del biofilm sono in gran parte sconosciuti . In questo studio , Pseudomonas fluorescens è stato utilizzato per studiare l'influenza della concentrazione di Mg2 + ( 0 , 0,1 e 1,0 mM MgCl2 ) sulla crescita biofilm . Planctonici e cellule attaccate venivano registrati (sulla base di colorazione DAPI ) mentre le strutture biofilm sono stati esaminati tramite microscopia confocale e strutture tridimensionali sono state ricostruite . Concentrazione di Mg2 + ha avuto alcuna influenza sulla crescita di cellule planctoniche , ma , durante la formazione di biofilm , Mg2 + ha aumentato l'abbondanza di cellule attaccate . Per cellule attaccate , l' influenza della concentrazione di Mg2 + cambiare nel tempo , suggerendo che il ruolo di Mg2 + in allegato batterica è complesso e dinamico . Strutture biofilm erano eterogenei e la colonizzazione della superficie e la profondità aumenta con l'aumentare Mg2 + concentrazioni . Nel complesso, per P. fluorescens , Mg2 + aumentato di attacco iniziale e alterato la successiva formazione e struttura del biofilm .
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: Alernd

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 28/07/2014 18:22 #30950

  • Cecilia
Io mi sono arenata sugli aminoacidi, pare che i D aminoacidi, attenzione: i D e non gli L, possano attaccare in maniera sostanziale i biofilm.
Stó ancora cercando.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 28/07/2014 20:33 #30954

  • Cecilia
scienceblogs.de/weitergen/2010/09/aminos...akterielle-biofilme/

é in tedesco, scusate, spiega come gli D-Aminoacidi riescono a sciogliere i biofilm
ah! ho visto adesso che é una traduzione dall´inglese che si trova a fondo pagina! :cheer:

EDIT e AGGIUNTA

www.sciencemag.org/search?site_area=scie...itransmed&submit=yes
Ultima modifica: 28/07/2014 20:38 da Cecilia.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 28/07/2014 20:50 #30955

  • lu
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 879
  • Ringraziamenti ricevuti 419
Ferioli, produttore di argento colloidale, ha messo a punto un prodotto da spruzzare nel naso a base di argento colloidale + olio di canapa (che a sua volta dovrebbe avere proprietà antibatteriche) mii chiedo se la canapa può incidere anche sul biofilm.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 03/08/2014 06:24 #31203

  • LEGOLAS123
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 466
  • Ringraziamenti ricevuti 42
ma c'è un test per capire se si ha il biofilm(soprattutto intestinale)???
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 04/08/2014 23:04 #31269

  • Cecilia
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 06/02/2017 16:45 #52880

  • Clara
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 2975
  • Ringraziamenti ricevuti 1677
I biofilm permettono ai microorganismi di sopravvivere più a lungo, anche in assenza di carboidrati. Uno studio ha dimostrato che i microorganismi possono sopravvivere fino a 43 giorni all’interno del biofilm anche senza cibo (digiuno completo). La presenza dei biofilm ha implicazioni nelle malattie croniche infiammatorie, nelle carie dentali, nell’otite media cronica, nella sinusite, nella tonsillite cronica, nella formazione del colesteatoma, nelle infezioni muscoloscheletriche, nell’endocardite, nella polmonite associata a fibrosi cistica, nel tumore alla cistifellea, nelle infezioni ricorrenti del tratto urinario, nell’acne volgare, nelle vaginosi, nella blefarite, nelle lesioni cutanee nel diabetico[2] e nei disturbi classificati come MINDD (Metabolic Immunologic Neurologic Digestive Disorders[3] , tra i quali si annoverano: asma, schizofrenia, ansia, depressione, disturbo da deficit di attenzione, etc.).


www.letiziabernardi.it/index.php?option=...-articoli&Itemid=106
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 06/02/2017 17:01 #52883

  • LOG
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 980
  • Ringraziamenti ricevuti 439
Quando osservo persone che in bocca sui denti hanno una patina di biofilm impressionante ma che non presentano il minimo segno di parodontite resto abbastanza scettico nel credere a quanto la medicina attualmente fornisce come spiegazione di alcune malattie come ad esempio la parodontite.
Credo che più che la presenza del biofilm sia importante l'equilibrio tra i batteri presenti e la risposta che possono dare le cellule dei tessuti sui quali si trovano. Secondo me questo aspetto conta molto di più della loro presenza in sè che può addirittura, come nel caso della bocca, essere orribile a vedersi, ma non motivo di malattia.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: Raf69

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 06/02/2017 17:29 #52885

  • Raf69
  • Offline
  • Junior Boarder
  • Messaggi: 27
  • Ringraziamenti ricevuti 5
Ho letto che tra le proprietà dell'aminoacido glicina c'è il trattamento della parodontite proprio agendo sul biofilm

ildentistaconlev4ns.com/glicina/
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: Clara, LOG

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 06/02/2017 17:38 #52886

  • Ferruccio
  • Offline
  • Bannato
  • Messaggi: 930
  • Ringraziamenti ricevuti 352
LOG

recentemente, in alcuni ripassi di studi vecchi e successivi aggiornamenti,
ho avuto modo di avere una conferma che ho sempre sostenuto da tempo:
la parodontite è causata dalla carenza di C.

E quelle persone che hanno la bocca orribile
dovrebbero usare semplicemente bicarbonato e un buon spazzolino.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: LOG

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 06/02/2017 18:01 #52889

  • LOG
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 980
  • Ringraziamenti ricevuti 439
@Ferruccio

Visto che la parodontite è una malattia che ho allo stato ormai avanzato posso dire analizzando un pò ciò che ho vissuto su me stesso che un fattore importante è la carenza di vitamina C nella fase iniziale con debolezza delle mucose e minima resistenza alle infezioni. In questa fase si presentano le retrazioni gengivali prima lievi e poi sempre più importanti. Nella seconda fase oltre alla carenza di C subentra anche quella della D perchè la seconda fase colpisce generalmente in età più avanzata quando è più facile essere carenti di D. Anche una certa demineralizzazione credo che influenzi questa malattia. L'ho riscontrato da qualche tempo assumendo il sale dell'dell'himalaya e vedendo una maggior salute in generale ed in bocca. Poi anche le vitamine del gruppo B fanno bene al parodonto.
Tuttavia hai fatto bene a sottolineare il fattore vitamina C perchè resta quello fondamentale da cui la malattia parte. Non a caso lo scorbuto ha questi stessi sintomi iniziali.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: Clara, Marco R.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 06/02/2017 18:08 #52890

  • Ferruccio
  • Offline
  • Bannato
  • Messaggi: 930
  • Ringraziamenti ricevuti 352
Va scontato che la alimentazione è fondamentale e richiede
una ampia varietà di alimenti, soprattutto verdure crude di ogni tipo,
frutta di ogni tipo,
le vitamine sono utili,
ma anche il controllo del pH serve.

Ricorda che la C deve essere esageratamente alta.

Nulla di nuovo all'orizzonte,
sempre le solite "menate" come dice Elena.

Purtroppo l'elemento chiave è il tempo.
Per ristabilire una buona condizione servono mesi e mesi.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: LOG

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 06/02/2017 21:14 #52898

  • Clara
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 2975
  • Ringraziamenti ricevuti 1677
Log da quel che so per la paradontite è necessaria anche la K2. Inoltre la D è carente oggigiorno ad ogni età.
Ultima modifica: 06/02/2017 21:15 da Clara.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: LOG

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 06/02/2017 21:33 #52901

  • LOG
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 980
  • Ringraziamenti ricevuti 439
Clara ha scritto:
Log da quel che so per la paradontite è necessaria anche la K2. Inoltre la D è carente oggigiorno ad ogni età.

Certamente è così ma con l'età una carenza di vitamina D va a produrre maggior danno sul parodonto. Una sua carenza in età giovanile credo di non averla avuta ed infatti stavo molto bene con denti e parodonto. Comunque la sto assumendo dalla primavera 2014 a 10000UI al giorno e adesso anche con la K2 MK-7.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 06/02/2017 22:13 #52902

  • Clara
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 2975
  • Ringraziamenti ricevuti 1677
Vedrai con la K2 i miglioramenti, ho letto molte testimonianze su forum americani dei benefici della K2 per questo problema, anche se alcuni riferivano che per la paradontite fosse meglio la K2 MK-4...
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: LOG

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 06/02/2017 22:38 #52903

  • Mimma
  • Offline
  • Expert Boarder
  • Messaggi: 128
  • Ringraziamenti ricevuti 22
Clara ha scritto:
Log da quel che so per la paradontite è necessaria anche la K2. Inoltre la D è carente oggigiorno ad ogni età.


Confermo. Da quando sto assumendo la k2 le condizioni della mia bocca sono migliorate.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: LOG

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 07/02/2017 13:14 #52908

  • elena
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 3100
  • Ringraziamenti ricevuti 1773
l'Haritaki, che si trova in formulazione anche nella triphala, attacca e distrugge il biofilm ( spec da pseudomonas)Due tipi di Terminalia entrano nella composizione di Triphala, nome di un rimedio conosciuto anche da noi. Si considera un 'tonico' ed è un'antica preparazione ayurvedica che comprende tre piante.
Per la medicina tibetana, l'Haritaki è il 're delle medicine'. E' il frutto di una pianta, o la pianta stessa, su cui si è indagato ancora poco.
La pianta si chiama Terminalia chebula, nativa dell'Himalaya. In India, l'Ayurveda usa soprattutto i frutti , ed è ben conosciuta anche dalla medicina tibetana (la chiamano 'A-ru-ra'). Queste medicine, che classificano la pianta in sette tipi, attribuiscono a Terminalia numerose proprietà terapeutiche.
In particolare, sulle ferite, le micosi, le infiammazioni della bocca, asma e tosse. Regolarizza l'intestino, si usa come purgante per la presenza di antrachinoni ed è considerata un ringiovanente e un purificatore.

Molte storie mitologiche accompagnano l'impiego di Haritaki, o A-ru-ra: per l'India la pianta è un dono di Visnu, per il Tibet di Amrita, Dio della medicina. Nella tradizione è designata anche come la 'madre degli esseri umani'.
In Occidente negli ultimi tempi si vedono pubblicate diverse ricerche, non solo indiane. In termini scientifici molto resta ancora da accertare, quello che è certo è che si tratta di un vegetale molto ricco in antiossidanti.

la si studia anche come possibile trattamento dei deficit cognitivi, in primis l'Alzheimer, e problemi di memoria. In modo più preciso, si stanno studiando le piante cui l'Ayurveda attribuisce proprietà nootropiche, o come dicono gli anglosassoni 'brain boosting'.
Inoltre, le varie specie di Terminalia si distinguono per il potere antibatterico e virale, come antidiabetico, antimicotico, digestivo, eccetera. Tutto questo non è stato ancora approfondito nei termini scientifici. In linea generale, dal quadro che emerge la pianta si configura come un possibile contrasto alle malattie degenerative, legate all'invecchiamento. Ma anche contro infezioni e infiammazioni.
esistono formulazioni interessanti, come la triphala guggul, che ha anche proprietà di attaccare il biofilm,
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Naturopata
Ultima modifica: 07/02/2017 13:19 da elena.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: Clara, Raf69

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 07/02/2017 17:32 #52909

  • Raf69
  • Offline
  • Junior Boarder
  • Messaggi: 27
  • Ringraziamenti ricevuti 5
Ciao Elena, quali prodotti a base di triphala reperibili in erboristeria o farmacia ritieni validi? Io ho trovato questo
www.lerboristeria.com/triphala-virya.php

Mentre associato al guggul
www.nawayto.net/prodotto.aspx?nomeprodot...ALA%20GUGGUL%20Forte

Sono marche che non conosco avendo sempre usato i prodotti maharishi ayurveda facilmente reperibili nelle farmacie
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 07/02/2017 18:03 #52910

  • elena
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 3100
  • Ringraziamenti ricevuti 1773
Nn le conosco nemmeno io, ma x gli integratori bisogna stare attenti a 2 cose
Assenza di metalli pesanti ( pochi danno garanzie in questo senso ed é una iattura specie x le sostanze provenienti da Cina e India purtroppo. Un nostro eccellente forista (Nemo) aveva individuato in passato un fornitore sicuro per la triphala, ma era in India. Bisognerebbe chiedergli nuovamente l'informazione. Forse ha trovato un nuovo fornitore altrettanto sicuro magari in Italia )

Eccipienti da evitare
Il talco è fra questi: quindi il secondo prodotto é off.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Naturopata
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: Raf69

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 07/02/2017 18:16 #52911

  • Raf69
  • Offline
  • Junior Boarder
  • Messaggi: 27
  • Ringraziamenti ricevuti 5
Sì sono d'accordo sul verificare gli ingredienti.
Mi sembra che nel primo prodotto di sola triphala specificano di usare piante coltivate in italia per evitare proprio il problema.
Io attualmente uso questo prodotto a base di ashwagandha www.macrolibrarsi.it/prodotti/__ashvamap-60-compresse.php della maharishi che vedo molto presente in Italia, ma nelle formulazioni da te dette non le trovo in questa marca se non insieme ad altre sostanze....
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 07/02/2017 19:40 #52912

  • Clara
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 2975
  • Ringraziamenti ricevuti 1677
Consiglio di provare anche l'olio di cocco a dosaggi importanti, due tre cucchiaini colmi di olio allo stato semisolido al giorno, per qualche tempo.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 07/02/2017 20:31 #52913

  • elena
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 3100
  • Ringraziamenti ricevuti 1773
Monolaurina o Lauridicina (AKA Gliceril laurato o glicerolo monolaurato) era tra le sostanze indicate nell'articolo postato da Alerndt. Ed è contenuto proprio nel l'olio di cocco.

La Bliss ayurveda vedo che ha buoni standard. E si trova anche in Italia. Non l'ho mai provata, però. Ha sia guggul che triphala
Guggul max
www.blissayurveda.com/about-bliss-ayurveda-quality-control.html
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Naturopata
Ultima modifica: 07/02/2017 20:33 da elena.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: Raf69

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 08/02/2017 12:27 #52919

  • Clara
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 2975
  • Ringraziamenti ricevuti 1677
Una frequenza radio corrente elettrica migliora l'efficacia degli antibiotici contro biofilm batterici
R. Caubet , 1, * F. Pedarros-Caubet , 1 M. Chu , 1 E. Freye , 1 M. de Belém Rodrigues , 1 JM Moreau , 2 e WJ Ellison 2, 3
Astratto

Biofilm batterici sono notevolmente resistenti alla profilassi antibiotica. La concentrazione di antibiotico necessaria per ridurre significativamente il numero di batteri nella matrice biofilm può essere diverse centinaia volte la MIC per gli stessi batteri in una fase planctonica. È stato osservato che l'aggiunta di una corrente elettrica continua continua debole per il liquido che circonda il biofilm può aumentare notevolmente l'efficacia dell'antibiotico. Questo fenomeno, noto come effetto bioelettrico, è stato solo parzialmente chiarito, e non è certo che i parametri elettrici saino ottimali. Si conferma qui l'effetto bioelettrico per Escherichia coli biofilm, trattato con gentamicina e con ossitetraciclina, e riportiamo un nuovo effetto bioelettrico con una frequenza radio di corrente elettrica alternata (10 MHz) invece della solita corrente diretta. Nessuna delle spiegazioni proposte (trasporto di ioni all'interno del biofilm, produzione di ulteriori biocidi per elettrolisi, ecc) dell'effetto bioelettrico è applicabiei per effetto bioelettrica radiofrequenza. Si suggerisce che questo nuovo fenomeno può essere dovuto ad un'azione specifica del campo elettromagnetico a radiofrequenza sulle parti polari delle molecole che costituiscono la matrice biofilm. www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC529182/




Elettrica e Ingegneria Informatica
2012
Distruzione meccanica di Pseudomonas
aeruginosa biofilm con esposizione ad ultrasuoni lib.dr.iastate.edu/cgi/viewcontent.cgi?a...046&context=ece_pubs

Altro articolo
translate.google.it/translate?hl=it&sl=e...trasound&prev=search
Ultima modifica: 08/02/2017 12:33 da Clara.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 08/02/2017 13:51 #52920

  • Ferruccio
  • Offline
  • Bannato
  • Messaggi: 930
  • Ringraziamenti ricevuti 352
Chiedo a Clara:
perchè scomodare la medicina classica per un rimedio
al biofilm, quando si può usare tranquillamente del bicarbonato di sodio o,
ancora meglio, del bicarbonato di potassio????
E il cui uso avviene in casa propria e mediante l'uso di un buon spazzolino???
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Il ruolo del biofilm nelle infezioni. 08/02/2017 13:57 #52922

  • Clara
  • Offline
  • Platinum Boarder
  • Messaggi: 2975
  • Ringraziamenti ricevuti 1677
Uno spazzolino con bicarbonato per trattare ’endocardite, polmonite associata a fibrosi cistica, tumore alla cistifellea, ulcere nel diabetico ecc:? :woohoo:

INOLTRE, la medicina classica utilizza prodotti aiurvedici, olio di cocco,il miele, le frequenze...? :woohoo:
Ultima modifica: 08/02/2017 13:59 da Clara.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
  • Pagina:
  • 1
  • 2
  • 3
Tempo creazione pagina: 0.308 secondi

Salute Natura  Benessere
 

Realizzato un nuovo accordo commerciale! Sconto del 5% su centinaia di prodotti riservato ai foristi ADS. CLICCA per il codice PROMO.

 

arcobalenoErboristeria Arcobaleno

Sconto per lo shopping online. Solo gli iscritti al portale "Alleanza della Salute Forum di Medicina Ortomolecolare" potranno avvalersi di tale sconto che vale l' 8%. CLICCA